Alluvione in Nepal: corsa contro il tempo per 933 lavoratori intrappolati nelle gallerie

I soccorritori stanno cercando di raggiungere le centinaia di persone rimaste all'interno degli impianti idroelettrici in costruzione, ma il maltempo sta rendendo difficile l'operazione. Sale a 903 il numero delle vittime, 4200 i dispersi
L'emergenza per l'alluvione in Nepal rimane ai massimi livelli

 

È salito a 903 il numero delle persone morte dall'inizio dell'alluvione in Nepal, mentre i dispersi hanno superato le 4.200 unità. Ad affermarlo sono le autorità del Paese, che hanno fornito anche il numero degli stranieri non rintracciabili: 592, tra cui il ligure Marco Ratto, Patrizia Marziale e Luca Barachini, la coppia di Lugano di cui si è persa ogni traccia dal 26 agosto, il giorno della piena.

Corsa contro il tempo

Nel mentre, tra le varie vicende di cronaca legate ai soccorsi, ha assunto particolare rilevanza la corsa contro il tempo per salvare oltre 900 lavoratori (sarebbero 933, secondo quanto diffuso dalle agenzie) intrappolati nei tunnel di diversi impianti idroelettrici del Nepal. Come per altri interventi, le operazioni di soccorso sono state rallentate dalle nuove piogge e dall’innalzamento dei fiumi, che hanno più volte allagato le aree da cui si sta cercando di raggiungere le gallerie.

Un'emergenza diffusa

Le persone coinvolte lavoravano in diversi impianti idroelettrici in costruzione lungo i fiumi Trishuli e Bhote Koshi, nel nord del Paese. Secondo una prima ricostruzione, quando la piena ha travolto la zona diversi ingressi dei tunnel sono stati sepolti, isolando i lavoratori che si trovavano all’interno. Sono state le stesse autorità nepalesi a indicare ai media il numero di 933 persone, ma la situazione non è del tutto chiara e il numero potrebbe essere destinato a cambiare.

 

Una delle operazioni principali riguarda l’impianto idroelettrico denominato Upper Trishuli 1, nel distretto di Rasuwa, uno dei più colpiti dal disastro. Secondo le informazioni raccolte dalle autorità, circa 350 persone potrebbero essere intrappolate in una delle gallerie del complesso. I tunnel sono sepolti dal fango, e i soccorritori stanno lavorando da giorni per cercare di rimuovere i detriti.


Una seconda operazione, che su sta svolgendo in condizioni particolarmente critiche, è in corso in un altro impianto, l’Upper Trishuli 3A. In questo impianto il numero dei lavoratori è più basso: si ritiene che possano essere circa 40 le persone intrappolate in una galleria collegata alla centrale sotterranea. Qualche lento e faticoso progresso comunque si registra: domenica l’esercito ha individuato la parte superiore della galleria e ha iniziato a scavare attraverso lo strato di fango e detriti che la ricopre.