Il momento del distacco
La parete nord-est del Monviso interessata dalla frana
Il distacco avvenuto sul versante nord-est del Monviso
Il punto interessato dal crollo
Dopo l’allarme per il mancato arrivo al Rifugio Quintino Sella di un escursionista straniero e l’avvio delle ricerche da parte del Soccorso Alpino del Piemonte sul luogo del distacco, poi interrotte a causa della nube di polvere che ha impedito il volo notturno dell’elicottero, arrivano notizie rassicuranti dalla zona coinvolta dalla frana. Dopo ulteriori verifiche condotte all’alba, infatti, il soccorso alpino esclude il coinvolgimento di persone, ritenendo dunque che l’escursionista non sia stato coinvolto nel cedimento sulla parete nord-est della montagna: “C’è un malcostume diffuso, non so se solo sulle Alpi, di prenotare, non arrivare e non prendersi il disturbo di avvisare”, afferma Alessandro Tranchero, rifugista del Quintino Sella, ribadendo l’importanza del ruolo del rifugio come presidio d’alta quota.
“Sono cinque o sei anni che queste frane arrivano ciclicamente". Alessandro Tranchero
“Con il soccorso alpino ieri sera abbiamo avuto lo scrupolo di controllare chi fosse arrivato e chi no, in elenco avevo tre persone che probabilmente sono in un altro rifugio e non si sono dati la pena di avvisare. Da lì a dire che sono sotto la frana, passa parecchio”, aggiunge Tranchero. La frana, afferma il rifugista, è una delle più imponenti mai staccatesi sul versante del Monviso interessato, quello nord-est: “Sono cinque o sei anni che queste frane arrivano ciclicamente […] e purtroppo la frana di ieri sera non è una novità. È una delle più grosse che sono scese sulla nord-est del Monviso ma non è che faccia tutta questa differenza rispetto a quelle che sono già scese in passato. Si dà risalto al singolo evento, ma non alla situazione generale che invece viene ignorata", prosegue, riferendosi all'impatto dell'innalzamento delle temperature in quota.
La mancanza di copertura telefonica in zona
A generare preoccupazione, sottolinea Tranchero, è stata anche un’eccessiva vaghezza nella comunicazione della portata della frana che avrebbe accentuato la preoccupazione delle persone: “È stato fatto immaginare a chi è a valle che ci fosse molto più di quello che sembrava. Se a questo si aggiunge che attorno al non c'è copertura dei cellulari, chiunque avesse qualche parente o conoscente qua in giro non è riuscito a mettersi in contatto con lui e questo ha generato uno stato di ansia e di preoccupazione diffuso che noi abbiamo rilevato da messaggi e telefonate che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere da ieri sera e stanotte a stamattina”, racconta.
Il sentiero in prossimità del rifugio Quintino Sella, affermano dal soccorso alpino, non è stato intaccato dal corpo principale della frana, ma è stato unicamente interessato da detriti sollevati dal distacco e da una “consistente nube di polvere".