Cicogne al nido © Roberto Santopaolo
Cicogna in volo © Ernesto Napolitano - Maria Corrado
Inanellamento © Ernesto Napolitano - Maria Corrado
Cicogna bianca © Michele Mendi
Lipu comunica che si è conclusa con successo la stagione riproduttiva 2026 nell’ambito del progetto Cicogna bianca in Calabria: sono 38 infatti le coppie che si sono regolarmente riprodotte, dando alla luce 112 pulcini. Il dato evidenzia un aumento di 5 unità rispetto al 2025. L'incremento non è importante in termini assoluti: supera però il record del 2022, quando le nascite erano state 111, certificando lo stato di salute del progetto
Aumenta di 3 unità anche il numero delle coppie, per un totale che si ripartisce così nei tre areali riproduttivi della cicogna bianca in Calabria: la Piana di Sibari (21 coppie), la Valle del Crati (15) e la Valle dell’Esaro (2). Particolare rilevanza va data all'apporto dell'associazione ambientalista, come testimonia la “scelta” dei nidi da parte delle cicogne.
Un aiuto a un ritorno stabile
Delle 38 coppie nidificanti, 36 hanno scelto piattaforme-nido appositamente installate dalla Lipu per favorire il ritorno e la diffusione della specie in Calabria. L'impegno in questo senso è stato costante, con oltre 600 le ore di lavoro ogni anno dedicate all’installazione di nuovi nidi, alla sorveglianza e al monitoraggio dei siti di nidificazione, garantendo tranquillità alle coppie e raccogliendo dati sulla biologia riproduttiva e sulle abitudini della specie.
Un avamposto in Sud Italia
Se le cicogne bianche al nord sono ormai una presenza radicata in diverse regioni, non si può ancora dire lo stesso per quanto riguarda il Centro Italia e il Meridione. “La Calabria - ha dichiarato Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia– ospita oggi la popolazione più numerosa di cicogna bianca dell’Italia peninsulare dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, dove storicamente la specie è presente sin dagli anni Ottanta. Ci auguriamo che negli anni la popolazione in Calabria possa crescere e ampliare gli areali riproduttivi della specie con l’installazione delle piattaforme-nido anche in altre province che sono state interessate dal progetto”.
La cicogna con il "navigatore"
Quest’anno, inoltre, seppur con grosse difficoltà, è stata portata avanti un’attività di inanellamento scientifico con l’Ispra su alcuni pulli di Cicogna bianca, dando continuità al progetto scientifico iniziato nel 2019. A quattro giovani cicogne sono stati inoltre installati gps satellitari, che stanno fornendo dati scientifici di assoluto valore sulle rotte migratorie e sulle aree di sosta della specie.
La Cicogna bianca
La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) è un grande trampoliere, inconfondibile per le grandi dimensioni, per il suo piumaggio candido che contrasta con il becco e le zampe arancioni. Il becco può misurare fino a 20 centimetri e risulta particolarmente adatto alla cattura di vari tipi di prede come grossi insetti, piccoli mammiferi o uccelli, rettili, pesci e anfibi) che compongono la sua dieta.
Presenta una lunghezza di circa un metro, un’apertura alare che può sfiorare i due metri e un peso compreso tra i 2,4 e i 4 chilogrammi. In volo ha una sagoma molto caratteristica, con becco e collo distesi, a differenza degli aironi che tengono il collo piegato a esse.
La Cicogna bianca frequenta ambienti aperti o semi-aperti, come zone umide, pianure alluvionali, praterie con alberi sparsi, risaie e altre colture irrigue, praterie umide e pascoli. Preferisce la presenza di acqua bassa e ferma o a lento scorrimento. Nidifica su alberi alti oppure su edifici o loro parti. In Italia nidifica soprattutto in contesti artificiali (edifici, pali, tralicci) e risulta più frequente fino a 300 metri, ma arriva a occupare anche zone montane fino a un massimo di 1.300 metri di quota negli Appennini. In Europa è presente soprattutto nei paesi orientali e nella regione iberica.
La popolazione italiana
Storicamente presente in Italia, ma estinta nel tardo Medioevo, ha ri-colonizzato il nostro paese a partire dal 1959, in Piemonte. Attualmente in Italia la specie è sedentaria, migratrice regolare, nidificante e svernante. Il suo stato di conservazione è tuttavia inadeguato, a causa di una popolazione ancora non sufficientemente ampia. La popolazione italiana conta 320-330 coppie e il trend appare in forte aumento negli ultimi decenni.