In alta Valle Tanaro rinasce la capanna Cavallero-Amoretti

Il CAI Imperia ha inaugurato il teccio di Upega, recuperato e dedicato a due giovani soci CAI scomparsi prematuramente. La presidente Simonetta Genta: "La nostra intenzione è metterla a disposizione di altre associazioni e fare sì che sia vissuta da tutti coloro che vorranno organizzare qualcosa, siano eventi o giornate di condivisione”

 

Si è tenuta sabato 29 agosto a Upega, una piccola frazione del comune di Briga Alta, l’inaugurazione della capanna sociale “Cavallero Amoretti”, il teccio tradizionale di proprietà della sezione Alpi Marittime del CAI Imperia destinato a diventare un vero e proprio crocevia all’interno del Parco Naturale del Marguareis. La struttura, un antico ricovero secolare e malga per pastori, è stata quasi completamente ristrutturata ed è destinata prevalentemente ad uso dei soci della sezione: “Essendo una capanna non è classificabile come rifugio. Quindi, il suo utilizzo ruoterà prevalentemente attorno alla sezione. Già mercoledì, però, abbiamo fissato un consiglio direttivo per definire al meglio il regolamento di fruizione. La nostra intenzione è quella di metterla a disposizione di altre associazioni e far sì che sia vissuta da tutti coloro che vorranno organizzare qualcosa, siano eventi o giornate di condivisione”, afferma Simonetta Genta, presidente della sezione CAI di Imperia, la quale non esclude possibili collaborazioni con il Parco delle Alpi Liguri, con le stesse aree protette del Marguareis o con la pro loco di Upega. 

“Ci auguriamo che sia utilizzata per iniziative dedicate ai giovani. Vorremmo anche sistemare i sentieri circostanti e renderli percorribili con la joelette”. Simonetta Genta

Un’attenzione particolare, nella gestione della struttura, sarà rivolta fin da subito ai più giovani della sezione: “Per noi è un luogo d'incontro, e sarà un punto d'appoggio per escursioni e momenti di condivisione. La sezione di Imperia ha anche il gruppo giovanile, quindi ci auguriamo che sia utilizzata per iniziative proprio per i giovani. Vorremmo anche sistemare i sentieri circostanti e renderli percorribili con la joelette. Il nostro obiettivo è acquistarne una, così da poter coinvolgere nelle nostre attività anche persone con disabilità”, aggiunge Genta, secondo la quale la capanna sociale rivestirà fin da subito un ruolo centrale per tutti gli appassionati di montagna della sezione e non solo. 

In memoria di Marco e Teresa

È anche un modo per ricordare quei luoghi, le tradizioni, la cultura e i pastori che vivevano lì tramandando quello che è il vissuto di un’area al confine tra Liguria, Piemonte e Provenza”, aggiunge la presidente della sezione. L’obiettivo non è solo quello di dare nuova linfa a un luogo ridotto, fino a pochi anni fa, in macerie, ma anche di mantenere viva la memoria di Marco Amoretti e Teresa Cavallero: “La giornata di inaugurazione è stata bellissima – racconta Genta –. Erano presenti anche i genitori di Teresa Cavallero, una giovane anestesista che ha lavorato ad Imperia e che ha purtroppo perso la vita a seguito di un incidente. A lei è dedicata la capanna”. Assieme al suo cognome la struttura porta anche quello di Marco Amoretti, un socio della Sezione “Alpi Marittime” scomparso prematuramente: “Sia i genitori di Teresa che i genitori di Marco ci hanno sostenuti in questo progetto e si sono impegnati assieme a noi. Purtroppo, i genitori di Marco Amoretti non hanno potuto vedere la realizzazione del progetto”, aggiunge Genta.

Il progetto è stato avviato nel 2018 ma, a causa della pandemia, la ricostruzione della capanna è iniziata solo nel 2022. I lavori sono durati quattro anni, per un progetto dalla durata complessiva di circa otto anni: “È stato un grande impegno e un bel lavoro di squadra – afferma Genta –. Io sono presidente da tre anni, prima di me tutto il consiglio direttivo, i soci della sezione e gli altri presidenti hanno collaborato a questa idea”. 

Un luogo per quattro stagioni

La capanna presenta al piano terra una zona giorno allestita a cucina con, in più, una stufa a legna che consentirà l’utilizzo anche nei mesi più freddi. La zona notte, invece, è al primo piano dove sono stati attualmente montati ben dieci posti letto: “Se riusciremo a raccogliere ancora un po’ di fondi vorremmo fare dei letti a castello su misura e provare a raggiungere i venti posti letto circa”, aggiunge Genta, che sottolinea come la capanna sociale non sarà gestita a livello commerciale, cioè come un rifugio. “Il contributo per il suo utilizzo, che dobbiamo ancora stabilire, sarà unicamente per il rimborso delle spese di gestione come acqua, luce e manutenzione, per acquistare quello che manca”, aggiunge. 

La capanna, costruita nel Comune di Briga Alta, era di proprietà del Comune di Montegrosso Pian Latte che ha deciso di donarla alla sezione Alpi Marittime nel 2018: “È stato possibile ricostruirla solo grazie a piccole e grandi donazioni di privati, tra i quali le due famiglie, e ai fondi della Sezione che, però, non bastano”, sottolinea Genta, che ricorda come per sostenere il progetto sia possibile prendere contatti direttamente con la Sezione “Alpi Marittime” del Club Alpino Italiano.