Mandrea, Arco
Giuliano Stenghel e Heinz Grill © FB Arrampicata ritmica ad Arco nella Valle del Sarca e nelle Dolomiti
Ignoti hanno schiodato le soste della via Black Hole a Mandrea, Arco. L'episodio desta grande perplessità non solo per il fatto che l'atto non sia stato rivendicato con chiarezza e motivato, ma perché il materiale rimosso in via era stato sostituito a inizio 2026 con preventiva autorizzazione di uno dei due apritori, Maurizio Giordani, mentre l'amato Giuliano Stenghel purtroppo non può più esprimersi.
un atto sconsiderato
L'atto è stato definito un'offesa alla sua memoria e una violenza al rapporto di amicizia che Heinz Grill ha sottolineato oggi in un post su Facebook. "Una persona che entra nella casa di un’altra senza permesso e distrugge gli arredamenti commette una violazione. Le persone che hanno distrutto le soste sulla via 'Black hole' compiono una violazione personale nell’amicizia tra Giuliano Stenghel, Maurizio e me. Il rapporto tra Giuliano Stenghel e me era molto stretto e questa relazione rimane anche dopo la sua morte. Eravamo d’accordo sul volere mantenere le vie. Insieme abbiamo riflettuto su alcuni progetti. La 'via dell’universo' al Dos Casina e la via 'Bauleni village' le abbiamo sistemate insieme con pulizia e miglioramenti. La nostra amicizia continua anche dopo la sua morte e la mia promessa di mantenere anche le sue vie con piccoli miglioramenti, come le soste, la pulizia della friabilità e di pubblicarle è il minimo che possa fare per lui. Se delle persone interferiscono con le nostre decisioni e prescrivono cosa sia giusto e cosa non lo sia, entrano con violenza nella nostra amicizia. La distruzione delle soste che abbiamo messo nella 'Black hole' è un’offesa contro di me e anche contro Giuliano".
“La nostra amicizia continua anche dopo la sua morte e la mia promessa di mantenere anche le sue vie con piccoli miglioramenti, come le soste, la pulizia della friabilità e di pubblicarle è il minimo che possa fare per lui”. Heinz Grill
La voce del web
Secondo quanto riportato in rete, il fatto sarebbe recente e sui social la condanna è sostanzialmente unanime, anche perché, lo riportiamo nuovamente a scanso di equivoci, le soste non sono state installate su una via che ne era sprovvista, ma dove già erano presenti.
Riportiamo a seguire l'intervento di Filippo Nardi, che riassume piuttosto fedelmente la maggioranza delle opinioni sulla vicenda. "Ho un'opinione ben precisa in merito ad episodi come quelli accaduti sulla via 'Black hole in Mandrea'. Non mi sono mai esposto pubblicamente, ma in questo caso trovo abbia un senso farlo. Mi sto riferendo alla deprecabile schiodatura delle soste con fix ad anello lungo la sopracitata via, avvenuta nei giorni scorsi. I nuovi ancoraggi erano stati posizionati lo scorso gennaio da Heinz Grill e soci, dopo aver ottenuto il consenso da parte di uno dei due apritori, in quanto l'altro ci ha lasciati alcuni anni fa. A parte il fatto che gli spit in sosta già esistevano, di fatto si è trattato solo di una aggiunta con materiale nuovo, avvenuta ripeto, con il beneplacito di Maurizio Giordani. Questo è un aspetto fondamentale che fa una grande differenza, rispetto ad iniziative simili, fatte su vie storiche e senza aver interpellato i primi salitori, magari perché deceduti. È un gesto vergognoso che, come quasi sempre in queste occasioni, resta senza responsabili. I signori schiodatori, anziché firmare con uno scarabocchio il loro commento sul libro in uscita, avrebbero fatto un gesto più coraggioso e 'responsabile' a scrivere nomi e cognomi. Codardi. Forse Grill ha dimenticato di fare una telefonata nell'aldilà, per ascoltare anche Giuliano?!".
“È un gesto vergognoso che, come quasi sempre in queste occasioni, resta senza responsabili” Filippo Nardi
Tra i tanti commenti aggiunti in calce al post, vale la pena riportare anche la voce fuori dal coro di Thomas Gianola. Non perché sia favorevole alla schiodatura, tutt'altro, ma perché allarga la riflessione alla gestione del patrimonio alpinistico della valle. Forse il tempismo dell'intervento, così a ridosso del fatto, non è stato dei più felici, ma dal momento che nel frattempo è uscito, abbiamo deciso di inserirlo, al fine di favorire una riflessione. "Parliamo di rispetto: questo gesto sicuramente non lo appoggio ma va detto:
Grill ha ormai modificato e 'aggiustato' quasi tutte le vie storiche della valle portandole agli standard decisi da lui. Soste a a spit anche su vie storiche come 'Fiore di corallo' o 'via il razzismo dal mondo' con tanto di varianti con clessidre trapanate e chiodi piantati quasi sempre in buchi creati col trapano. Inoltre apre vie vicinissime ad altre vie storiche (per esempio alla Torre Armani in Vallaccia). In questo caso usa sempre le tecniche elencate sopra cancellando il significato per esempio di una via come 'i 5 muri'. Si può parlare di un'etica rispettosa del passato, di altri scalatori e vie esistenti, oltre allo stile usato in una certa zona o parete? Il gesto di schiodatura non lo appoggio, ma di certo capisco che qualcuno si ribella a quanto sopra, forse con i mezzi sbagliati giustificando ancora di più ( purtroppo) chi gli spit li ha messi".
“Questo gesto sicuramente non lo appoggio ma va detto: Grill ha ormai modificato e 'aggiustato' quasi tutte le vie storiche della valle” Thomas Gianola
La via
La via Black hole ad Arco è stata tracciata nel 1979 da Giuliano Stenghel e Maurizio Giordani agli albori dell'era delle grandi aperture nella Valle della Sarca, non molto dopo il Pilastro Gabrielli, un'altra opera di Sten (insieme a Vaccari nell'occasione). Itinerario di gran classe e logico, che si sviluppa sull'estesa parete di Mandrea quasi completamente in diedri fessurati, la Black hole può venire tranquillamente classificata come uno dei nuovi classici della valle.