Rondini e balestrucci, un progetto per favorire la coesistenza urbana

Otto isitituti tra Svizzera e Italia hanno dato vita a un percorso trasnazionale che mira a sensibilizzare la popolazione sul ruolo di questi uccelli. Le colonie stabili sono in calo, ma invertire la tendenza è possibile

 

Le rondini e i balestrucci sono tra i messaggeri più riconoscibili della primavera, ma oggi le loro popolazioni stanno diminuendo in molte aree d’Europa. Nel bacino del Ticino, come in altre regioni, questi piccoli migratori affrontano pressioni crescenti legate ai cambiamenti nelle pratiche agricole, alla perdita di habitat e alle trasformazioni del paesaggio. Per questo, nell’ambito del progetto Eco4Ticino, scuole italiane e svizzere hanno avviato un percorso condiviso per conoscerli meglio e contribuire alla loro tutela.

 

Non va assolutamente sottovalutato, infatti, il ruolo che anche una semplice e prima presa di contatto può giocare nella sensibilizzazione: riuscire a chiamare un uccello con un nome specifico, piuttosto che generico, conoscerne abitudini e diffusione, può generare nel tempo un vero e proprio sentimento di affezione, che a sua volta può trasformarsi in impegno. L'età della crescita è la migliore per gettare le giuste basi, così da avviare un percorso di formazione personale prezioso come bagaglio culturale nella vita adulta.

 

Ora che la primavera ha lasciato spazio all'estate, il calendario permette di tirare le somme riguardo a quanto è stato osservato e alle prospettive future di iniziative di questo tipo.

Rondini e balestrucci, un calo costante

Sul Piano di Magadino il numero di colonie stabili di rondine è diminuito del 10% nell'arco di dieci anni. Una tendenza che si osserva anche in Italia, dove la popolazione è stimata tra 500mila e il milione di coppie nidificanti, mostrando un andamento negativo da diversi decenni, con un calo medio dell' 1,5% annuo tra il 2000 e il 2020.

 

Nonostante ciò, rondini e balestrucci continuano a nidificare nei centri abitati, sotto cornicioni e tetti: una vicinanza che rende i cittadini parte attiva della loro conservazione. Essendo migratori su territori transfrontalieri, per una effettiva efficacia sono richieste azioni coordinate su entrambe le sponde del confine. È in questa prospettiva che si inserisce il lavoro congiunto tra Italia e Svizzera, all’interno di Iniziativa Ticino.

Un gemellaggio in nome della natura

A partire dallo scorso mese di marzo, quattro istituti dell'area centro-settentrionale della provincia di Varese, nell'area del Campo dei Fiori e altrettanti del Canton Ticino hanno avviato un vero e proprio gemellaggio dedicato allo studio e alla conservazione di queste specie, coinvolgendo complessivamente 310 studenti: 200 in Svizzera e 110 in Italia.

L’associazione Ficedula ha formato gli insegnanti delle scuole elementari svizzere, fornendo strumenti per riconoscere rondini e balestrucci direttamente sul campo. Le uscite naturalistiche hanno permesso ai docenti di osservare i nidi, ascoltare i richiami e comprendere meglio il comportamento di questi uccelli.

Un percorso educativo per cambiare mentalità

Parallelamente, Istituto Oikos ha curato le attività didattiche in classe in Italia: studentesse e studenti hanno realizzato le “carte d’identità” delle due specie, esplorato il ciclo vitale, le migrazioni e la costruzione dei nidi, anche attraverso attività manuali. Per comprendere meglio la vita di questi uccelli, gli allievi hanno realizzato modelli di nidi utilizzando carta crespa per riprodurre le piccole palline di fango impiegate dagli animali nella costruzione. Per il nido della rondine hanno aggiunto anche elementi in paglia, osservando da vicino le differenze tra le strutture realizzate dalle due specie.


Un’attenzione particolare è stata dedicata al ruolo ecologico di rondini e balestrucci e alle minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza. Gli alunni hanno inoltre scoperto come la citizen science possa contribuire al monitoraggio delle specie.

 

Nell’ambito del percorso educativo, sono stati inoltre condivisi materiali pensati per coinvolgere famiglie e comunità: schede per intervistare parenti e vicini sulle loro esperienze con rondini e balestrucci e strumenti per monitorare i nidi presenti sul territorio. Ne è emersa una consapevolezza diffusa del declino delle popolazioni, accompagnata da un atteggiamento positivo verso la loro presenza: molti cittadini si sono dichiarati disponibili a favorire la nidificazione presso le proprie abitazioni.

Il valore della conoscenza

Grazie a questo progetto, rondini e balestrucci non sono rimasti solo un argomento di studio, ma sono diventati compagni di osservazione quotidiana. Tra laboratori, escursioni e monitoraggi, i bambini hanno imparato a riconoscerli, a comprenderne il valore e a sentirsi parte della loro tutela. Perché la conservazione della natura inizia spesso così: dalla curiosità e dall’attenzione di chi la osserva ogni giorno.