Alpinista ceco muore sul Makalu II

Si chiamava David Roubinek, aveva 38 anni e faceva parte di una spedizione di scalatori provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia. Si è sentito male durante la salita, probabilmente per un edema polmonare. Matteo Bonalumi in cima al Makalu

 

David Roubinek, un alpinista ceco di 38 anni, è morto lunedì, durante un tentativo di salita al Makalu II (7.678 metri). La montagna è nota anche come Kangchung Tse e si trova nel distretto di Sankhuwasabha, in Nepal. Pemba Jangbu Sherpa, direttore dell'agenzia a cui si appoggiavano Roubinek e i suoi compagni, ha confermato la notizia ai quotidiani locali.

 

L'alpinista faceva parte di una spedizione guidata da Lukas Madr, 23 anni, e gestita localmente da I AM Treks and Expedition, che puntava a salire tanto il Makalu (8.485 metri), che il Makalu II. Nessun alpinista ceco o slovacco ha ancora toccato la cima del quinto Ottomila del pianeta. “L'alpinista è deceduto mentre veniva trasportato a valle dal campo 3, a causa di un edema polmonare d'alta quota” hanno dichiarato gli organizzatori.

 

“L'alpinista è deceduto mentre veniva trasportato a valle dal campo 3, a causa di un edema polmonare". Pemba Jangbu Sherpa

La dinamica della disgrazia

Tre alpinisti avevano raggiunto il campo 3 insieme a Roubinek per tentare il push decisivo alla vetta, ma "dopo aver trascorso la notte lì, David si è sentito male. I compagni di scalata lo hanno aiutato a scendere da 7.400 metri dopo aver abbandonato la loro scalata", ha affermato Pemba Jangbu, aggiungendo che David è morto a una quota di circa 7.200 metri, già 200 metri più in basso rispetto al campo 3. Il caposquadra Lukas e gli altri due alpinisti che lo accompagnavano avevano già rinunciato alla scalata, mentre altri quattro avrebbero proseguito, secondo alcune fonti.

 

La squadra di sette persone si era diretta verso la regione del Makalu per scalare la vetta di 7.678 metri in stile alpino, senza l'aiuto di portatori o guide. I membri della squadra includono Jana Vankova dalla Slovacchia e David, Josef Vojtech, Marek Blahuta, Petr Kadanka e Martin Ksandr dalla Repubblica Ceca.

 

L'organizzatore della spedizione ha dichiarato che sono in corso le operazioni di recupero della salma, mentre nel frattempo gli altri alpinisti sono rientrati al campo base.

Una montagna isolata

Il Kangchung Tse, pur essendo tecnicamente una cima secondaria del massiccio del Makalu, è una vetta affascinante e isolata, raramente battuta, il che ne accresce il fascino per gli alpinisti in cerca di qualcosa al di fuori dei circuiti d'alta quota più noti. Nel 2008, Vincent Anderson e Marko Prezelj avevano acceso i riflettori sul Settemila nepalese, grazie alla realizzazione della prima salita dell’inviolata parete ovest. Con loro anche Steve House, che però aveva rinunciato alla cima per via di problemi di salute.

Matteo Bonalumi in cima al Makalu

Pochi giorni fa, il bresciano Matteo Bonalumi era riuscito invece a salire la vetta principale, il Makalu. L'alpinista bresciano ieri ha fatto avere ulteriori notizie sulla via di discesa, rientro che si è svolto in condizioni non ottimali. “Montagna dura, fredda, bellissima. Grazie a Dawa, che mi ha accompagnato, aiutato e ha scherzato e sofferto insieme a me. Una bufera ci ha creato enormi problemi in discesa. Siamo rientrati per fortuna in serata al campo 3 a 7.600 mt. Notte infernale”.

 

“Montagna dura, fredda, bellissima. Una bufera ci ha creato enormi problemi in discesa". Matteo Bonalumi