'Non sono un'alpinista': la voce di Bianca di Beaco torna a farsi sentire

Una pioniera dell’alpinismo femminile torna in libreria con i suoi scritti autobiografici: il volume di CAI Edizioni, introdotto da Melania Lunazzi, riscopre la voce di una donna che scalava montagne e abbatteva pregiudizi

 

Da oggi, 15 luglio, è disponibile in libreria, sul CAI Store con spedizione gratuita e nei principali e-store Non sono un'alpinista, una raccolta di scritti autobiografici di Bianca di Beaco. Il volume, già pubblicato ma esaurito da tempo, viene riproposto con un saggio di Melania Lunazzi, per riscoprire la voce di una donna che scalava montagne e abbatteva pregiudizi.

Un mondo senza voce

C’era un’epoca in cui la montagna era considerata territorio esclusivamente maschile. Bianca di Beaco non lo sapeva – o forse lo sapeva benissimo, e non le importava. Triestina, nata nel 1913, scalò pareti di sesto grado da capocordata nelle Dolomiti quando l'alpinismo al femminile era un'eccezione alla regola, guidò spedizioni in Grecia, Turchia, Iran e Pakistan, e aprì nuove vie nelle Alpi Giulie insieme ad Alice Cassinis, dimostrando che una cordata interamente femminile poteva affrontare qualsiasi parete.


Ora i suoi scritti tornano in libreria, sul CAI Store e nei principali e-store. La raccolta fa parte della collana Alpinismi di CAI Edizioni, dedicata alle grandi storie dell’alpinismo italiano e internazionale.

 

Non sono un’alpinista raduna gli scritti autobiografici di Bianca di Beaco in un volume di 368 pagine, nuovamente disponibile dopo anni di assenza dal mercato. Si tratta di un libro molto richiesto, a testimonianza di quanto il tema dell'emancipazione femminile in montagna sia ancora molto sentito. La figura dell’autrice è introdotta da un saggio di Melania Lunazzi, giornalista e storica dell’arte, che offre al lettore le coordinate storiche e umane per entrare pienamente nel mondo di una donna fuori dal comune.

L'autrice

Colonna portante della scuola di alpinismo delle Giulie, Bianca di Beaco fu una delle più forti scalatrici del suo tempo: il suo impegno in parete si prolungava sulla carta attraverso centinaia di articoli per riviste e giornali. È l’animo inquieto e la sensibilità di una donna eccezionale a emergere da queste pagine: in bilico fra serenità e tormento interiore, trovava pace solo nell’immedesimazione con l’ambiente naturale e nella lotta per l’emancipazione femminile, dentro e fuori dall’alpinismo.


Bianca di Beaco (Trieste, 1913-2018), scalatrice triestina degli anni ‘50, è stata una pioniera dell’alpinismo femminile quando questa attività era appannaggio maschile: colonna portante della scuola di alpinismo delle Giulie, divenne una delle più forti scalatrici al mondo, scardinando i rigidi paradigmi di un’epoca. Il suo impegno in parete proseguiva sulla carta attraverso il racconto in numerosi articoli per riviste e giornali. È l’animo e la sensibilità di una donna eccezionale a emergere dagli scritti autobiografici raccolti in questo volume, nuovamente disponibile.