Il ghiacciaio di Pré de Bar in rapida ritirata visto dal Rifugio Elena, in Val Ferret, sul massiccio del Monte Bianco © wikicommonsIl ritiro dei ghiacciai non modifica soltanto il paesaggio d’alta quota. Cambia la disponibilità e la distribuzione dell’acqua, incide sugli ecosistemi e sulle comunità di montagna e apre nuovi interrogativi sulla gestione di una risorsa destinata a diventare sempre più strategica. È da questa prospettiva che oggi, 2 settembre, a Ostana, nel cuneese, la Carovana dei ghiacciai 2026 dedicherà un pomeriggio di confronto alle trasformazioni in corso sulle Alpi.
L’appuntamento, in programma dalle 16 alle 18.30 al centro civico e culturale Lou Pourtoun, nella frazione Sant’Antonio, rientra nella quinta tappa della settima edizione della carovana, dedicata al Ghiacciaio di Coolidge-Monviso.
Dai ghiacciai alla pianura, una stessa risorsa
Il convegno, dal titolo Ghiacciai che scompaiono, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi, metterà in relazione quanto sta accadendo alla criosfera con le conseguenze a valle, seguendo idealmente il percorso dell’acqua dalle montagne fino alla Pianura Padana.
La progressiva riduzione delle masse glaciali, insieme alla maggiore variabilità delle precipitazioni e all’aumento delle temperature, sta infatti modificando i regimi idrologici alpini. Un cambiamento che riguarda direttamente la disponibilità della risorsa idrica, ma anche la sicurezza dei territori, gli ecosistemi, le attività economiche e le comunità che vivono nelle valli e nelle aree di pianura.
Il confronto riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e delle associazioni, con l’obiettivo di ragionare su una governance dell’acqua capace di affrontare uno scenario segnato da crescente incertezza climatica.
Dalla ricerca scientifica alla gestione dei territori
Dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti del Comune di Ostana, del Parco del Monviso, di CIPRA Italia e Legambiente, Vanda Bonardo, presidente di CIPRA Italia e responsabile Alpi di Legambiente, presenterà le prime evidenze emerse dalla Carovana dei ghiacciai 2026 e le nuove sfide poste dal cambiamento climatico alla gestione dell’acqua e dei territori alpini.
Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente dell’Università di Torino, approfondirà le dinamiche legate al rapporto tra acqua e ghiacciai, soffermandosi sui rischi e sulle opportunità connessi alla loro trasformazione.
Gli effetti del cambiamento climatico sui corsi d’acqua alpini saranno invece al centro dell’intervento di Stefano Fenoglio, di Alpstream – Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini e dell’Università di Torino. A seguire, Secondo Barbero, direttore di ARPA Piemonte, affronterà il tema dell’evoluzione della criosfera e della crescente vulnerabilità dei territori montani.
Dal Monviso al Po
Uno dei nodi centrali dell’incontro sarà proprio il rapporto tra le alte quote e i grandi sistemi fluviali di pianura. Francesco Tornatore, dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, accompagnerà il pubblico idealmente “dai ghiacciai alpini al Po”, mentre Francesco Pastorelli, direttore di CIPRA Italia, presenterà il progetto H2Opportunities, dedicato al futuro sostenibile delle risorse idriche alpine. Il pomeriggio si concluderà con la presentazione dell’Atlante dell’acqua 2026, affidata ad Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, e alla stessa Vanda Bonardo.