La camminata consapevole di domenica 25 ottobre © Benedetta Barsi
Il CAI Toscana alla camminata consapevole © Benedetta Barsi
Uno scorcio della camminata consapevole di domenica scorsa © Benedetta Barsi
La locandina dell'evento © Apuane Libere, FB
Una delle cave sul Monte Altissimo © Sailko, wikicommons
Dopo le diffide ricevute, la camminata consapevole che si è tenuta domenica scorsa alla Galleria del Vestito, sulle Alpi Apuane non ha incontrato problemi di sorta e si è svolta nel pieno rispetto delle regole, ma non ha nemmeno riscontrato un tangibile interessamento del mondo politico locale. Il bilancio tracciato da Benedetta Barsi, presidente del gruppo regionale Toscana del Club Alpino Italiano è comunque positivo: “Nonostante un clima autunnale poco invitante dal punto di vista escursionistico, circa duecento persone hanno preso parte domenica alla camminata consapevole al Canale delle Gobbie”, scrive il gr sulla propria pagina Facebook.
Sotto la lente d’ingrandimento, nei giorni che hanno preceduto l’incontro, erano finiti il Club Alpino Italiano e l’associazione Apuane Libere, diffidati da alcune società estrattive nelle modalità di accesso alle aree private: “Siamo rimasti sempre sui sentieri, l’itinerario era definito e ci eravamo prefissati dei limiti comunicati in precedenza a forze dell’ordine e comune. Avevamo anche l’autorizzazione dell’asl, in quanto abbiamo attraversato zone di rispetto per la peste suina africana, e a fine manifestazione abbiamo provveduto alla disinfezione delle scarpe”, afferma Barsi.
“La camminata si è svolta come previsto, nella massima compostezza e serenità”, scrive il gruppo regionale sui propri canali social. Per quanto riguarda le vetture, non si sono verificati incidenti e danneggiamenti come quelli dello scorso giugno, quando a Orto di Donna circa quaranta autovetture erano state colpite o graffiate: “Stavolta le nostre auto erano custodite dai carabinieri. La loro camionetta è rimasta lì fino a quando non siamo tornati”, prosegue Barsi. E aggiunge: “Ci hanno lasciati assolutamente liberi di fare la nostra passeggiata consapevole come previsto”.
I problemi non cambiano
“Durante le soste alcuni interventi hanno messo in rilievo le emergenze dell’estrattivismo apuano e le criticità che emergono dalla presenza delle cave nel territorio del Parco”, scrive il CAI Toscana. Sulle tematiche trattate nel corso della camminata, Benedetta Barsi precisa: “Ci siamo anche fermati a parlare con Elia Pegollo del disastro della marmettola, che poi filtra nelle falde acquifere e si va a depositare nei bacini che poi dovrebbero alimentare il sistema dell'acqua potabile. Ora, il nostro obiettivo è rivendicare le cave fuori dal parco e avere un controllo di legalità su tutta la filiera estrattiva al di fuori del Parco. Questi sarebbero già due obiettivi di grande respiro, ma siamo molto lontani”, aggiunge.
“Il nostro obiettivo è rivendicare le cave al di fuori del parco e avere un controllo di legalità su tutta la filiera estrattiva” Benedetta Barsi
Tra le altre tematiche trattate, spiega Barsi, è stato dedicato ampio spazio alle attività estrattive “che in quei siti non si tradurranno quasi sicuramente in blocchi di marmo – sostiene – ma in detriti da asportare per fare tutto ciò che viene fatto col carbonato di calcio, cioè industria edilizia, dentifrici e altro. Il grosso problema delle Alpi Apuane è che tanto carbonato di calcio viene sbriciolato, con la retorica del Michelangelo che va a prendere il blocco pregiato che è veramente residua rispetto all'attività attuale”, aggiunge.
"La retorica del Michelangelo che va a prendere il blocco pregiato che è veramente residua rispetto all'attività attuale”.
La mostra di Seravezza
La camminata consapevole di domenica, denominata Alpi Apuane - Estasi e tormento atto secondo, era in realtà complementare alla mostra di arti figurative ancora visitabile a Seravezza. E se, durante l'evento di domenica, sembrerebbe non essersi verificato alcun tipo di scontro, non si sono verificati neppure gli auspicati incontri con i rappresentanti della politica locale: “Delle autorità invitate non si è presentato nessuno, se non la direttrice del parco a fare un saluto, ma era abbastanza prevedibile”, sostiene Barsi, che rilancia comunque l’invito a partecipare a queste iniziative: “Il gruppo regionale Toscana del Club Alpino Italiano ringrazia tutti coloro che si sono messi di nuovo sui sentieri per comprendere e testimoniare quanto sia invasiva la presenza delle cave e quanto sia importante proseguire nella tutela delle montagne, delle cavità carsiche e delle sorgenti d'acqua delle Alpi Apuane”, aggiunge infatti il gruppo regionale.
Alla manifestazione, conclude Barsi, hanno partecipato gruppi e associazioni “molto diversi e con sensibilità e obiettivi diversi”, afferma, pur auspicando un dialogo costruttivo al fine di convergere in un’unica azione finalizzata “alla redazione di un piano efficace per la tutela delle Alpi Apuane”, auspica il CAI Toscana.