Un'aquila pennata in volo © Wikicommons
Un'aquila intenta a cibarsi
Un esemplare di aquila minoreUn’aquila minore è stata uccisa a fucilate nel Lazio e la Lipu ha deciso di preparare un esposto alla procura della Repubblica di Velletri per segnalare l'episodio di bracconaggio. Il rapace è stato ritrovato nei giorni scorsi da una cittadina e poi, tramite le guardie zoofile Kronos dei Castelli romani, ricoverato al Centro recupero della Lipu a Roma, dove però è morto in seguito alle ferite riportate.
La denuncia
All’esposto alla Procura di Velletri, la Lipu fa sapere che abbinerà ogni altra denuncia che i fatti permetteranno, incluse quelle alla commissione europea, che sta monitorando il caso Italia sotto il profilo della caccia legale e illegale e al ministero dell’ambiente. Dalla cronaca il discorso poi si allarga alla gestione politica della pratica venatoria. In vista delle prossime elezioni, la Lipu lancia infatti la richiesta diretta alle forze politiche di inserire nei programmi elettorali il “daspo” venatorio, ossia una norma che preveda la sospensione dell’attività venatoria negli ambiti territoriali di caccia in cui si verificano abbattimenti di specie particolarmente protette, fino all’individuazione dei responsabili.
Secondo la sigla ambientalista, la misura - che richiama esplicitamente quanto è stato applicato in ambito calcistico con risultati ritenuti soddisfacenti- sarebbe efficace per responsabilizzare realmente e, non in modo retorico, il mondo venatorio.
Per l’aquila minore, giunta al centro di Roma della Lipu, gli accertamenti hanno confermato le peggiori delle ipotesi: frattura scomposta esposta all’altezza del radio e ulna dell’ala sinistra e otto pallini conficcati in varie parti del corpo: ferite talmente gravi che hanno causato il decesso dello sfortunato rapace.
Il quarto episodio
La Lipu segnala il caso dell'aquila come il quarto dall'inizio della stagione venatoria: in precedenza erano stati segnalati altre tre episodi: uno sparviere e un lodolaio, ricoverati impallinati al centro recupero della Lipu a Roma, oltre a un falco pellegrino ucciso a settembre a Firenze e consegnato al centro recupero dell'ente al Mugello.
“È il momento di un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva” Alessandro Polinori
Alessandro Polinori, presidente di Lipu Italia, ritiene che la misura sia colma. "È il momento di un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva. Denunce alle procure, richiesta forte di intervento delle istituzioni, sblocco del piano d’azione antibracconaggio, adoggi fallimentare, provvedimenti dell’Unione europea e 'daspo venatorio' sono una rosa di soluzioni che va attivata e spinta il più possibile per debellare questo fenomeno, indegno di un paese civile. Ci rivolgiamo dunque anche ai partiti, già proiettati alle prossime elezioni politiche: inseriscano il daspo venatorio nei programmi elettorali e chiedano la sua previsione di legge il prima possibile. Dimostrino, in tal modo, di tenere davvero alla natura, alla legalità e alla Costituzione che difende entrambe”.
Il richiamo del CAI
Il Club Alpino Italiano, per bocca del componente aggiunto del comitato direttivo centrale Mario Vaccarella “condanna tale vile gesto, condivide l’atto di denuncia della Lipu” e invoca uno sforzo nel perseguire il rispetto delle regole. "Il bracconaggio delle specie protette è uno degli attacchi più violenti alla biodiversità e colpire i responsabili deve essere una priorità dei carabinieri forestali e di tutti gli addetti ai lavori “.