Setak, Romagnoli e Cesare a Thamel © Stefano Ardito
Dario Fo © Fondazione Dario Fo e Franca Rame
La recita di Ho visto un re, © Stefano Ardito
Icks Borea recita Fo a Kathmandu © Stefano Ardito
Luca Romagnoli e Ratna BK © Stefano Ardito“Ho visto un re / un re che piangeva seduto sulla sella”. I versi della più celebre canzone di Dario Fo, scritta nel 1968 e interpretata da Enzo Jannacci, accompagnano una piccola rappresentazione speciale. Siamo a Kathmandu, la capitale del Nepal, nell’orfanotrofio della Docs foundation che ospita decine di bambini e ragazzi. Gli ospiti della struttura partecipano a un laboratorio artistico organizzato dai musicisti Fabrizio Cesare, Luca Romagnoli, Nicola Pomponi in arte “Setak”, dall’artista visiva Lucia Sicuro e dall’attore Icks Borea. Bambini e bambine hanno collaborato nella pittura del fondale, e poi entrano nella rappresentazione come attori. I più grandi interpretano il Re, il Ricco e l’Imperatore, personaggi-chiave della canzone.
Il legame con le montagne
Il progetto A Jester on Sagarmatha - a tribute to Dario Fo, Un giullare sul Sagarmatha - un tributo a Dario Fo, fa parte del programma della spedizione scientifica Pyramid26, diretta dal professor Vittore Verratti dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, che nelle scorse settimane ha indagato sull’ipossia e l’adattamento umano all’alta quota ai 5000 metri del laboratorio Piramide. Collabora all’iniziativa la Fondazione Dario Fo e Franca Rame.
“Quest’anno il centenario della nascita di Dario è stato ricordato in più di cento Paesi, per noi è un piacere aggiungere il Nepal all’elenco” ha detto Mattea Fo, presidente della Fondazione, nell’evento di luglio che ha presentato Pyramid26 ai piedi della Maiella. L’attore e artista nato nel 1926 a Sangiano (Varese), autore e interprete insieme alla moglie Franca Rame di capolavori come Mistero buffo, Lu santo jullare Francesco e Morte accidentale di un anarchico è stato ricordato nei primi giorni di ottobre anche alla Piramide, con letture tratte da La nascita del giullare, prima parte di Mistero buffo, la più legata alle montagne tra le moltissime opere di Fo.
Il 9 ottobre, dopo il ritorno del team dei ricercatori a Kathmandu, i musicisti Luca Romagnoli, Nicola “Setak” Pomponi e Fabrizio Cesare si sono esibiti in un aconcerto in un locale di Thamel, il quartiere turistico della capitale. L’attore Icks Borea, all’inizio e alla fine, ha recitato brani del monologo Maria alla Croce di Dario Fo, inclusa l’invettiva Vaj Gabrièl!. Due giorni dopo musica italiana e versi in dialetto abruzzese si sono incontrati con musica e canzoni in lingua Nepali nel suggestivo Museo della musica folk Nepalese, fondato da Ram Prasad Kadel e ospitato dallo storico tempio di Tripureswor Mahadev, accanto al fiume Bagmati. Tra i partecipanti locali la cantante Rekha Shah e il bravissimo flautista Ratna BK.
Le parole di Dario Fo, recitate ancora una volta da Borea, sono echeggiate tra le architetture in legno e mattoni del vecchio tempio. Intanto, nelle strade vicine, gruppi di giovani con strumenti a fiato e tamburi celebravano l’inizio del Dashain, uno dei festival più importanti per gli Indù. Un bell’incontro tra culture, nel segno di Dario Fo e Franca Rame.