I ragazzi in azione durante la prima fase di test del prodotto, in Val Brembana © Foremyc
I ragazzi in azione durante la prima fase di test del prodotto, in Val Brembana © Foremyc
Gli strumenti sviluppati da Foremyc © Foremyc
Il sensore Fomes © Foremyc
Il sensore Gibba © Foremyc
Il team di Foremyc: da sinistra a destra, Federico Gabrieli, Francesco Cantoni e Iari Vanoschi © ForemycTre ragazzi e una tesi di laurea. Si potrebbe sintetizzare così l’avventura di Foremyc, l’innovation driven startup nata dal comune percorso di studi di Iari Vanoschi, Federico Gabrieli e Francesco Cantoni. Tutti e tre studenti in Product design allo IED di Milano, hanno deciso lo scorso anno di unire le forze per discutere una tesi di laurea collettiva che prendesse spunto da una passione che li accomuna: quella per la montagna e la sostenibilità.
“Mi sono innamorato della Val Brembana fin da piccolo, quando la frequentavo con la mia famiglia” ci racconta infatti Iari. E proprio negli spazi della bergamasca Val Brembana ha preso corpo, nella pratica, il progetto dei tre laureandi: rendere il monitoraggio forestale più smart, digitalizzandolo. Finora, infatti, gran parte dei mezzi utilizzati da consorzi forestali e comunità montane per monitorare lo stato di salute delle foreste sono sempre stati per lo più manuali e di fatto parziali. “Relativi, più che altro, a situazioni dove le foreste erano già in sofferenza. – spiega Iari – Si interveniva per dare una spiegazione ad emergenze già in atto, non per raccogliere una mole di dati in grado di prevenirle”.
Foremyc, invece, intende lavorare in un’ottica di acuta prevenzione, integrando la raccolta costante dati in un database più ampio. Ad entrare in campo, per riuscire a farlo in modo capillare, è l’intelligenza artificiale. “L’IA, nel sistema che siamo riusciti a sviluppare finora, aiuta il tecnico forestale a gestire i valori raccolti. – continua Iari – Anche se l’obiettivo resta quello di arrivare ad allenare il modello affinché sia in grado di individuare situazioni di rischio prima che avvengano”.
Le strumentazioni utilizzate
Nella fattispecie, il sistema promosso da Foremyc si compone di due parti, una digitale e l’altra fisica. “Quest’ultima – spiega Federico – si avvale di diversi sensori: a terra, per valutare i parametri del suolo e dell’ambiente, e in aria, per individuare le oscillazioni di alberi-campione”. Un dato, questo, rivelatosi fondamentale negli ultimi anni, quando la pericolosità degli incendi boschivi, comunque presenti in Italia con numeri allarmanti, è stata messa in secondo piano da una stima importante: il fatto cioè che il 50% degli schianti siano dovuti a tempeste di vento sempre più forti e aggressive. “Vaia ci ha insegnato molto – prosegue Federico – anche per quanto riguarda la diffusione di insetti invasivi, come il bostrico. Nella nostra strumentazione fisica ci avvaliamo dunque anche di una trappola che ci consente, più che di debellarli, di studiarne poi digitalmente il comportamento rispondendo a domande su larga scala come quella riguardante le condizioni di umidità, temperatura e luce in cui il bostrico tende ad operare meglio”. Tutto ciò per consentire il mantenimento della specie a livello endemico.
Foremyc si configura dunque come un'alternativa gentile alle scelte altrimenti emergenziali che vengono solitamente operate nell’ottica della salvaguardia delle foreste. “Vorremo che il nostro strumento fosse non una consulenza una tantum ma una vera e propria partnership tecnica alla quale possono aderire Comuni, consorzi e enti di salvaguardia forestale operanti in tutto l'arco alpino”.
Le prime sperimentazioni
Il Consorzio Forestale Alta Valle Brembana ha per primo creduto nel progetto, consentendo ai ragazzi di sperimentare quanto elaborato nella loro tesi di laurea proprio negli spazi posti sotto la sua tutela. “Si è trattato di test empirici per valutare la resistenza, l’alimentazione e l’esposizione alle intemperie del nostro sistema, con un occhio di riguardo alla comunicazione di rete, fondamentale per creare una dashboard quanto più aggiornata possibile dei dati raccolti”.
Dopo aver discusso la tesi nel luglio dello scorso anno e una volta validati tutti gli aspetti tecnici sopra elencati, Iari, Federico e Francesco hanno partecipato con Foremyc a svariati concorsi, fiere, esposizioni e premi, vincendo per esempio il James Dyson Award e approdando nella rosa dei finalisti al Green Concept Award. “La soddisfazione più importante, oltre che la prima, è stata la vittoria del Grant Francesco Morelli, premio promosso dall’omonima fondazione, che ha potuto così finanziare il progetto con un fondo di 17.000 euro”. La cifra ha permesso ai ragazzi di investire molto sullo sviluppo, specie in questa prima parte dell’anno, con l'obiettivo di approdare, per la fine dell’estate, ad una fase di test più strutturata sul medio-lungo periodo.
“Per portarli a compimento siamo alla costante ricerca di realtà che credano in Foremyc e che vogliano provare a coinvolgerci in progetti pilota, seguendo un’ottica di scambio reciproco e dandoci poi feedback di utilizzo preziosi per far uscire la startup dalla sua fase embrionale”. L'appello è dunque lanciato.