Una falesia a Kalymnos
Il tragico incidente che ha portato alla morte di Petr Hurban il 27 marzo scorso ha portato in nemmeno un mese alle prime conseguenze sul piano pratico. L'amministrazione comunale ha infatti emesso un'ordinanza con cui ha disposto la chiusura temporanea di ben 10 falesie: Saint Photis, Monastery, Austrians, Sympligades, Spartacus, Jurassic Park, Galatiani, Cave, Ourania e Kreissaal.
Il comune dell'isola greca raccomanda anche di evitare l'apertura in autonomia di nuove vie, fino a nuova comunicazione, ricordando che l'isola offre già oltre 5mila itinerari d'arrampicata. Da qui, l'amministrazione invita a sfruttare le possibilità già a disposizione, così come a informarsi sull'andamento dei lavori di manutenzione e a intraprendere un comportamento prudente, dando precedenza alla sicurezza, piuttosto che alla prestazione.
Lavori in corso
L'amministrazione si sta adoperando per sostituire i fix in acciaio con altri in titanio, una soluzione che, per quanto abbiamo raccolto tra i chiodatori, come nel caso dell'intervista a Maurizio Oviglia, non è necessariamente e in ogni caso garanzia di sicurezza.
A sua volta, dopo l'incidente, anche l'associazione indipendente Rebolt Kalymnos ha pubblicato l'elenco aggiornato di tutte le vie già riattrezzate e avrebbe accelerato la propria campagna di richiodatura e sostituzione degli ancoraggi più vecchi. Sotto esame sono soprattutto le vie chiodate prima del 2006.
“Vorremmo organizzare una raccolta fondi e utilizzare i fondi raccolti per acquistare l'attrezzatura necessaria per il riattrezzamento”. Jana Vejražková, compagna di Petr Hurban
La raccolta fondi
Dopo l'acceso scambio di vedute tra i soggetti coinvolti nella vicenda, nelle ore immediatamente successive all'incidente mortale, il clima sembra fortunatamente essere rapidamente mutato verso una intensificazione delle attività di adeguamento delle vie. Nel contribuire a distendere gli umori anche la lettera della compagna di Petr, che ha indubbiamente indicato la via del dialogo e della cooperazione, con il focus incentrato sull'evitare nuovi drammi. “Cari amici, scalatori, amanti di Kalymnos, il 27 marzo il mio amato Petr è venuto a mancare in seguito a una caduta nel settore Jurassic Park, causata dal cedimento completo di tre ancoraggi fissi, punti di ancoraggio su cui tutti noi facciamo affidamento per la nostra vita, credendoli sicuri.
Sono profondamente commossa dalla sincerità e dall'altruismo con cui molti di voi, anche persone che non ho mai incontrato, mi hanno offerto aiuto, anche finanziario. Lo apprezzo moltissimo. Tuttavia, abbiamo un'assicurazione alpinistica che coprirà quasi tutte le spese.
Mio fratello Jaromír Tišer, che scala a Kalymnos da 25 anni e ha partecipato all'apertura di decine di vie dal 2010, ha avuto un'idea su come utilizzare al meglio la vostra generosità. Vorremmo organizzare una raccolta fondi e utilizzare i fondi raccolti per acquistare l'attrezzatura necessaria per il riattrezzamento: un trapano potente, una smerigliatrice per rimuovere i vecchi spit e altri materiali come catene, spit e colla. Vi assicuro che tutti i contributi finanziari saranno utilizzati per migliorare la sicurezza, affinché le nostre amate scogliere diventino più sicure non solo per noi, ma anche per i nostri figli e le generazioni future. Credo che la morte di Petr porterà ai cambiamenti necessari e che la sua eredità resterà con noi”.
Sulla pagina di Jana Vejražková è possibile reperire le coordinate bancarie per chi volesse partecipare alla lodevole iniziativa che va nell'ottica di migliorare ciò che utilizziamo ogni giorno. Senza ricercare facili colpevoli, ma caricandosi una parte importante di responsabilità.