CAI, lettera al ministero dell'ambiente: "Strategia per la biodiversità, no alla revisione"

Le associazioni ambientaliste, insieme al Club Alpino Italiano, chiedono a Pichetto Fratin l'attuazione del piano per come è stato adottato lo scorso febbraio: "Altrimenti si indebolirebbe. L’Italia è già estremamente in ritardo sugli obiettivi specifici"
Una prateria alpina ricca di biodiversità © Denis Perilli

 

Il Club Alpino Italiano, insieme alle associazioni Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Mountain Wilderness Italia, ha scritto al ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin: la rete ambientalista si dichiara contraria alla revisione del programma di attuazione della strategia nazionale per la biodiversità al 2030, affermando che un cambiamento “non è oggi necessario e rappresenterebbe di fatto l’ennesimo attacco alla tutela della natura in Italia”, come si legge nel comunicato rilasciato.

Il quadro europeo

Il programma nazionale è stato adottato solo lo scorso febbraio, dopo tre anni di discussione in conferenza Stato-Regioni e si prefigge molteplici obiettivi da conseguire in alcune aree principali delineate a partire dal piano europeo: arrivare ad avere una rete coerente di zone protette, attuare un piano di ripristino della natura, tutelare la biodiversità. Nella tutela della biodiversità la strategia definisce un quadro organico di azioni legate ai cambiamenti dell’uso del suolo e del mare, contrastando lo sfruttamento eccessivo, impegnandosi sul tema dei cambiamenti climatici, nel contrasto all'inquinamento e sulla lotta alle specie invasive.

Il braccio di ferro

Per il CAI e le associazioni ambientaliste “aprire dopo pochi mesi un processo di revisione, senza attendere la definizione del piano nazionale di ripristino, significherebbe solo indebolire la strategia stessa. A oggi, sebbene non siano riportati dati precisi, la piattaforma di monitoraggio per l'attuazione della strategia rende evidente che l’Italia è estremamente in ritardo sullo stato di attuazione dei 18 obiettivi specifici, in tutti gli 8 ambiti di intervento ecologico”.

 

"L’Italia è estremamente in ritardo sullo stato di attuazione dei 18 obiettivi specifici, in tutti gli 8 ambiti di intervento ecologico”.

Il tempo stringe, sottolineano le sigle che hanno sottoscritto la dichiarazione inviata al ministero dell'ambiente. “La strategia nazionale per la biodiversità ha fissato specifici obiettivi al fine di invertire il crollo della biodiversità e porre un freno al collasso degli ecosistemi, delineando le attività da attuare entro il 2030. Siamo oltre la metà del periodo fissato per raggiungere gli obiettivi della strategia e siamo molto in ritardo sui tempi. Questa revisione sarebbe un clamoroso stop. Chiediamo con forza che si parta senza ulteriori indugi con l’attuazione della strategia a tutela della biodiversità e dunque del nostro futuro”.

 

"Questa revisione sarebbe un clamoroso stop. Chiediamo con forza che si parta senza ulteriori indugi con l’attuazione della strategia a tutela della biodiversità e dunque del nostro futuro”.

Nel comunicato rilasciato si evidenzia inoltre un problema di apertura alla partecipazione. “Grave è anche il fatto che, ad oggi, siano stati coinvolti solo i soggetti che fanno parte del comitato di gestione della strategia e non ne sia data un’adeguata evidenza pubblica. Le associazioni di tutela ambientale chiedono pertanto che sia garantito il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, ripristinando le dovute modalità di partecipazione. La crisi ambientale in atto ha ed avrà conseguenze catastrofiche su tutti noi e richiede un’azione forte, coerente e decisa da parte delle autorità ambientali del nostro Paese”.

La lettera

Pubblichiamo a seguire integralmente la lettera firmata da Alessandro Polinori, presidente Lipu-BirdLife Italia, a nome e per conto delle associazioni ambientaliste Club Alpino Italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Legambiente e Mountain Wilderness Italia.

“Egregio Ministro, le Associazioni di tutela ambientale Club Alpino Italiano, Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Mountain Wilderness Italia sono recentemente venute a conoscenza che il MASE ha avviato la procedura per la raccolta delle osservazioni al programma di attuazione della Strategia Nazionale Biodiversità (SBN) al fine della sua revisione entro novembre 2026. 

Con la presente, esprimiamo la nostra contrarietà a tale iniziativa in merito alla volontà di procedere ad una revisione del programma di attuazione della SNB, in primo luogo lamentando anche il fatto che  le Associazioni di tutela ambientale non siano state ufficialmente informate e coinvolte nell’ambito di un processo così importante al quale, peraltro, non è stata data un’adeguata evidenza. 

Non si comprende inoltre la ragione di un tale intervento di revisione se si considera che il Programma di attuazione è stato formalmente adottato solo pochi mesi fa, il 26 febbraio 2026 in Conferenza Stato – Regioni, dopo un iter durato ben 3 anni e in assenza di un reale sforzo di implementazione, è evidente che oggi non abbia senso revisionare il Programma ma piuttosto sia urgente adoperarsi finalmente per metterlo in atto. 

La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 ha fissato specifici obiettivi al fine di invertire il crollo della biodiversità e porre un freno al collasso degli ecosistemi, delineando le attività da attuare entro il 2030. 

Ad oggi, sebbene non siano riportati dati precisi, ugualmente la Piattaforma di monitoraggio per l'attuazione della Strategia Nazionale Biodiversità 2030 rende evidente che l’Italia è estremamente in ritardo sullo stato di attuazione dei 18 Obiettivi specifici della Strategia in tutti gli 8 ambiti di intervento ecologico. 

Considerato poi che il secondo pilastro della SNB è sostanzialmente il ripristino degli habitat e degli habitat di specie e che, quindi, la definizione e attuazione del Piano ripristino nazionale (PNR), è dunque indispensabile attendere l’entrata in vigore del PNR prima di procedere a una revisione del Programma della SNB. 

A ciò si aggiunga anche che sarebbe inutile procedere ora a una revisione del Programma prima che si arrivi alla definizione dei target e degli indicatori di spesa dedicati alla biodiversità nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). 

Da ultimo, ma non meno importante, è fondamentale che tutti i portatori di interesse, comprese le Associazioni di tutela ambientale, siano prontamente informati in merito a passaggi-chiave nell’attuazione della SBN e su tutto ciò che concerne la Strategia stessa.

Pertanto le scriventi Associazioni sono cortesemente a chiederLe di procedere con decisione alla piena attuazione dell’attuale Programma della SNB piuttosto che mettere in atto controproducenti processi di revisione e di rispettare gli obblighi di trasparenza e di partecipazione di tutti i portatori di interesse, incluse le Associazioni ambientaliste. RingraziandoLa per l’attenzione, rimaniamo a disposizione in attesa di un riscontro alle nostre richieste”.