Le grotte di Monte Cucco
Costacciaro
Speleologi in grotta © Foto CCST
Al via anche quest'anno, ospitato per l'occasione a Costacciaro, in Umbria, il raduno internazionale di speleologia, appuntamento di riferimento per la comunità speleologica. Anche in questa edizione, il Club Alpino Italiano è presente con Casa CAI, vetrina della speleologia CAI con una mostra dei progetti e delle attività promosse dalla Commissione centrale per la speleologia e il torrentismo e dalla scuola nazionale del sodalizio. Al tempo stesso, il meeting diventa un luogo di convivialità e scambio tra speleologi.
Il raduno internazionale è un punto di riferimento dove condividere esperienze, confrontare pratiche e costruire relazioni che vanno oltre la singola spedizione. Ben 173 le iniziative del weekend che è iniziato ieri e che proseguirà oggi e domani. Il raduno di Costacciaro non è un evento che chiude le porte ai curiosi o a chi si vuole avvicinare alla pratica: anzi, può diventare l'occasione per scoprire un mondo tanto affascinante quanto accessibile, se ben guidati.
Una mostra imperdibile
Novità di rilievo di questa edizione per Casa CAI è la mostra permanente di attrezzature storiche, dedicata all'evoluzione dei caschi e degli impianti di illuminazione utilizzati in grotta nel corso dei decenni. Un percorso che racconta, attraverso oggetti concreti, la storia della sicurezza e della tecnica speleologica: dalle prime lampade ad acetilene ai moderni sistemi a led. Un'occasione imperdibile non solo per gli appassionati, ma anche per i curiosi che vogliono scoprire come la tecnologia ha trasformato l'esplorazione sotterranea.
Eventi di rilievo
Moltissimi gli eventi in calendario, due gli appuntamenti da non perdere nella giornata di oggi, sabato 31 ottobre, con la partecipazione di Emma Perticai e Mattia Merlo.
Alle ore 16 appuntamento con Speleodentro 2026: resoconti e riflessioni. Una sessione dedicata alla presentazione dei risultati e delle considerazioni emerse durante gli eventi culturali e le attività formative dell'anno, con spazio al dibattito e allo scambio critico.
A seguire, alle ore 18 si terrà invece l'incontro La divulgazione speleologica nei social media. Un momento di riflessione su come i nuovi canali di comunicazione stanno cambiando il modo di raccontare e promuovere la speleologia, tra opportunità di visibilità e responsabilità verso l'ambiente ipogeo.
Il Monte Cucco
Come ricorda il sito della manifestazione, la location è un luogo di grande ricchezza per gli appassionati dell'attività Sotto i 1566 metri del Monte Cucco si nasconde infatti uno dei sistemi carsici più profondi e articolati d’Italia. Oltre 30 chilometri di gallerie esplorate, un abisso che raggiunge i 1000 metri di profondità, sale enormi, fiumi sotterranei e concrezioni che il tempo ha costruito goccia dopo goccia. Un mondo parallelo che la roccia calcarea ha lasciato scavare all’acqua per milioni di anni.
A Monte Cucco si sono scritte pagine importanti e pionieristiche della speleologia. Nel 1922, un gruppo di esploratori si riunì a Costacciaro per un evento straordinario; la posa di una scala fissa all’ingresso della Grotta di Monte Cucco. Fu il primo raduno speleologico documentato della zona, un atto insieme tecnico e visionario: rendere la grotta accessibile, aprire una porta su quel mondo sotterraneo che fino ad allora pochi avevano osato varcare. Il raduno internazionale di Costacciaro raccoglie l’eredità di oltre un secolo fa e la proietta verso una comunità globale di esploratori, uniti dalla stessa curiosità che spinse quei primi pionieri a scendere nel buio.