I soccorritori continuano a scavare © Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Le operazioni di soccorso a Urzulei © Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
L'ingresso della grotta © Soccorso Alpino e Speleologico
Lo stato dell'ingresso prima dell'inizio dei lavori © Soccorso Alpino e Speleologico
Sono proseguite per tutta la notte e sono tuttora in corso le operazioni del Soccorso Alpino e Speleologico per il recupero dello speleologo rimasto bloccato all’interno di una grotta situata al confine tra i territori comunali di Urzulei e Baunei, in Ogliastra, Sardegna. L'uomo è bloccato ormai da quasi 20 ore sotto i detriti. Lo speleologo si trovava in compagnia di altri escursionisti quando è rimasto bloccato all'interno della caverna franata e sono stati gli stessi compagni a dare l'allarme.
L'intervento procede
I tecnici del soccorso nazionale, in azione da ieri pomeriggio con il costante supporto dei vigili del fuoco, hanno liberato dai massi l’ingresso della cavità e stanno ora procedendo alla delicata rimozione manuale del materiale che ostruisce il cunicolo nel quale si trova lo speleologo, ancora intrappolato sotto i detriti. Secondo le informazioni raccolte i soccorritori sono riusciti a mettersi in contatto a voce con lo speleologo che ha risposto. Già nella serata di ieri erano più di trenta gli operatori al lavoro.
Le operazioni proseguono senza sosta Un ambiente complesso
Le operazioni si svolgono in un ambiente estremamente ristretto, con uno spazio di lavoro di circa 1,5 metri per 1,5 metri, caratterizzato da condizioni di forte instabilità. Man mano che procedono con lo scavo e la rimozione del materiale, i soccorritori devono provvedere al consolidamento delle pareti mediante il posizionamento di tavole di contenimento, per evitare ulteriori cedimenti e consentire l’avanzamento in condizioni di maggiore sicurezza. È atteso a breve l’arrivo di un elicottero che trasporterà ulteriori materiali e attrezzature necessari alla messa in sicurezza dell’ambiente, con l’obiettivo di consentire ai soccorritori di raggiungere l’uomo e procedere alla rimozione della terra e delle pietre sotto le quali si trova bloccato.
L’intervento resta particolarmente complesso e delicato, sia per gli spazi estremamente ridotti sia per l’instabilità del materiale che i tecnici stanno progressivamente rimuovendo.
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