Da sinistra: Giuliano Venturi, Fabio Pellegrino, Gino Caimmi e Ivo Tamburini © Giulia Zaccardelli
In joelette lungo l'escursione © Giulia Zaccardelli
Panorama trentino © Giulia Zaccardelli
Gruppo in escursione durante il raduno © Giulia Zaccardelli
Gruppo in escursione © Giulia Zaccardelli
Durante il raduno © Giulia Zaccardelli
In joelette lungo l'escursione © Giulia Zaccardelli
In joelette lungo l'escursione © Giulia Zaccardelli
Inizio dell'escursione © Giulia Zaccardelli
Il gruppo durante i saluti istituzionali iniziali © Giulia Zaccardelli“Finché vedrai sventolar bandiera gialla, tu saprai che qui si balla ed il tempo volerà”. Bandiera gialla di Gianni Pettinati riecheggia nella piana di Brentonico. A cantare è Luca, mentre i suoi accompagnatori, della sezione SAT di Arco, spingono la joelette lungo un sentiero a Polsa. Si girano tutti a guardare il gruppo che, come tanti altri, sta salendo lungo un crinale gentile: qualcuno ride, qualcun altro canta, altri ancora continuano a parlare tra di loro.
Lungo la carrareccia bianca, nella verde cornice naturale che sovrasta il serpentone di gente, nella giornata del 13 settembre ci sono 306 magliette blu con il logo A ruota libera, venute da tutta Italia per ritrovarsi al VI Raduno nazionale delle joelette, organizzato dalla SAT attraverso la commissione montagna per tutti: soci, non soci, accompagnati, accompagnatori e volontari del CAI/SAT.
Le 28 sezioni del CAI presenti si mischiano tra di loro, mentre si cammina a passo sostenuto, tra macchine fotografiche e cineprese che provano a cogliere qualche attimo emozionante.
Il sentiero è lungo 7 chilometri ed è un anello con un dislivello positivo di circa 200 metri: si parte da Polsa, si raggiungono prima le Colme di Vignola, una panoramica dorsale alpina a 1.550 metri di quota sul monte Baldo, quindi Bocca d'Ardole, una propaggine del monte a picco sulla valle dell'Adige, per poi ritornare al punto di partenza. Lungo il sentiero, anche i resti bellici del fronte austro-ungarico della prima guerra mondiale, ritrovati grazie agli Alpini del gruppo ANA di Brentonico.
Luca e la sezione di Arco
Luca è seduto comodo sulla sua joelette. Parla con tutti, soprattutto con le donne: chiede il nome e bacia loro la mano, mentre i suoi accompagnatori lo prendono in giro. Non è il primo raduno a cui partecipa ed è della provincia di Trento, quindi questa zona già la conosce. "Questa estate ho frequentato poco la montagna perché ho lavorato con mia sorella al suo bed &breakfast vicino al lago di Garda". E poi aggiunge “Faceva anche troppo caldo!”. Intanto, i suoi accompagnatori si danno il cambio: usano una joelette assistita, con due bracci lunghi nella parte anteriore, retti da due persone, e un manubrio in quella posteriore, con i freni e un pulsante con cui accelerare e gestire il ritmo di marcia. "Più gli accompagnatori davanti alzano i bracci davanti, più il peso finisce sulla ruota e facciamo tutti meno fatica", dice chi sta al manubrio, in un dialetto trentino incomprensibile.
La joelette è una carrozzina fuoristrada con una o due ruote che permette alle persone con disabilità motoria o ridotta mobilità di fare escursioni e trekking in montagna. Può essere manuale o accompagnata. Per trasportarla possono servire da due a cinque persone: due nella parte anteriore, una al manubrio, e due ai lati, che danno equilibrio. Più altrettanti volontari che si danno il cambio per dividersi il peso.
Nella sezione di Arco è attivo il gruppo Oltre le Vette, nato nel 2007, che si occupa di accompagnamento solidale. Oltre al trekking, propone attività come ciaspolate, arrampicata, vie ferrate, uscite in grotta e in tandem. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con la scuola Prealpi, il gruppo speleologico, il gruppo storico Cipelli e il gruppo podistico. Tra i referenti c'è Ivo Tamburini, tra gli organizzatori di questo Raduno.
La provincia di Brescia
La SAT di Arco viene superata da un gruppo del CAI di Lumezzane, in provincia di Brescia. Uno degli accompagnatori ha una ruota per la joelette dentro lo zaino, e offre un facile spunto per iniziare una conversazione tra sconosciuti: "È una ruota di scorta o è quella che hai già cambiato?" e lui risponde: "È quella di scorta, ma se buchiamo, con questa salita non abbiamo abbastanza fiato per rigonfiare!". Poi si fa serio e aggiunge: "Quando usciamo, portiamo con noi tutto: ruota di scorta, camera d'aria, copertone, pompa. Non è mai successo niente, ma siamo preparati a tutto". La signora sulla joelette assiste alla scena e racconta: "Mi fido dei miei accompagnatori, è la seconda volta che vengo in escursione con loro. La prima su monte Conche. È andato tutto bene" e uno dei due che spinge davanti si gira e ricorda "Non è finita oggi! Manca ancora la discesa!".
Sempre in provincia di Brescia c'è la sezione di Gavardo, presente al raduno con circa 40 partecipanti: hanno iniziato a utilizzare la joelette circa 13 anni fa, con l'allora presidente Angiolino Goffo, morto nel 2024 in seguito ad una caduta da una montagna in Val Breguzzo, nelle Giudicarie. La prima ragazza a utilizzare questo tipo di supporto è stata Cinzia, morta anche lei, a causa di una malattia. Il gruppo di Gavardo dedicato all'escursionismo adattato si chiama proprio Sentiero di Cinzia e fa escursioni e cammini in tutta Italia e all'estero.
Un gruppo esclusivo
Nell'altopiano di Brentonico non si diffondono solo gli echi di canzoni e il vociare indistinto delle centinaia di persone presenti, ma anche le urla: "A destra" o "A sinistra" degli accompagnatori per raddrizzare le joelette pendenti, e ancora: "Rallentare", segnale al quale ognuno, inevitabilmente, va più veloce.
Tra tutti i gruppi che guidano le 24 joelette presenti, ne spicca uno in cui l'accompagnata e le accompagnatrici sono donne: c'è solo un uomo che tiene il manubrio. È la sezione CAI di Montefeltro, provincia di Pesaro Urbino, fondata nel 2016. "Diciamolo a tutti che qui siamo solo donne!".
Gioele e l'alta quota
Poi c'è Gioele, accompagnato a turno dai soci della sezione di Cesena, che racconta le sue esperienze sportive e ad alta quota: "Ho partecipato alla maratona di Atene a novembre, mi sono lanciato con il paracadute da 4000 metri e sono stato anche su un aereo ultraleggero". Qui gli fa eco la madre: "Io mi sono rifiutata di accompagnarlo quando ha fatto paracadutismo: quel giorno lavoravo ed è andato il padre ad assistere. Poi ho provato anche io l'esperienza con l'aereo ultraleggero ma non ho voluto fare tutte le cose spericolate che ha fatto mio figlio". Ma alla domanda se preferisce il mare o la montagna, Gioele non è molto convinto della risposta: "Mi piace la montagna ma anche nuotare è bellissimo!". La joelette è entrata nel gruppo di Cesena a partire dal 2021 e il referente delle attività di escursionismo adattato è Giuliano Venturi, anche vicepresidente della sezione.
La SAT
Ivo Tamburini, tra gli organizzatori del raduno, al termine dell'escursione si dice soddisfatto: "Mi aspettavo una cosa fatta bene e abbiamo raggiunto l'obiettivo. La soddisfazione dei ragazzi è la cosa più importante per me. C'è stata tanta tenacia da parte del gruppo di organizzazione, anche perché ci sono stati molti ostacoli, ma grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a risolvere ogni problema". Sulla scelta del luogo del raduno racconta: "La parte bassa del Trentino è ancora piena di turismo in questo periodo, invece questa zona è meno frequentata. Infatti è stata la scelta giusta".
"C'è stata tanta tenacia da parte del gruppo di organizzazione, anche perché ci sono stati molti ostacoli, ma grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a risolvere ogni problema" Ivo Tamburini
Dalla SAT al CAI di Cesena
Immancabile la presenza della Sodas, la struttura operativa di accompagnamento solidale. Il presidente, Fabio Pellegrino, al termine dell'escursione ha realizzato un vero e proprio passaggio di consegne, annunciando la sezione che si occuperà di organizzare il raduno l'anno prossimo: "Grazie alla SAT per la bellissima giornata di oggi e ai volontari che hanno partecipato. L'anno prossimo il raduno sarà organizzato dalla sezione CAI di Cesena, che si è resa disponibile". Non si sa ancora la data dell'evento, ma Giuliano Venturi, preannuncia che sarà "a inizio settembre".
Due giorni di eventi
Il raduno si è svolto su due giorni: il 13 settembre c'è stata l'escursione, mentre il 12 i partecipanti si sono ritrovati a Rovereto per partecipare agli eventi culturali e gastronomici organizzati: una visita della città attraverso il percorso Il kilometro delle meraviglie che mette insieme natura, arte, storia, architettura, tra affacci sul torrente Leno, piazze, musei sulla prima guerra mondiale, strade e teatri. La visita è proseguita in una Cantina di Mori e poi a Brentonico, al bocciodromo, dove c'è stato un concerto di musica classica a cura dell'Associazione Filarmonica di Rovereto.
Infine, è stato proiettato il film Il Mantello di San Martino e c'è stata la presentazione del filmato Eccezionale normalità, dell'alpinista Gianfranco Corradini.
Piccole comunità in cammino
Questo raduno è stata un'occasione per tante persone di ritrovarsi e di conoscersi, ma soprattutto per incontrare la normalità e la realtà degli accompagnati e degli accompagnatori. Ogni gruppo con il suo modo di scherzare, ma con un'ironia a suo modo coinvolgente e travolgente. Piccole comunità in cammino, in cui ogni passo si fa insieme, fino a trasformare il significato che una disabilità può avere nell'immaginario collettivo: non più un impedimento, un destino già segnato, o una condizione che toglie umanità alla persona, ma un elemento ulteriore di un uomo o di una donna da conoscere nella sua interezza e complessità.
Oggi sono state raccontate tante storie, sono state fatte tante battute e non si è parlato di disabilità: non perché si volesse evitare il tema, ma perché i protagonisti di questa giornata sono stati gli incontri e le relazioni nate e cresciute condividendo passi, fatica e presenza.
Appuntamento all'anno prossimo per il VII raduno, sul monte Fumaiolo, mentre le date delle attività di escursionismo adattato che svolgono le singole sezioni CAI sono disponibili sui relativi siti.