Segnaletica Sicai nei pressi del Lago Biviere © Fabrizio Meli
In cammino sul SiCai, con panorama sul Mare Adriatico © Ritmo dei passi
IL SICAI sull'Appennino tosco-emiliano
Sul Sentiero Italia Cai verso il Rifugio Quintino Sella © Cai
Lago di Occhito © Vito Paticchia
Il Sentiero Italia CAI in Val Comelico © Cai
Il Monviso
Il Sentiero Italia CAI è una realtà che interessa un pubblico sempre più ampio: non solo i camminatori "incalliti" che indossano gli scarponi come una seconda pelle, ma pure persone che non praticano escursionismo abitualmente, ma che possono essere attirate verso la dimensione del trekking grazie a percorsi adatti e a una presentazione degli stessi che riduca la distanza con il mondo della montagna.
Aprirsi al nuovo
Conoscere una dimensione diversa è una opportunità di crescita per chi decide di farsi conquistare dall'escursionismo, ma anche per il mondo associativo stesso, che sull'altro versante può e dovrebbe forse aprirsi a nuovi frequentatori: perché la montagna vive e prospera nella misura in cui l'intera collettività la sente propria e se ne prende cura.
Ad allargare la platea dei potenziali amanti del camminare in quota, contribuiscono anche articoli come quello uscito questa settimana su Vanity Fair, nella sua versione online. In cammino: i sentieri per uscire di casa a piedi ed essere in vacanza, di Paola Manfredi, racconta il Sentiero Italia CAI e il cammino come una esperienza alla portata di tutti e come "gesto sovversivo", nell'intervista a Enrico Brizzi. Lo scrittore evidenzia come andar per monti sia un'esperienza gratuita e quindi già rivoluzionaria, in un mondo in cui tutto è prodotto commerciale.
Nella seconda parte dell'articolo si parla invece più nel dettaglio della rete sentieristica del Club Alpino Italiano e del SICAI "un grandioso progetto pensato negli anni '80, realizzato nei '90 e diventato oggi una realtà tangibile: 8.000 chilometri che attraversano ogni regione del nostro Paese, salgono sulle Alpi, scendono lungo gli Appennini e continuano sulle isole. In tutto 500 tappe per ognuna delle quali sul sito dedicato c'è una pagina, una descrizione, le caratteristiche del sentiero, la percorrenza e il rifugio in cui dormire".
Nell'intervista, il presidente generale Antonio Montani ricorda che il Sentiero Italia CAI "è senza dubbio uno dei sentieri più belli del mondo, perché in Italia ogni dieci chilometri cambia lo scenario, la valle, il contesto culturale e gastronomico (...) Potere vivere questi luoghi, anche solo per qualche giorno, credo sia un grande insegnamento, così come vivere i tempi lenti del cammino e del rifugio, che ci permettono di riconnetterci con la natura. Solo svegliarsi presto e vedere il sorgere del sole nella natura prima di iniziare a camminare è un'esperienza semplice ma rivoluzionaria per chi vive i ritmi della città".
“Vivere i tempi lenti del cammino e del rifugio ci permette di riconnetterci con la natura. È un'esperienza semplice ma rivoluzionaria” Antonio Montani
No all'overtourism, sì alla scoperta
Montani suggerisce un approccio spontaneo e personale all'escursionismo. "Per trovare la propria strada, consiglio di aprire il sito e scegliere una località che non conoscete. Non una di quelle famose che alimentano solo un overtourism che non si adatta alla montagna. Ci sono posti che magari sono a un passo sa casa nostra e non abbiamo mai visitato e sono quelli che ci faranno dire 'ma perché non ci sono mai venuto?'".