giocatori di paintball © Wikicommons
La via crucis del sacro monte di Viggiano © Wikicommons
Giocatori di paintball in azione nel bosco © Wikicommons
Il santuario del Monte di Viggiano © Wikicommons
La salita della Madonna nera sul Sacro Monte di Viggiano
i Monti Volturino e Viggiano
In Basilicata, sull’Appennino Lucano, il Monte di Viggiano è conosciuto per il santuario del Sacro Monte e per il comprensorio sciistico della Montagna Grande. Tra sacro e profano, in questo angolo di natura sul crinale orientale dell'alta Val d'Agri, sono in corso le opere di riposizionamento dell'impianto di risalita Monte della Madonna sul tracciato della sciovia Baby e la realizzazione di una nuova seggiovia al posto della precedente, con un aumento del volume delle strutture stesse.
Il progetto è in corso di realizzazione in una zona speciale di conservazione e in una zona di protezione speciale, ricadenti entrambe all'interno del Parco nazionale dell’Appennino Lucano- Val d’Agri- Lagonegrese. I soldi per realizzare le opere arrivano ai Comuni dalla regione Basilicata tramite l’Eni, come forma di compensazione ambientale diretta in relazione agli impianti petroliferi.
Prima lo sci, ora il paintball
Ma lo sci, soprattutto di questi tempi in cui la neve a 1.400/1.500 metri di quota è ormai addirittura un miraggio, piuttosto che una stentata realtà, non basta certo a sostenere il turismo e così il comune di Viggiano ha pensato di puntare sul paintball. Si tratta di quel gioco, o sport, a seconda di come lo intendono i praticanti - rigorosamente adulti- in cui ci si spara con pistole e fucili “giocattolo” caricati a vernice, all'interno di un ambiente che può essere naturale, piuttosto che antropizzato. L'obiettivo è conquistare la bandierina della squadra avversaria, dopo avere adottato vari mimetismi tattiche e azioni “militari”.
In questo caso, l'amministrazione di Viggiano, città dell'arpa e della musica, ha quindi puntato forte sulle attività ludiche, tant'è che per realizzare l'impianto in località Acqua dei pastori, a due passi dalla venerata Madonna nera, avrebbe investito ben 100mila euro. Il sito, oltre a proporre i giochi di guerra letteralmente "a un tiro di schioppo" da un luogo di preghiera, ricade in un'area caratterizzata da boschi di faggi, cerro e aceri, zona di protezione speciale dell’Appennino Lucano Monte Volturno, all'interno dell’area del Parco nazionale.
L'intervento sull'area
Gli interventi prevedono un parziale disboscamento (anche se i war games in realtà dovrebbero adattarsi a ciò che la natura offre) e il montaggio di una rete di delimitazione dell’area, con un perimetro di 330 metri. Dalla relazione tecnica, riportata a stralci dal sito di news Basilicata24.it, si evince anche che “un cordino di acciaio agganciato alle piante che saranno individuate idonee durante la fase di allestimento verrà fissato ad altezza da terra di circa 4,5 metri. Al cordino di acciaio verrà fissata una rete tramite appositi clip che ne facilitano l’aggancio e lo sgancio, inoltra il sistema sarà dotato di piccole carrucole che consentiranno in fase di non utilizzo dell’area di gioco che la rete venga raccolta sul cordino d’acciaio lasciando libera l’area stessa. Questo permetterà il normale transito della fauna selvatica e non rappresenterà un ostacolo al mantenimento della zona a protezione speciale che insiste sul territorio. Fuori dell’area di gioco, in posizione baricentrica sarà collocato un box amovibile che fungerà da locale di segreteria e accoglienza”.
Che direzione prendere
Nonostante il tentativo di rendere l'impatto dell'attività il meno invasivo possibile, restano delle forti perplessità sulla scelta di puntare su una attività che sembra stonare con quanto c'è intorno, come sottolinea il presidente del CAI della Basilicata, Bruno Niola. "La neve ormai ce l'abbiamo dieci giorni l'anno ed è evidente che lo sci è fuori tempo massimo, ma mi chiedo come si possa pensare di destagionalizzare puntando a trasformare la montagna in un luna park. Anche io quando avevo 7 anni giocavo alla guerra e non ho niente in contrario al fatto che la gente si diverta, ma qua si tratta di capire che forse non è il caso di organizzare questa attività a due passi da un luogo sacro e in un'area protetta, dove per motivi diversi il silenzio dovrebbe essere una prerogativa".
“Non ho niente in contrario al fatto che la gente si diverta, ma qua si tratta di capire che forse non è il caso di organizzare questa attività a due passi da un luogo sacro e in un'area protetta”. Brunio Niola
Niola si domanda e domanda al parco e alle amministrazioni quali siano le intenzioni, o le direzioni che si vogliono prendere, visto che non sembra esserci una vision ben definita o univoca. "Non si può con un piede stare dentro al parco e con l'altro organizzare attività che nulla hanno a che vedere. Viggiano è una di quelle amministrazioni che godono delle royalties derivanti dalle compensazioni, ma se non sanno cosa fare dei troppi soldi che ricevono, ricordo che ci sono sentieri da mantenere, un patrimonio da tutelare. Noi alla Regione abbiamo chiesto di istituire un fondo permanente per la manutenzione dei sentieri, visto il bisogno che c'è, qui invece si punta su questo attrattori turistici, che funzionano all'inizio ma non danno continuità nel tempo. L'elenco potrebbe essere lungo: lo ‘Sbarco dei greci ’a Senise, un'opera spettacolare sulla diga di Monte Cotugno, che ha funzionato due o tre anni e poi è naufragata, o il 'Volo dell'aquila' a San Costantino Albanese, anche in questo caso ormai chiuso e in disuso".