Ladakh, i fratelli Jeliga liberano una via di 8a+ a 5600 metri

Gli alpinisti cechi hanno scalato 'Norbu Duk Lam', 560 metri sulla parete nord del Little Jamyang Ri, nello Zanskar. La salita è stata dedicata a Elisabeth Lardschneider, che aveva aperto la via nel 2023, successivamente scomparsa per un incidente in montagna.

A luglio, i fratelli Marek e Jan Jeliga hanno realizzato la prima salita in libera di Norbu Duk Lam, 560 metri e difficoltà fino all’8a+, sulla parete nord del Little Jamyang Ri, nello Zanskar. Per riuscirci hanno avuto a disposizione una sola finestra di bel tempo di due giorni, dopo cinque giornate dedicate a lavorare la parte più difficile della via.

Il Little Jamyang Ri, 5600 metri, si trova nella valle di Rangtik Tokpo, nell’Himalaya indiano. La via percorre per 560 metri la parete nord della montagna, tra i 5100 e i 5600 metri di quota, per un totale di 18 tiri.

Norbu Duk Lam era stata aperta nel luglio 2023 dai sudtirolesi Markus Ranalter ed Elisabeth “Lisi” Lardschneider. I due avevano completato l'itinerario in sette giornate, salendo alcuni tiri in artificiale, e avevano proposto una difficoltà di VIII A1. Durante l'apertura avevano però individuato nei tiri più impegnativi un potenziale 8a+, senza riuscire a liberarli.

Cinque giorni per capire la via

I fratelli Jeliga sono arrivati nella valle nel luglio 2026 insieme alla squadra giovanile della Federazione ceca di alpinismo, stabilendo il campo base a poco più di 4900 metri. Il loro obiettivo era liberare la via seguendo il più possibile il tracciato originale.

La parete presenta una scalata molto varia: roccia inizialmente friabile, fessure, placche compatte, diedri. Sulla parete erano presenti appena 10 spit e 10 chiodi, molti dei quali alle soste; per il resto la via doveva essere scalata in stile trad. L'osso più duro è stato uno dei tiri originariamente superati in artificiale. Una fessura molto sottile, valutata A1 dagli apritori, sembrava impossibile da liberare seguendo esattamente la linea originale. I Jeliga hanno quindi cercato un'alternativa.

La soluzione è stata una piccola variante, attrezzata a spit, che aggira la sezione più difficile e si ricongiunge poco dopo con l'itinerario originale. Anche questa variante raggiunge l'8a+. Per il resto, i fratelli hanno mantenuto il tracciato aperto da Ranalter e Lardschneider.

Ci sono voluti cinque giorni per lavorare i primi otto tiri, alternando giornate di arrampicata e riposo. A quel punto sarebbe servito un giorno di recupero, ma il bel tempo non aspetta: i due hanno deciso di sfruttare la finestra di 48 ore e hanno liberato la via.

18 tiri, un bivacco e 8a+

Marek e Jan Jeliga hanno percorso Norbu Duk Lam tra il 16 e il 17 luglio, bivaccando in parete su portaledge. La salita è stata realizzata sostanzialmente in stile rotpunkt: tre soli rinvii erano stati lasciati già posizionati.

I due hanno confermato per i due tiri chiave il grado suggerito dagli apritori: 8a+. "Proponiamo 8a+ come grado, anche se alcuni potrebbero trovare i tiri chiave, soprattutto il primo, un po’ più facili. Tuttavia, se la tua apertura di braccia è inferiore a circa 175 cm, probabilmente la via è impossibile da arrampicare. Abbiamo provato a confrontare i tiri con vie sportive a bassa quota e ci è sembrato di aver scalato sia degli 8a+ più facili sia degli 8a+ più duri, quindi è questa la valutazione su cui ci siamo accordati. Questo non significa che sia la via più impegnativa di questo tipo: il grado massimo, da solo, non racconta tutta la storia di una linea" hanno scritto i Jeliga. I due hanno scelto di non tenere conto della quota nel grado, confrontando i passaggi con vie di arrampicata a bassa altitudine. "Le caratteristiche dei due tiri più duri erano molto simili all'arrampicata di Adršpach, uno dei nostro posti preferiti".

“Abbiamo provato a confrontare i tiri con vie sportive a bassa quota e ci è sembrato di aver scalato sia degli 8a+ più facili sia degli 8a+ più duri” Marek e Jan Jeliga

A rendere straordinaria la salita non è quindi soltanto il grado. È il fatto che quei due tiri di arrampicata sportiva siano inseriti all'interno di una via di 560 metri, a 5600 metri di quota, quasi interamente da proteggere con protezioni veloci. Non sono numeri che si sentono tutti i giorni.

Dedicata a Lisi

Marek e Jan Jeliga hanno voluto dedicare la prima salita in libera a Elisabeth “Lisi” Lardschneider, scomparsa in un incidente in montagna, sempre nello Zanskar, dopo l'apertura della via.

I due cechi hanno sottolineato anche l'intuizione necessaria a Ranalter e Lardschneider per individuare la linea. Per lunghi tratti della parete, spiegano, non esiste un itinerario evidente. Aprirlo ha quindi richiesto non soltanto capacità tecnica, ma anche una certa immaginazione.