© IG @brazilianclimbergirl
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Una parete di 800 metri, 22 tiri e una linea che attraversa fessure, placche e pilastri. Si chiama Sintonia la nuova via aperta sulla Pedra Baiana, in Brasile, da Gisely Ferraz, Danielle Pinto, Laura Pineau, Julia Trojan e Miya Tsudome.
L'idea ronzava da tempo nella mente di Laura Pineau: dopo un anno trascorso tra arrampicata e viaggi negli Stati Uniti, la francese aveva deciso di andare in Brasile, imparare la lingua e iniziare a immaginare una nuova linea. Così ha radunato una squadra tutta al femminile, composta dalle brasiliane Ferraz e Pinto, rispettivamente climber professionista (specialista in offwidth) e istruttrice di yoga e arrampicata, e le americane Julia Trojan, ingegnera meccanica, e Miya Tsudome, filmmaker. "Quando abbiamo visto Pedra Baiana per la prima volta, eravamo intimidite. La parete era enorme, verticale e molto impressionante. Ma noi eravamo decise", ha detto Pineau. “È stata senza dubbio una delle avventure più coraggiose delle nostre vite, uno di quei sogni che a volte sembrano destinati a fallire”.
“Quando abbiamo visto Pedra Baiana per la prima volta, eravamo intimidite. La parete era enorme e verticale” Laura Pineau
L'inizio dell'avventura
Le cinque scalatrici individuano una possibile linea su un settore laterale della parete, ma dopo appena due tiri si trovano davanti a una sezione completamente liscia e abbandonano il progetto. È poi un drone a indicare una seconda possibilità, più a destra: una successione di fessure nella parte bassa, un pilastro e, sopra, una grande parete finale.
I lavori iniziano così il 2 agosto. Pinto apre il primo tiro, Ferraz i due successivi, tra cui un particolare passaggio in offwidth rovesciata. Le cinque continuano a salire tra fessure, pilastri e settori verticali. All'ottavo tiro raggiungono una grande cengia, utilizzata come punto di bivacco. Per superare alcune sezioni della parete, Pineau si affida ai Negocinhos, particolari chiodi impiegati nell'arrampicata tradizionale brasiliana, che tengono finché vengono caricati verso il basso, ma possono sfilarsi appena vengono scaricati.
Durante l'apertura di un tiro, Pineau trascorre circa cinque ore in corda. È stanca e disidratata e si trova a una certa distanza dall'ultimo spit. Mentre si sporge all'indietro per guardare al di là del tetto che la sovrasta, il chiodo salta e Pineau cade. "Stavo volando a testa in giù. Sono caduta con il trapano, il martello e tutto il materiale, è stato il volo più spaventoso della mia vita" ha detto la scalatrice.
"Sono caduta con il trapano, il martello e tutto il materiale, è stato il volo più spaventoso della mia vita" Laura Pineau
Per alcuni secondi dopo la caduta non riesce a respirare, mentre le compagne, più in basso, temono che sia necessario organizzare un soccorso. Pineau riesce però a comunicare che è cosciente e ha bisogno soltanto di un attimo di tempo per riprendersi.
Gli ultimi tiri
L'incidente non ferma tuttavia il progetto. Il 20 agosto, dopo oltre due settimane di lavoro, il gruppo affronta la parte conclusiva della parete. La giornata inizia alle quattro del mattino, quando Pinto e Trojan continuano ad aprire i tiri, mentre Ferraz, Tsudome e Pineau lavorano sulla salita in libera della nona lunghezza. Poi le cinque riprendono insieme la progressione verso la cima.
Gli ultimi due tiri vengono aperti da Ferraz, che supera un tratto di blocchi instabili fino in vetta. Alle 16.30, tutte e cinque sono in cima, e gli 800 metri della Pedra Baiana ormai alle spalle. Alle scalatrici mancano da liberare sette tiri della via, che credono aggirarsi intorno a una difficoltà di 8a+/8b: “Questo significa che abbiamo un'ottima scusa per tornare” nota Pineau. Il grado assegnato al momento è dunque 5.13+ (8a)/C1: quest'ultima valutazione si riferisce a un'arrampicata artificiale clean, che sfrutta cioè le protezioni (veloci) per la salita ma senza intaccare la roccia con l'utilizzo di chiodi o spit.
Sintonia
La nuova via viene chiamata Sintonia: un nome scelto non tanto per descrivere la difficoltà tecnica della salita, quanto il modo in cui il progetto è stato portato avanti: cinque climber con esperienze diverse, portate a fidarsi l'una dell'altra e a prendere decisioni insieme su una parete ancora inesplorata. "Arrivare in vetta ha richiesto più della forza e della resilienza. Abbiamo dovuto trovare l'armonia tra di noi, fidarci l'una dell'altra e imparare a muoverci in sintonia con la roccia, la parete e le condizioni che cambiavano continuamente. Spero che chiunque ripeta questa via trovi il suo personale senso di armonia in parete" ha scritto Pineau.
"Sono incredibilmente grata per queste cinque donne. Ognuna di noi ha portato qualcosa di diverso in questa spedizione, e insieme l'abbiamo resa possibile. C'è qualcosa di molto potente nelle donne che supportano altre donne e creano spazio per far sognare in grande le altre. Spero che questa salita ispiri sempre più donne a guardare qualcosa che sembra impossibile pensando 'Perchè non io?'" ha aggiunto Gisely Souza.