L'Alto Adige come Marte: gli astronauti si esercitano per le missioni a Bletterbach

Tre cosmonauti delle principali agenzie spaziali sono stati inviati dall'Esa nel canyon di Aldino per allenarsi alle azioni che dovranno intraprendere sul pianeta rosso: La somiglianza di alcune rocce infatti rende la gola una 'palestra' particolarmente adatta al training

 

La distanza minima di Marte dalla Terra è di circa 55 milioni di chilometri, il che richiede un viaggio spaziale di almeno 6 mesi per raggiungere il pianeta rosso. Se nel mondo contemporaneo non parliamo più di distanze siderali, comunque poco ci manca e per gli astronauti che si devono "allenare" per le missioni su Marte, è ovviamente impensabile andare a fare training direttamente sul posto.

Una macchina del tempo

Ed è qui che entra in gioco l'Alto Adige e più nello specifico la gola del Bletterbach, diventata una vera e propria palestra per un team internazionale di astronauti. Del canyon altoatesino ne abbiamo scritto pochi giorni fa: è un luogo sospeso nel tempo, ricco di elementi di spicco sotto il profilo geologico. Ad Aldino, il torrente ha inciso un canyon lungo circa 8 chilometri e profondo fino a 400 metri, mettendo a nudo una successione di rocce che racconta oltre 40 milioni di anni di storia della Terra.

 

E se per il turista medio questo luogo permette di passeggiare sullo stesso terreno dove ci sono ancora impresse le orme dei tetrapodi, gli antenati dei dinosauri, nella gola del geoparco l’Agenzia spaziale europea ha deciso di portare alcuni dei migliori professionisti in circolazione per esercitarli ad azioni che saranno tenuti a intraprendere su Marte.


L'Esa ha infatti condotto a Bletterbach l’edizione 2026 di Pangaea, il programma intensivo di formazione geologica sul campo destinato ai futuri esploratori del sistema solare. Il presidente del Geoparc, Peter Daldos e la direttrice, Hannah Pomella, hanno così introdotto un trio di astronauti di primo livello tra le pareti del canyon.


I professionisti all'opera sono infatti figure di primo piano del panorama spaziale internazionale: Jasmin Moghbeli, della Nasa, già comandante sulla Iss con la missione SpaceX Crew-7, il giapponese Kimiya Yui (Jaxa), reduce dalla sua seconda esperienza in orbita con Crew-11 e lo spagnolo Pablo Álvarez Fernández, l'astronauta "di casa", dell'agenzia spaziale Esa. Fernández, fresco di certificazione nel 2024 come astronauta europeo del corpo, è in attesa di partecipare alla sua prima missione nello spazio.

Alla scoperta della vita

In vista dei prossimi sbarchi sulla Luna con il programma Artemis, ma soprattutto delle future spedizioni verso il pianeta rosso, i tre protagonisti si sono esercitati a prendere decisioni scientifiche rapide sul campo. Tra le attività principali gli uomini del progetto si sono allenati a selezionare i campioni rocciosi più significativi, interpretare la stratigrafia, riconoscere diverse tipologie di meteoriti e individuare potenziali tracce d’acqua o di antica vita, uno degli obiettivi da sempre più affascinanti delle missioni spaziali.


Il Bletterbach è uno dei migliori terreni di allenamento per questo tipo di azioni: è infatti riconosciuto come Mars analog site: le successioni d’arenaria e le nodulose inclusioni di gesso vicino al Butterloch sono quasi identiche a quelle fotografate su Marte dalle sonde spaziali. Per chi stentasse a crederci, una mostra fotografica presso il centro visitatori di Aldino, A Travel from Bletterbach to Mars, mette a confronto fotografie dei paesaggi marziani con immagini degli strati geologici della gola del Bletterbach.


Insomma, noi, uomini comuni, forse non potremo mai andare su Marte ma, citando il grande Enzo Jannacci, possiamo per lo meno farci una vaga idea "dell'effetto che fa" con una più modesta escursione nelle montagne dell'Alto Adige.