Al via una estate di vacanze con i Villaggi Montani

7 località certificate CAI si apprestano ad accogliere i turisti tra attenzione all'ambiente e pacchetti pensati per le famiglie. Ghedina: "Niente sorprese, vigiliamo sul rispetto di determinati standard". Val Tramontina, San Lorenzo Bellizzi e Sesto Campano candidate ad aggiungersi alla lista

 

Il 19 e 20 settembre Crissolo ospiterà il secondo raduno nazionale dei Villaggi Montani Certificati CAI, durante il quale si incontreranno i rappresentanti dei 7 borghi/località che attualmente fanno parte della lista e che saranno oggetto di apposite schede e itinerari su queste pagine, nel corso dei prossimi mesi: oltre a Crissolo si contano Alta Valle Maira (CN), Val di Zoldo (BL), Bagnone (MS), Monte Amandola – Sibillini (FM), Cansano (AQ), Opi (AQ).

 

A questi villaggi se ne aggiungeranno altri tre, che al momento sono nella fase della manifestazione di interesse, una sorta di candidatura proposta ai rispettivi gruppi regionali del Club Alpino Italiano. Si tratta di Val Tramontina, che include Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto (provincia di Pordenone), San Lorenzo Bellizzi (in provincia di Cosenza), al cospetto del Pollino e Sesto Campano (in provincia di Isernia, Molise).

Nei panni del visitatore

Ma cosa significa esattamente far parte dei Villaggi Montani e – soprattutto- quali sono le ricadute pratiche per il turista che decide di dedicare il proprio tempo libero alla visita di uno dei borghi? Ne parliamo con Alberto Ghedina, responsabile di progetto.


Cosa trova il turista di diverso in un Villaggio Montano, rispetto a un qualsiasi altro piccolo borgo non certificato?

Per il turista significa di essere sicuro di non trovare sorprese né dal punto di vista ambientale, né per quanto riguarda le strutture ricettive. Nel commercio, la fiducia è una garanzia che permette di fare un investimento e in fondo anche andare in vacanza lo è, in termini economici e di tempo. Noi diciamo al turista che se va in uno dei nostri villaggi, ha riposto bene la sua fiducia. Anche perché amo ripetere che Villaggi Montani non lo si diventa, lo si è. Non ti puoi dare una spolveratina e diventare attrattivo, per noi non è sufficiente. Chiediamo delle precise garanzie.

In che modo chiedete tutele sotto il profilo ambientale?

Con ambiente non intendiamo solo un paesaggio naturale, ma anche antropico. Dal punto di vista paesaggistico, valutiamo ed eventualmente scartiamo chi non possiede determinate caratteristiche. Per esempio, almeno il 20% del territorio deve ricadere all'interno di un Parco Naturale. Il visitatore non troverà costruzioni fuori armonia con il paesaggio e anche il contesto delle attività sarà ben integrato. Noi non puntiamo al “paese di Heidi”: andiamo dove c'è vita, dove l'uomo ha lavorato da anni, ma in un luogo che deve anche trasmettere serenità e bellezza. Niente ecomostri, le attività economiche devono essere integrate nella storia e nella tradizione. E l'amministrazione comunale deve avere fatto delle scelte precise, anche in ottica futura. Per esempio: verifichiamo anche i piani regolatori, che siano legati a uno sviluppo sostenibile.

 

“Almeno il 20% del territorio deve ricadere all'interno di un Parco Naturale, ma noi non puntiamo al 'paese di Heidi” Alberto Ghedina

In buona sostanza, il paese deve “funzionare” non solo per quanto concerne l'offerta turistica, ma anche come modello economico e sociale.

Esatto e deve proporre un modello culturale di un certo tipo. Di nuovo, per esempi: noi non demonizziamo le catene internazionali dell'offerta ricettiva, ma abbiamo scelto di promuovere aziende di piccole dimensioni.

 

Cosa si fa in un Villaggio Montano?

Che attività si possono svolgere in un Villaggio Montano? È un luogo dove un genitore può pensare di portare una famiglia senza doversi organizzare troppo in via preventiva?

Tra le caratteristiche qualificanti, chiediamo proprio che ci siano dei pacchetti “pronti” per le famiglie. Consigli per gli itinerari: percorsi anche facili, addirittura con il passeggino…ma anche offerte alternative come visite a un museo in caso di brutto tempo. Collaboriamo con le Case Parco per aiutare le famiglie ad avere delle proposte, senza che facciano fatica a trovare le attività da svolgere. È un lavoro in corso d'opera, ma andare incontro al turista è il nostro obiettivo.


Ma chi vende cosa?

Noi come CAI abbiamo depositato il marchio a livello europeo, siamo i garanti che ci siano delle offerte di un certo tipo. Noi però non vediamo nulla direttamente, diciamo che offriamo una vetrina e consigliamo come sfruttarla al meglio ai nostri partner, oltre a vigilare. In uno dei nostri villaggi devono esserci almeno 5 aziende partner, che spaziano dalla ristorazione al noleggio di attrezzature, fino ad arrivare all'offerta turistica. Chi vende questi pacchetti? O l'associazione turistica oppure l'azienda stessa, la struttura famigliare.

 

"Il CAI non monopolizza la gestione degli accompagnamenti, ma vigila sul rispetto di determinati standard"

La presenza di guide e accompagnatori certificati è uno standard richiesto?

Il CAI ha determinati standard molto specifici, ma non abbiamo voluto monopolizzare questo aspetto. Però, allo stesso tempo, chiediamo rigore in due particolari ambiti. La segnatura dei sentieri - non per forza gestiti dal CAI- deve rispondere a determinati requisiti, così come la loro manutenzione. La stessa cosa vale per l'offerta di accompagnamento specializzata: non per forza devono essere accompagnatori CAI. Ogni villaggio montano però ha una sezione CAI di riferimento che fornisce assistenza e controllo. Comunque favoriamo le guide alpine e gli accompagnatori di media montagna e sicuramente nelle strutture convenzionate non accadrà di trovare una guida o un accompagnatore non qualificato. Poi, all'interno del territorio ognuno è libero di circolare e potranno esserci accompagnatori non all'altezza. Ma se ci si rivolge a una struttura convenzionata dei nostri villaggi, le figure professionali sono sicuramente garantite.