Caprino Veronese, il CAI piange 'Gigi' Zantedeschi: "Forte come una roccia"

Il vicepresidente della sezione stava salendo a Cima Valdritta per ricordare un amico, scomparso solo poche settimane fa, quando ha accusato un malore fatale. La lettera dei soci: "Come le montagne che amava era buono e dolce, ma sapeva, quando era necessario, diventare resistente come una roccia".

 

Ha perso la vita lo scorso sabato, nei pressi di Cima Valdritta, sotto la vetta del Monte Baldo, il vicepresidente della sezione CAI di Caprino Veronese, Gianluigi Zantedeschi. Appassionato di montagna, di professione imbianchino, si era recato insieme ad altre tre persone sulle vette che costeggiano il Lago di Garda per ricordare la scomparsa di un amico, avvenuta solo poche settimane fa. Nel corso della salita, però, Zantedeschi ha accusato un malore, che si è poi rivelato fatale. 

Non è servito l’arrivo tempestivo dell’elisoccorso regionale decollato da Verona, né sono stati utili i tentativi di rianimazione dell’équipe medica sbarcata sul posto.  “Un vuoto si è creato oggi all'interno della nostra sezione. Oggi ci ha lasciato improvvisamente un amico, un fratello, un pilastro della nostra sezione, il nostro vicepresidente”, scrivono i membri della sezione di Caprino Veronese sui propri profili social parlando di Zantedeschi. L’alpinista, in passato, era anche stato presidente: “Ora hai tutte le cime lassù da scalare e da esplorare. Spiega a tutti come si legano i ramponi e come si procede in conserva”, aggiungono, ricordando il ruolo di Gigi, come veniva chiamato da amici e membri della sezione, nel formare le nuove generazioni di appassionati di montagna e alpinismo al confine tra Valpolicella e Valdadige. 

Dedito a una montagna del fare, dove la pulizia dei sentieri era sinonimo di cura per ciò che si ama, ha lasciato un buon esempio a chi proseguirà la sua opera nella vita associativa.

Il ricordo commosso della sezione

Pubblichiamo, di seguito, la lettera commemorativa scritta dai membri della sezione CAI di Caprino Veronese in ricordo di Gianluigi Zantedeschi, uno scritto che evidenzia le qualità umane di una personalità decisa, capace di mostrare qualità anche molto differenti, con una varietà che rispecchiava la ricchezza delle montagne per cui aveva tanto trasporto.

Gianluigi.

Una persona eccezionale, con un cuore enorme.

Quando si parla del CAI GEM – sezione di Caprino Veronese, la prima persona che viene in mente a chiunque è Gianluigi Zantedeschi. Per tutti, semplicemente, Gigi.

Una persona che ha sempre dato tutto per il gruppo. Sempre positivo, sempre propositivo. Con lui non esisteva il grigio: o era bianco o era nero. E forse era proprio questo uno dei motivi per cui è sempre stato amato e rispettato da tutti.

Perché anche lui, proprio come le montagne che tanto amava, era buono e dolce, ma sapeva, quando era necessario, diventare forte e resistente come una roccia.

Gigi è stato un pilastro del nostro gruppo. È stato consigliere, presidente per due mandati e, fino a oggi, vicepresidente.

Quando parlava lui, tutti lo ascoltavano con attenzione. Le sue parole avevano sempre un peso, perché dietro ogni sua idea c'erano passione, esperienza e soprattutto un grande amore per la montagna e per le persone che condividevano con lui questa passione.

È stato promotore di moltissime iniziative, che ha sempre portato avanti con amore e dedizione.

Tra queste, la pulizia dei sentieri, le serate dedicate a insegnare come muoversi in sicurezza in ambiente innevato, anche grazie al prezioso supporto di tante guide alpine che lo conoscevano bene, gli incontri dedicati alla sicurezza in montagna e, non ultimo, quelli organizzati con il supporto dei Vigili del Fuoco e degli operatori del soccorso, per insegnare ai nostri iscritti le procedure da mettere in atto in caso di primo soccorso.

Ma da raccontare ce ne sarebbero davvero tante altre.

Se avevi un dubbio su un percorso, su un'attrezzatura o semplicemente avevi bisogno di un consiglio, la prima persona a cui chiedevi era proprio lui. E il suo parere, la sua opinione, la ascoltavi con molta, molta attenzione.

Gigi è sempre stato una presenza importante nel nostro gruppo.

E lo è ancora.

Perché il Gigi è sempre con noi e sarà sempre con noi.

Sarà in ogni passo che faremo, in ogni sentiero che percorreremo, in ogni salita che affronteremo e in ogni vetta che riusciremo a conquistare.

Sarà nei nostri racconti, nei nostri ricordi e, soprattutto, nel cuore di ognuno di noi.

Perché ci sono persone che fanno parte di un gruppo e persone che, quel gruppo, in qualche modo lo diventano.

Gianluigi è una di quelle persone.

E per questo, qualunque sentiero prenderemo, sapremo che una parte di lui camminerà sempre insieme a noi.