Renault in arrampicata su ghiaccio
Renault l'anno scorso alle celebrazioni di SportRoccia 85 © archivio CAI
Thierry Renault
Reanult a SportRoccia 85
Era stata una delle figure di spicco dell'alpinismo francese nel decennio a cavallo tra anni '80 e '90 del secolo scorso. Thierry Renault si era fatto conoscere nel 1983 sulla Bonatti-Ghigo alla est del Grand Capucin, di lì a poco, sempre nel Bianco, un paio di libere destinate a diventare storia: la prima della Direttissima americana al Dru e di Divine providence sulla parete est del Grand Pilier d’Angle.
Ma Renault era soprattutto noto per le sue magie su ghiaccio, in Italia lo avevamo visto - veloce come un lampo - anche sul podio di SportRoccia '85. Infine, era uno stimato membro delle guide alpine di Chamonix. Sono state proprio loro, insieme al Peloton de gendarmerie de haute montagne a dare la notizia della sua morte. L'alpinista, 68 anni, è stato ritrovato domenica mattina ai piedi della parete sud del Brévent, nel massiccio delle Aiguilles Rouges.
Da solo sul Brévent
Secondo le informazioni fornite dai militari, la vittima è stata ritrovata da alcuni alpinisti della zona e la salma è stata portata a valle in elicottero. Le circostanze della sua scomparsa non sono ancora del tutto chiare ma, secondo Olivier Greber, direttore della società delle guide di Chamonix, Renault stava scalando da solo per ripulire una delle vie che aveva attrezzato personalmente. L'incidente potrebbe essere avvenuto quindi il giorno precedente, sabato 5 settembre. "È stato uno dei migliori alpinisti degli anni '80 e '90. Ha anche dato un contributo fondamentale all'arrampicata su ghiaccio, insieme ad Alain Ghersen. Era anche una persona sensibile ed estremamente affascinante".
"Era una persona sensibile ed estremamente affascinante". Società delle guide di Chamoinx
Commosso il ricordo di Catherine Destivelle, che dà qualche dettaglio in più sulle circostanze della caduta. “Thierry è scomparso nella sua nuova casa, Le Brévent (come lui stesso l'aveva chiamata). Una corda che raschiava contro uno sperone roccioso, poi la caduta fatale. Ho conosciuto Thierry quando avevamo vent'anni. Per me, era il miglior scalatore della nostra generazione, su roccia e soprattutto su ghiaccio, dove era aggraziato e audace, sfiorando appena il ghiaccio con le sue piccozze. La sua influenza, tuttavia, è rimasta discreta, il che è un peccato (...). Stasera, il mio cuore di alpinista è colmo di tristezza; penso alla sua famiglia, di cui era molto orgoglioso”.
“Per me era il miglior escalatore della nostra generazione, su roccia e soprattutto su ghiaccio, dove era aggraziato e audace” Catherine Destivelle
Thierry Renault aveva 68 anni. Originario della Bretagna, era arrivato a Chamonix negli anni '70, dove si era stabilito. Era padre di due figli.
Alpinismo classico e non solo
Dagli anni '80 agli anni '90, Thierry Renault è stato uno dei migliori alpinisti francesi, parte di una generazione che aveva riscritto le regole del gioco.
Thierry Renault ha liberato le principali vie granitiche del massiccio del Monte Bianco: nel 1983 ha "mancato" la libera della Bonatti-Ghigo al Grand Capucin per un paio di riposi sul tiro chiave, ma in compenso è riuscito a salire senza toccare chiodo la Direttissima americana all'Aiguilles du Dru. Tutta da primo (il secondo era Eric Escoffier), in giornata e senza aggiungere chiodi. Nel 1990 ha poi realizzato la prima libera di Divine providence con Alain Ghersen. Insomma, aveva arrampicato già 40 anni fa sul 7c/8a a 4.000 metri, prima di dedicarsi alle cascate di ghiaccio, inventandosi un nuovo limite (grado 7), con La lyre, sul Fer-à-Cheval.