Meteora: in Grecia Nikola Mirchev e Viktor Varoshkin aprono 'The Godfather'

240 metri, 7 tiri e difficoltà massima 7a+ su conglomerato: la nuova via sulla Roccia dello Spirito Santo è stata aperta dal basso in stile tradizionale dai due alpinisti bulgari

 

 

Nikola Mirchev e Viktor Varoshkin hanno aperto The Godfather, una nuova via sulla Roccia dello Spirito Santo, una delle torri più iconiche di Meteora, in Grecia. La linea si sviluppa per 240 metri, suddivisi in sette tiri, con difficoltà massima di 7a+.

Meteora

Le torri di conglomerato di Meteora, nella Grecia centrale, sono uno dei paesaggi più riconoscibili dell'arrampicata europea. Alte guglie rocciose, che spesso hanno monasteri ortodossi costruiti sulla sommità, si innalzano sopra la pianura della Tessaglia.

L'arrampicata qui ha una lunga tradizione: i primi itinerari sono state aperti nel 1975 da un gruppo di alpinisti ed esploratori tedeschi guidati da Dietrich Hasse e dal fotografo Heinz Lothar Stutte. Questi si concentrarono sulle debolezze naturali della roccia, come camini e fessure, aprendo le vie dal basso e piantando gli spit a mano.

L'arrampicata a Meteora ha un carattere particolare: la roccia conglomeratica, con le sue forme irregolari e le prese spesso sorprendenti, richiede di adattarsi a una struttura diversa da quella delle pareti calcaree o granitiche più familiari agli arrampicatori. Accanto alle vie sportive, Meteora conserva una tradizione di itinerari tradizionali, aperti dal basso, che valorizzano l'esplorazione e la lettura della parete.

The Godfather

La via è stata aperta dal basso e in stile tradizionale, senza ricorrere alla chiodatura dall'alto. Nonostante le prime impressioni che questo tipo di roccia può suscitare in chi pratica arrampicata sportiva, Mirchev racconta di essere rimasto sorpreso dalla varietà dei movimenti e degli appigli: "Sono davvero contento della varietà dei movimenti e delle prese che offre la via, soprattutto nel tratto centrale di 80 metri".

"Sono davvero contento della varietà dei movimenti e delle prese che offre la via, soprattutto nel tratto centrale di 80 metri". Nikola Mirchev

Tra i passaggi chiave c'è un tetto da superare utilizzando una presa rovescia e una grande presa da stringere. Il tiro più difficile richiede invece movimenti potenti su tacche piccole e buchi, seguiti da un passaggio dinamico su una sezione strapiombante.

Per Mirchev, l'apertura ha anche un significato personale. "Ciò che rende questa esperienza ancora più speciale è essere riusciti a combinare una vacanza in famiglia in questo luogo magico con la possibilità di restituire qualcosa in cambio alla comunità arrampicatoria", scrive nel suo post.