Un esemplare di lupo © Alexas Fotos, pixabay
Duccio Berzi, dottore forestale e collaboratore della Task Force Lupo della Regione Toscana © Duccio Berzi
Ibridi lupo-cane in Val di Susa © Parchi Alpi Cozie, wikicommons
Un lupo italiano, specie presente anche in Toscana © Andrea Ferraro
Un esemplar di lupo nel Parco delle Foreste Casentinesi © Graziano Capaccioli
Nessuna interazione uomo-lupo, ma un triste epilogo per quella cane-lupo che si è conclusa con l’uccisione di Destiny, meticcia di sette anni di proprietà della famiglia coinvolta nello spiacevole incontro con un lupo avvenuto nei pressi della loro abitazione. È quanto ricostruito da funzionari e tecnici della Task Force Lupo, il gruppo di lavoro istituito dalla Regione Toscana nel 2021 anche per fare luce su questo tipo di eventi, che ha recentemente tirato le fila di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Orbicciano, frazione del Comune di Camaiore, in una zona particolarmente isolata e immersa nel bosco. Nelle prime ore dalla vicenda, infatti, era stata diffusa una versione non corrispondente alla realtà dei fatti, secondo la quale il lupo avrebbe cercato di attaccare il minore e il cane di famiglia sarebbe poi stato ucciso dal lupo nel tentativo di proteggerlo.
Ma i rilievi della Task Force raccontano un’altra versione dei fatti: mentre il padre, verso l’ora di cena, stava accendendo il barbecue nei pressi dell’abitazione, la famiglia si trovava all’interno dell’abitazione. Nessun incontro, dunque, tra il lupo che è transitato nei pressi dell’abitazione e il minore di due anni di età, al sicuro tra le mura di casa, contrariamente a quanto riportato inizialmente. Sarebbe stato il cane di famiglia, secondo quanto ricostruito, ad avvicinarsi all’esemplare, col padre del bambino che una volta avvistato il lupo avrebbe tentato di urlare per dissuaderlo e allontanarlo: “Il padre si è comportato correttamente, la cosa migliore è provare a fare paura al lupo, ma non sappiamo in quale fase predatoria fosse”, afferma Duccio Berzi, dottore forestale e collaboratore della Task Force Lupo della Regione Toscana.
Le precauzioni da tenere in aperta campagna
Berzi sottolinea, in particolar modo, come la mancanza di una recinzione abbia giocato un ruolo fondamentale nel corso degli eventi: “Il comportamento scorretto, in generale, è quello di non tenere il cane vicino alle abitazioni situate in campagna, soprattutto se la casa confina con un bosco fitto dove i gruppi possono rifugiarsi o anche solo passare”. In questi casi il rischio, sottolinea l’esperto, non dipende specificamente dal lupo, ma anche da “cinghiali, istrici, tassi, vipere. I cani di piccola taglia possono avere la peggio anche nel combattimento con un tasso, oppure rimanere feriti dagli aculei di un istrice se gli vanno addosso”, aggiunge. Mentre nelle ore serali e notturne, consiglia il tecnico, la detenzione del cane dovrebbe avvenire in casa e non solo in un luogo aperto e recintato.
Quando si cammina, invece, in questo tipo di ambienti, le precauzioni sono equiparabili a semplici norme di buonsenso, sostiene Berzi, come l’utilizzo del guinzaglio secondo quanto previsto dalla legge o l’evitare le ore crepuscolari, l’imbrunire e le ore notturne, durante le quali le possibilità di incontrare un lupo sono più elevate: “Va detto che raramente il lupo fa cose di questo genere e gli incontri si risolvono con l’animale che scappa. In Italia, negli ultimi anni, si è verificato un solo caso di lupo che ha attaccato un cane al guinzaglio”. Diverso, poi, è il discorso per i cani da tartufo o caccia, dove il cane essendo libero va naturalmente incontro a un rischio più alto: “In Toscana, secondo le nostre statistiche, l’incontro col lupo è un rischio circoscritto ad alcune zone in cui esemplari o branchi si specializzano. Per i cani che svolgono queste attività, però, va considerato che i casi di attacco del cinghiale sono di qualche ordine di grandezza superiori rispetto al lupo”, sottolinea.
Tentata predazione del bambino: nessun indizio
Un ulteriore elemento emerso dalla ricognizione della Task Force Lupo è la mancanza di evidenze, da parte dell’esemplare coinvolto nei fatti di Camaiore, di voler predare specificamente una persona: “L’interazione tra lupo e cane, per gli esiti che ha avuto, è comunque qualcosa di estremamente sgradevole e che lascia realmente tutti dispiaciuti. Ma il lupo non ha mostrato interesse, non ha girato attorno alla casa osservando dove potesse essere il bambino e non si era fatto vedere prima. Sul fatto che si sia avvicinato perché c’era un minore si rimane nel campo delle ipotesi”.
Sul perché il lupo si sia avvicinato in questo caso specifico e sull’adozione di questo comportamento da parte di sempre più esemplari, inoltre, Berzi racconta un caso esemplificativo: “Insieme alla Regione Veneto e alla polizia provinciale di Treviso abbiamo catturato un lupo che si avvicinava alle sagre”. L’esemplare, racconta il tecnico, aveva collegato la musica alla disponibilità di cibo, ed è stato catturato nelle vicinanze dell’ultimo evento che si è tenuto e successivamente rimosso: “In generale, c’è una situazione sempre più consuetudinaria di lupo che si avvicinano per vari motivi, generalmente il cibo, e perdono paura delle abitazioni e dell’uomo”.
Interazione lupo-cane, non c’è una regola fissa
Oltre al caso complesso quanto raro delle interazioni tra uomo e lupo, però, non esiste una regola che disciplina ogni interazione tra cane e lupo: “La verità – sottolinea Berzi – sta nel mezzo tra i detrattori del lupo, che pensano che attacchi sempre, e chi crede che sia una specie che non attacca mai”. Il rischio, sottolinea l’esperto, è statisticamente basso nei casi di incontri tra cane e lupo, ma ci sono delle accortezze che possono permettere di renderlo infinitesimo come, ad esempio, legare il cane o edificare una recinzione, che ha anche il pregio di prevenire fughe e gli investimenti.
Sull’esito dell’incontro, poi, ci sono moltissime eventualità: “Può esserci un caso di interazione mortale come l’interazione con predazione per fini trofici, così come un’interazione mortale per il cane ma non a fini predatori. Questa eventualità avviene spesso coi cani di piccola taglia come il Jack Russell, per fare un esempio, che ha un istinto all’attacco fortissimo e non considera i rischi”, afferma Berzi. A questi casi si aggiungono anche gli incontri “positivi”, come quelli “amorosi” in cui cane e lupo si accoppiano dando vita poi agli ibridi, che recano anch'essi un problema. Ma nella maggior parte dei casi, spiega Berzi, il lupo e il cane si allontanano in direzioni opposte: “Il lupo è neofobico, cioè ha paura di tutto ciò che è nuovo, per scegliere se attaccare fa una valutazione di forza psicologica legata sia alle dimensioni che all’atteggiamento”.
Il pericolo, conclude l’esperto, è che alcuni esemplari o branchi si specializzino in questo tipo di attacchi, o che adottino abitudini particolari: “Dove si verificano dei focolai e i lupi reiterano questo tipo di attacco, che siano su animali domestici o da reddito, occorre intervenire, altrimenti questi esemplari funzionano da cattivi ambasciatori e inficiano il rapporto con l’intera popolazione di lupi. Con le nuove norme sarà possibile, adesso, intervenire con più tempestività in caso di serialità dell’attacco”, conclude Berzi.