Immagini tratte da 'Le streghe dello Sciliar'
Immagini tratte da 'Le streghe dello Sciliar'
Immagini tratte da 'Le streghe dello Sciliar'
Immagini tratte da 'Le streghe dello Sciliar'
Immagini tratte da 'Le streghe dello Sciliar'
Il Trentino-Alto Adige non è solo la terra del Regno dei Fanes, di leggende dove reale e fantastico si intrecciano in trame da favola. Le nostre montagne sono state il teatro dove magia e superstizione hanno preso i contorni di una vera e propria persecuzione nei confronti di donne innocenti, additate come streghe e condannate al rogo.
Una storia reale
Il video che vi proponiamo questa settimana non è leggero o distensivo, ma risente delle atmosfere cupe di una vicenda di cronaca tristemente reale, provata da carte processuali e ricostruita in un docufilm. Le streghe dello Sciliar è un documentario storico diretto da Andrea Dalfino, incentrato sui processi avvenuti in Alto Adige, al castello di Presule e dintorni. All'inizio del XVI secolo, almeno una decina di donne furono infatti condannate al rogo con l'accusa di stregoneria.
Lo svolgimento parte dall'analisi del contesto storico e intreccia le leggende locali con i fatti realmente accaduti. L'esplorazione dei luoghi degli eventi con l'ausilio e la guida di esperti dà forza a una vicenda che è difficile credere vera, senza toccare con mano le carte, i documenti. Senza vedere quello che la forza narrativa delle immagini contribuisce a spogliare di un alone di fantastico nemico della cruda verità.
Superstizione e maldicenze: un tema attuale
Lo Sciliar è una montagna, la cui punta più alta è chiamata Petz. Nella tradizione popolare si narra che la vetta sia il punto di incontro per le temute streghe dello Sciliar, ovvero le Schlernhexen. Oggi, nell'area dell'Alpe di Siusi ci sono numerosi posti che alimentano questo mito, come per esempio il sentiero delle sorgenti delle streghe, direttamente sull'altipiano, o le panche delle streghe, formazioni di rocce sul monte Bullaccia. Entrambe sono mete popolari per i visitatori in cerca di svago e suggestioni: niente di male, ma parallelamente a un racconto che mischia tradizione popolare e marketing, non si può dimenticare quello che è successo nella realtà. Perché oggi, come un tempo, l'uomo è facile preda della maldicenza e della superstizione: in forme diverse, ma ugualmente pericolose.
I fatti raccontati
Le streghe dello Sciliar (2022, 95') racconta le vicende legate ai processi per stregoneria avvenuti al castello di Presule nei primi anni del XVI secolo (il giudizio è avvenuto nel 1506). Nel dettaglio, il documentario ricostruisce le vicissitudini legate alle contadine Anna Miolerin, Anna Jobstin e Katarina Moserin, dei cui processi rimangono ancora oggi le carte giudiziarie parzialmente conservate al museo nazionale di Innsbruck. Le donne furono accusate di provocare tempeste e grandine sui raccolti e di partecipare a sabba notturni sulle cime dello Sciliar. Spesso le streghe non erano altro che guaritrici, erbarie o levatrici che possedevano antiche conoscenze della natura e delle erbe medicinali: diventavano bersagli della paura e della superstizione dell'epoca, a maggior ragione se di bell'aspetto e se conducevano una vita solitaria.
Il documentario, esaurito lo sviluppo della storia, culmina con l'esposizione di ciò che rimane oggi delle streghe in Alto Adige in termini di percezione e racconto, indagando anche il sentire comune sui crimini dell'inquisizione oggi, a distanza di oltre 500 anni.