'Girls in action', un film per un futuro di emancipazione

Il documentario di Mountain Wilderness racconta il progetto che ha portato 23 ragazze pakistane ad apprendere le basi dell'alpinismo. Ma il viaggio restituisce, attraverso le loro parole, anche un insegnamento prezioso: "Dalla natura prendiamo sempre, penso che sia giunto il momento di restituire il nostro amore". Il film in tour nelle sezioni CAI

 

Girls in action (Italia, 2025, 25') è un docufilm di Mountain Wilderness, regia di Carlo Alberto Pinelli: racconta una spedizione particolare dell'onlus, in difesa delle montagne e di chi ci vive. Il viaggio in Pakistan, nella Valle dell'Hunza, non aveva come obiettivo la conquista di una cima, ma un progetto di introduzione all'alpinismo - in collaborazione con il CAI e l'accademico- rivolto a 23 ragazze provenienti dallo Swat e dal Chitral.


A un anno di distanza, tre di queste ragazze sono impegnate in Italia, fino a fine settembre, in un approfondimento dei primi insegnamenti appresi nel 2025. Un avanzamento delle competenze che sarà il trampolino verso nuovi obiettivi, una volta tornate in patria.

Un corso, ma non solo

Il corso di due settimane del 2025 è stato diretto da Francesco Cappellari, accademico del CAI, con il supporto delle istruttrici Sarah Haase, Sara Pozzetti, Erminia Devoti, del medico Lorenza Pratali e di Francesca Zennaro. Le riprese sono state affidate a Carlo Ferro, che è riuscito a raccogliere con sensibilità la gioia di vivere e il genuino entusiasmo delle ragazze.

 

Per il gruppo delle 23 aspiranti alpiniste, avere l'opportunità di scalare su roccia o imparare la progressione su ghiacciaio non significa tanto o solo apprendere una nuova attività, per quanto gratificante. È anche una finestra sull'emancipazione, il primo passo di un percorso verso la costruzione di una identità e di un ruolo sociale autonomi, svincolati da ciò che è predeterminato o imposto.

Testimonianze preziose

Del film Girls in action colpiscono principalmente due aspetti: il primo riguarda la velocità, la freschezza, la capacità di apprendimento delle ragazze, che emerge con forza nelle riprese e dalle testimonianze delle istruttrici: "Ho trovato un gruppo di 23 ragazze veramente meravigliose: forti, educate, gentili, disponibili e veramente brave - spiega Francesca Zennaro-. Io sono istruttrice della scuola del CAI da 7-8 anni e non ho mai visto a un primo corso base ragazze così veloci ad apprendere". A impressionare non è solo la competenza che le ragazze mostrano, ma l'approccio spontaneo ed entusiasta che accompagna in musica, balli e risate le giornate del corso.


"Sono istruttrice della scuola del CAI da 7-8 anni e non ho mai visto a un primo corso base ragazze così veloci ad apprendere".  Francesca Zennaro

Il secondo tema che si impone con forza è la sorprendente consapevolezza di sé delle neo alpiniste, la capacità di leggere la realtà con maturità, con uno sguardo diretto e profondo. "Prima di unirmi a questa formazione, pensavo che la natura fosse bella solo da ammirare da lontano, ma dopo avere partecipato al corso e interagito con gli istruttori, ho capito che è molto più di una semplice bellezza - spiega Layla-. Prendiamo e prendiamo dalla natura, penso che sia giunto il momento di restituire il nostro amore alla natura". "Cresciamo molto distanti dalle montagne, anche se ci viviamo - aggiunge Maria-. Vediamo la montagna come una fonte di reddito invece che come parte della nostra vita. Dobbiamo amare la natura per potere poi lottare per essa, come lottiamo per le nostre famiglie".

 

"Dobbiamo amare la natura per potere poi lottare per essa, come lottiamo per le nostre famiglie". Maria

La comprensione del legame che c'è tra uomo e natura nel Pakistan raccontato dal documentario è qualcosa che sembra molto più sviluppato rispetto a quanto la nostra vita occidentale è riuscita a spegnere e a rendere distante. Manahil: "Io credo che la montagna mi guarisca, è come mia madre e ogni volta che ci vado mi guarisce da ogni cosa". C'è infine un auspicio ben preciso. "Spero che Mountain Wilderness riesca a dare questa possibilità ad altre ragazze, per offrire a tutte la speranza di vivere, e non solo di sopravvivere".

 

Il trailer del film

Chi insegna a chi?

Il docufilm di Mountain Wilderness è prezioso soprattutto per una domanda che non è espressa esplicitamente, ma si fa spazio minuto dopo minuto: il nostro impegno può sicuramente aiutare le ragazze pakistane a trovare una loro realizzazione che va oltre i ruoli che la società impone. Allo stesso tempo però sono proprio le ragazze del corso a insegnarci qualcosa: il loro modo di avvicinare la montagna, con rispetto e amore, è il percorso giusto per tornare a ridurre davvero la nostra distanza dalla natura, a cui siamo indissolubilmente legati.

Le date di proiezione

Girls in action è in tour, già in questi giorni in cui le ragazze sono in "stage" in Italia e proseguirà con alcune proiezioni anche a ottobre:


25 settembre al CAI di Como

27 settembre al CAI di Pisa

02 ottobre al CAI di Seregno

16 ottobre al CAI di Milano

23 ottobre al CAI di Arona