La via Gamma al Siula Grande aperta da Mattia Sandionigi, Pietro Saggiante e Sandro Maranetto © Gruppoalpinisticogammalecco
Salita al Siula Grande - Mattia Sandionigi, Pietro Saggiante e Sandro Maranetto © Gruppoalpinisticogammalecco
Mattia Sandionigi, Pietro Saggiante e Sandro Maranetto © Gruppoalpinisticogammalecco
Campo Base © Sandro Maranetto
Sandro Maranetto © Gruppo Alpinistico Gamma
Mattia Sandionigi © Gruppo Alpinistico Gamma
Siula Grande © Gruppo Alpinistico GammaMattia Sandionigi, Pietro Saggiante e Sandro Maranetto scrivono una bella pagina di alpinismo esplorativo e firmano una nuova linea sul celebre seimila della Cordillera Huayhuash. La via Gamma, oltre 700 metri di sviluppo e difficoltà fino al 6c+ obbligatorio e AI5, si snoda sul pilastro est a e porta la firma del gruppo alpinistico che le dà il nome. Al rientro dal Perù, i tre alpinisti raccontano la spedizione, la parete e le scelte che hanno accompagnato la salita.
La spedizione dei lecchesi Mattia Sandionigi e Pietro Saggiante, rispettivamente di 26 e 22 anni, insieme al torinese Sandro Maranetto, 26 anni, è riuscita nell’obiettivo di aprire una nuova via su una delle grandi montagne sulle Ande peruviane: il Siula Grande, (6.344 m), in Perù. La via è stata realizzata tra il 9 e il 12 luglio, sul Pilastro Est, dove i tre alpinisti hanno scelto di fermarsi senza proseguire la salita fino alla vetta del Siula Grande, a causa delle condizioni della cresta dove si era depositata nei giorni precedenti una grande quantità di neve fresca.
"Una via logica e coerente con questa magnifica parete". Maranetto, Sandionigi e Saggiante
“Al termine della via, che termina in prossimità della cima al pilastro Est, abbiamo deciso di interrompere abbandonando l’idea iniziale di proseguire fino in cima al Siula Grande a causa della grande quantità di neve fresca. Ma siamo ovviamente molto soddisfatti di aver portato termine il nostro obiettivo principale, tracciando una via logica e coerente con questa magnifica parete” raccontano Maranetto, Sandionigi e Saggiante.
La nuova via è stata chiamata via Gamma, in omaggio al prestigioso gruppo alpinistico che ha promosso e finanziato la spedizione, di cui sono membri Sandionigi e Saggiante.
Una spedizione che va oltre la salita
Per i tre giovani alpinisti la sfida è iniziata ben prima della parete, con la gestione di una spedizione in un ambiente remoto: “Nessuno di noi aveva esperienze di questo tipo, a parte Mattia in Turchia e Kirzigistan, ma era una cosa molto diversa – raccontano gli alpinisti -. È stata una grossa sfida, a partire dalla gestione organizzativa: molte cose abbiamo dovuto scoprirle sul posto. Non è stato tutto perfetto, ma abbiamo saputo risolvere bene le difficoltà”.
Determinante è stato anche l’affiatamento della cordata: “Abbiamo trovato un bellissimo equilibrio e non escludo futuri progetti insieme”.
“La tecnologia aiuta, ma quanto faciliti davvero non saprei dirlo. Le previsioni erano sempre imprecise, e alla fine abbiamo imparato noi a leggere il cielo, il vento e i segnali meteo”
La salita ha richiesto capacità di adattamento e più tentativi sulla parete. “Abbiamo trascorso una notte al campo base avanzato che avevamo allestito su una cengia dopo due tiri di corda. Nell’ultimo tentativo il tempo era brutto, colava acqua dalla parete e abbiamo deciso di bivaccare su una cengia a metà parete due tiri più sopra, in un piccolo spazio. Il giorno dopo il tempo è migliorato e abbiamo completato permettendoci di completare i tiri che mancavano”.
Il meteo è stato uno degli elementi più difficoltosi. “Ci avevano detto che l’inverno australe sarebbe stato molto stabile – raccontano gli alpinisti -. Quando siamo arrivati era tutto secco e pulito, poi invece il tempo è cambiato: pioggia frequente, aperture e chiusure continue durante la giornata. Le precipitazioni sporcavano le cenge e favorivano gli accumuli di neve, soprattutto sui tiri più facili perché più appoggiati”.
Esperienza sul campo
“Avevamo amici da casa che consultavano le previsioni e ce le mandavano, ma spesso erano piuttosto imprecise. Alla fine abbiamo imparato noi a leggere i segnali del meteo”. Sull’influenza della tecnologia in spedizioni di questo tipo, aggiungono: "Sicuramente oggi ha un ruolo a 360 gradi, ma quanto faciliti davvero non saprei dirlo. È soprattutto un aiuto psicologico: quando sei in un ambiente così remoto, con i satellitari che permettono solo messaggi molto brevi e con ritardi anche di ore, non ti cambia la vita. Non c’è il contatto continuo dei social: sei comunque solo con i tuoi compagni, davanti alla montagna. Anche al campo base eravamo praticamente soli, con il cuoco. Era un ambiente molto remoto, con possibilità di soccorso difficili, anche con l’elicottero. Ma è andato tutto bene”.
“Anche al campo base eravamo praticamente soli, con il cuoco. Era un ambiente molto remoto, con possibilità di soccorso difficili”.
Per Maranetto, Saggiante e Sandionigi, oltre al risultato alpinistico, resta soprattutto il valore dell’esperienza condivisa: “La cosa più bella, al di là della via, è stato il percorso per arrivare in cima: i momenti di convivialità, l’affiatamento e il supporto vicendevole in ambienti grandiosi. Esperienze così intense ti fanno vivere i rapporti più profondamente, ti arricchiscono e ti fanno crescere”.
"La cosa più bella al di là della via, è stato il processo per arrivare in cima, i momenti conviviali e l’affiatamento"
Una parete ambita da anni
L’annuncio del successo della spedizione è arrivato tramite le pagine social del Gruppo Gamma. Tra i primi “mi piace” al post figurano quelli di Matteo Della Bordella e Matteo De Zaiacomo, attuale presidente dei Ragni di Lecco. Della Bordella conosce bene il Siula Grande: nel 2017 aveva tentato l’apertura di una nuova linea sulla stessa parete insieme a Matteo Bernasconi e Tito Arosio. Nel 2022 Della Bordella era tornato sulla montagna nell’ambito di una spedizione della Sezione Militare di Alta Montagna (SMAM), e proprio sul pilastro est, aveva aperto con Marco Majori la via Valore alpino.
La via Gamma si inserisce quindi nella storia recente di una delle montagne più prestigiose delle Ande peruviane, aggiungendo una nuova linea su una parete caratterizzata da grandi difficoltà tecniche e ambientali, che rappresentava da anni una sfida per l’alpinismo internazionale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Gruppo Alpinistico Gamma per l’impresa dei tre giovani. “Complimenti a Mattia, Pietro e Sandro per l’impegno, la determinazione e lo spirito con cui hanno affrontato questa incredibile avventura – si legge sulle pagine social del Gruppo Alpinistico Gamma -. Vi aspettiamo presto per festeggiare!”.
Il Siula Grande, una montagna nella storia
Il Siula Grande, 6.344 metri, è una delle montagne simbolo dell’alpinismo mondiale: attrae da sempre spedizioni internazionali grazie alle sue grandi pareti di ghiaccio e granito. La sua fama è legata soprattutto alla vicenda del 1985 che coinvolse gli alpinisti britannici Joe Simpson e Simon Yates sulla parete ovest, raccontata nel libro e nel film Touching the Void (La morte sospesa in Italia).
Fa parte della Cordillera Huayhuash, una catena montuosa del Perù occidentale lunga circa 30 chilometri, caratterizzata da creste affilate, ghiacciai sospesi e alcune delle cime più importanti delle Ande peruviane: Yerupajá (6.634 metri), Siula Grande (6.344 metri), Sarapo (6.143 metri), Jirishanca (6.126 metri), Rasac (6.040 metri).
Il Gruppo Alpinistico Gamma, fondato a Lecco nel 1978, ha costruito negli anni una propria tradizione nella cultura della montagna e dell’arrampicata, affiancando all’attività sulle Alpi anche spedizioni internazionali e progetti condivisi con altre realtà dell’alpinismo lecchese.