Un Villaggio degli Alpinisti anche in Friuli Venezia Giulia

Paularo, nelle Alpi Carniche, è entrata nel circuito transfrontaliero di località che puntano sull'autenticità, sulle tradizioni e sulla cultura per attirare visitatori interessati a scoprirle in maniera lenta, rispettosa e sostenibile. La Sezione Cai di Ravascletto è stata il motore della candidatura

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La Valle d’Incarojo con Paularo © Daniel Clama

«L’amministrazione comunale di Paularo e i Soci Cai paularini iscritti alla Sezione di Ravascletto hanno saputo dell’esistenza della rete dei Villaggi degli Alpinisti grazie ai rapporti di amicizia con gli abitanti di Lesachtal. È una località austriaca subito oltre il confine, già entrata nel circuito. Allora tutti ci siamo chiesti: e perché noi no, dato che abbiamo le stesse caratteristiche?».
A parlare è Ivana Bassi, docente dell’Università di Udine, che ha seguito, insieme al Comune e alla Sezione, l’intero iter di candidatura di Paularo (UD) per entrare nel circuito transfrontaliero dei Bergsteigerdörfer. Paese di poco più di 2000 abitanti, Paularo si trova nella Valle d’Incarojo, nella Carnia orientale, poco lontano dal confine austriaco. È la prima località del Friuli Venezia Giulia a essere stato nominato Villaggio degli Alpinisti.

Rifugio Fabiano Paularo

Il Rifugio Fabiani, sopra Paularo

La rete dei Villaggi degli Alpinisti e l’iter di Paularo

Questo speciale circuito raggruppa località alpine di Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera che puntano sull’autenticità, sulle tradizioni e sulla cultura per attirare visitatori interessati a scoprirle in maniera lenta, rispettosa e sostenibile. Il tutto attraverso una frequentazione che non necessiti di impianti di risalita o mezzi motorizzati.
Il gruppo di lavoro che esamina le candidature è composto da rappresentanti dei Club alpini dei Paesi sopraindicati, tra i quali, naturalmente, anche il Cai.

«Il Comune di Paularo ha presentato la richiesta di ammissione nell’aprile 2019, dopodiché è iniziato l’iter per l’ammissione», racconta Ivana Bassi. «Abbiamo lavorato per coinvolgere e informare la comunità locale, a partire dai gestori delle strutture ricettive. La delegazione del Cai è venuta in visita nell’agosto 2020 per verificare se le nostre caratteristiche corrispondessero ai criteri richiesti per diventare un Villaggio degli Alpinisti. A marzo 2021 il comitato internazionale ha approvato la nostra candidatura e lo scorso 13 dicembre ci siamo presentati ai componenti, ultimo passo per l’ingresso ufficiale».

Scialpinismo sul Monte Zermula

Scialpinismo sul Monte Zermula © Daniel Clama

Ambiente, cultura, paesaggi, alpinismo ed escursionismo

Ivana Bassi si sofferma sulle peculiarità della località friulana che l’hanno resa idonea a diventare un Villaggio degli Alpinisti.

«La nostra valle è circondata dalle Alpi Carniche come un anfiteatro. Sono presenti cime ragguardevoli, adatte a una frequentazione alpinistica ed escursionistica attenta al territorio e alla sostenibilità».

Un’area montana, dunque, con caratteristiche ambientali, culturali, paesaggistiche e alpinistiche

«assolutamente di qualità. Sono presenti diversi itinerari escursionistici, sia di media montagna, sia in quota, sia nel fondovalle. Non mancano percorsi scialpinistici e per ciaspolatori, che consentono una frequentazione appagante anche nei mesi invernali, oltre a vie di roccia per gli alpinisti. In paese gli interessati agli aspetti culturali possono visitare l’Ecomuseo “I Mîstirs”, dedicato ai mestieri tradizionali della nostra valle, come i boscaioli e le ricamatrici, insieme a edifici storici e luoghi di culto. Ultima, ma non ultima, la Cascata di Salino, una bella sorpresa che si trova poco prima di arrivare in paese».

La cascata del salino

La Cascata di Salino

Il Cai Ravascletto motore della candidatura

Paularo ha dimostrato dunque di avere tutti i requisiti necessari a diventare un Bergsteigerdörfer. Lo conferma Alleris Pizzut, Consigliere centrale del Cai referente per il progetto dei Villaggi degli Alpinisti.

«In questo caso è stata la Sezione Cai di Ravascletto a proporre al Comune di Paularo di candidarsi, diventando il motore di tutto l’iter con il supporto costante del Cai centrale. Del resto la vicinanza con la località austriaca di Lesachtal ha creato una sorta di affinità. Molti nostri Soci di Paularo conoscono gli iscritti all’Alpenverein, il club alpino austriaco, che vivono appena oltre il confine».

Pizzut spiega che il percorso per arrivare alla nomina è stato in parte ostacolato dalla pandemia, allungando i tempi.

«Ma l’attenzione all’ambiente, le tradizioni, la cultura e gli aspetti antropici tipici di questo territorio corrispondono esattamente ai contenuti della Convenzione delle Alpi, a cui si ispirano i Villaggi».

Femenate Paularo

La “Femenate”, rito epifanico tradizionale di Paularo © Ecomuseo “I Mistîrs”

La cerimonia di ingresso ufficiale è prevista nei primi mesi del 2022

Paularo è il sesto Comune italiano a diventare un Bergsteigerdörfer. Prima sono stati nominati Mazia e Lungiarü in Alto Adige (proposti dall’Alpenverein Südtirol), la Val di Zoldo in Veneto e, freschi di ingresso ufficiale, Balme in Piemonte e Triora in Liguria (leggi l’articolo pubblicato sul numero di questo mese di Montagne360).