Majori sulla via Bumiller in inverno, 2020, Piz Palù (3905 m) © Federico Secchi
Gheza Al Cerro Torre durante la ripetizione della Via dei Ragni nel 50° anniversario © Thomas März
Loreggian su I riflessi del rosso, Falesia di Pizzarra, Arco, ottobre 2024 © Giovanni Danieli
Ragazzo in solitaria su Eternal Flame, Nameless Tower, Torri di Trango © Big Rock Media House
Secchi che scala in una grotta di ghiacchio nella Valle dei Forni, con in lontananza il maestoso Gran Zebrù. © Ettore Zorzini
Baù su Refrigerator Off-Width, Biaho Spire, Pakistan © Ettore Zorzini
Cazzanelli sulla cresta del Castore, durante il primo concatenamento in giornata delle Creste Sud del Monte Rosa. © Daniele Molineris
Le vie dei sogni, a cura di Andrea Greci, è un volume edito da CAI edizioni che indaga l’alpinismo italiano degli ultimi venti anni, in tredici interviste intime a talenti affermati o emergenti. Il risultato è un libro che va oltre l'alpinismo inteso come prestazione e – dato il suo linguaggio universale- il Club Alpino Italiano ha deciso di portarlo a Trento Film Festival, facendolo diventare un evento aperto al pubblico. La serata si terrà al Teatro Sociale di Trento il 12 aprile, ore 21. I biglietti sono già acquistabili sul sito di TFF.
Oltre l'alpinismo
Gli ospiti saranno Alessandro Baù, Alessandro Beber, François Cazzanelli, Matteo De Zaiacomo, Silvia Loreggian, Marco Majori, Stefano Ragazzo, Camilla Reggio, Alessandra Prato, Federico Secchi, dieci dei protagonisti del libro. Sono tutti o quasi nomi ben conosciuti del nostro alpinismo e le loro cronache sono note. Tra le pagine di Le vie dei sogni la narrazione però va al di là della prestazione. “Il libro scava oltre la performance per affrontare temi cruciali – spiega Greci, che guiderà la serata-. Accettazione del rischio, senso del limite, etica delle aperture, amicizia, paura, impegno, perseveranza, conoscenza della storia: sono temi non solo alpinistici, che a loro volta nel libro si legano a questioni di attualità come per esempio il cambiamento climatico, il ruolo sociale dello scalatore”.
Dall'intervista al dialogo
Proprio perché il libro “parla” un linguaggio universale e con l'intento di allargare il dialogo tra gli stessi alpinisti invece che nel rapporto diretto tra scrittore e intervistato, si è perciò deciso di trasformare l'esperienza in una serata, che vedrà dieci dei tredici alpinisti intervistati sul palco a parlare. Più che di palco però si può quasi parlare di salotto “perché non sarà una esposizione ma un confronto e sarà proprio questo l'elemento di novità. Partiremo da una 'parola rossa' di particolare rilevanza e dialogheremo”.
Una storia condivisa
La scelta dei protagonisti ancora una volta non è legata all'attualità alpinistica, non necessariamente nel senso della cronaca. Si tratta di scalatori che hanno legato il loro nome al CAI per progetti condivisi “e che non sono ancora 'storicizzati'. La loro attività è in corso, il loro impegno è in divenire”.
Sono ragazze e ragazzi, anche se qualcuno di loro inizia a girare intorno al mezzo secolo di vita, che hanno dato molto al Club Alpino Italiano e sono alpinisti in cui il CAI ripone fiducia e aspettativa. Proprio perché il sostegno a Le vie dei sogni è vivo e partecipe, al Teatro Sociale interverrà anche il presidente generale del sodalizio, Antonio Montani.