'Oltre la vetta', Martin Giovanazzi: "Anche io mi sono giocato un jolly"

Nella decima puntata del podcast, l'alpinistra trentino ragiona su cosa significhi riuscire a gestire il rischio. "Cerco sempre di fare due passi indietro prima che sia troppo tardi"

 

Nella nuova puntata di Oltre la vetta, ospite di Sofia Farina è Martin Giovanazzi, aspirante guida alpina, maestro di sci e alpinista che vive la montagna con uno sguardo profondamente romantico. Cosa significa trovare la propria dimensione e la propria avventura nel "giardino di casa"?

 

Oltre la vetta è il progetto del Club Alpino Italiano, in collaborazione con Psicologi per i popoli, per parlare di lutto, trauma e salute mentale nella comunità della montagna. Il video-podcast è disponibile su YouTube, Spreaker, Spotify e nella sezione video de Lo Scarpone, anche con quest'ultimo episodio.

Lontano e vicino

Nel corso della puntata, Martin parla dell'importanza fondamentale della condivisione e di quel legame speciale, quasi una fratellanza, che si crea con i propri compagni di cordata. Una riflessione sincera su cosa voglia dire definire e rispettare il proprio limite, sul sapere fare due passi indietro prima che sia troppo tardi, ma anche sulla forza di trasformare il dolore di perdite profonde – come quella del padre o di cari amici – in un processo creativo, disegnando nuove linee e aprendo vie sulla roccia per custodirne la memoria.

Traporto e controllo

La montagna attrae Martin, ma allo stesso tempo l'alpinista è cosciente del fatto che una gestione del rischio è necessaria. "Mi sono gettato nella montagna e penso proprio per non sentire questo dolore che veniva profondamente dalla perdita. Mi ha fatto leggere la montagna in maniera diversa (...). Soprattutto quando sono a casa con mia mamma e mio fratello, perché è il momento in cui devo decidere se devo andare in montagna...è una cosa che ovviamente me la sento dentro e mi piace farlo, però allo stesso tempo quando sei a casa dici 'però vado a espormi' parlando di limite".

 

“Mi sono gettato nella montagna e penso proprio per non sentire questo dolore che veniva profondamente dalla perdita”.  Martin Giovanazzi

L'esperienza conta

Nel passato di Giovanazzi, anche un incidente personale ha influito sul suo modo di intendere l'alpinismo. "Questa cosa qua mi dà una gran mano, perché cerco sempre di far due passi indietro, prima di arrivare a quel punto in cui dico ecco, qua non mi piace. Lì forse è già troppo tardi (...) Anche io sono caduto da un canalone ghiacciato, mi sono giocato un jolly: sono rotolato 400 metri, fino in fondo".