Un esemplare di ibis eremita, la specie stanziatasi presso l'aeroporto di Bolzano © Angela, pixabay
Per compilare un'osservazione è sufficiente visitare il sito della Provincia di Bolzano © Gianni Crestani, pixabay
© Edith Bucher
Un esemplare di ululone dal ventre giallo © Waugsberg, wikicommons
© Edith Bucher
Ben 249 segnalazioni in due anni, inviate da escursionisti e appassionati di natura e trasformate in dati scientifici validati. È il bilancio, ancora provvisorio, del progetto di citizen science avviato dall'ufficio natura della Provincia di Bolzano, che ha raccolto oltre 100 contributi nei primi sei mesi del 2026. Nel 2025, quelli relativi alle specie oggetto di studio e catalogazione furono 83, un numero in deciso aumento rispetto al momento di avvio del progetto: “A partire dal 2024 il progetto è stato promosso in modo più intenso tramite comunicati stampa, pagina web e social media sebbene fosse già stato avviato negli anni precedenti”, afferma Edit Bucher, che si occupa di rilevamento, pianificazione e monitoraggio della biodiversità.
È soprattutto grazie alla promozione sempre più ampia di questo progetto, sottolineano dall’ufficio natura, che è stato possibile mappare con sempre più precisione le specie oggetto di studio e inserite nella direttiva habitat. Una pianificazione necessaria per compilare il report Rete Natura 2000 da consegnare ciclicamente al Ministero dell’ambiente, che ha consentito e consente ancora oggi l’ampliamento di un database utile soprattutto a studiare e proteggere la biodiversità locale: “Mappiamo unicamente le specie ben riconoscibili tramite foto, perché dopo la segnalazione non vengono effettuati rilievi sul campo”, sottolinea Bucher.
Da una foto scattata con lo smartphone a un dato scientifico
Ogni osservazione, spiega Bucher, viene prima validata e poi inserita in una banca dati comune in cui, sottolinea, sono presenti le osservazioni provenienti da più progetti: “Oltre alle osservazioni dei cittadini sono presenti anche i rilievi provenienti dal campo e i monitoraggi del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige. Pensiamo che coinvolgere i cittadini in questo progetto, però, sia stimolante per chi scopre qualcosa ma anche molto utile per noi”. La raccolta di un’osservazione, però, non si ferma dopo la compilazione di un apposito form e l’aggiunta di foto e coordinate: “Dopo che l’escursionista compila un modulo e allega la foto arriva in ufficio una mail con i dati dell’osservazione”, afferma Bucher, ma questo è solo il primo step. “Poi inizia un invio di mail tra il personale dell’ufficio e chi ha inoltrato l’osservazione per più motivi. Spesso, avviene perché la posizione fornita dal telefono in alta montagna può non essere accurata”, aggiunge.
Ogni contributo, in ogni caso, viene poi inserito nel database Observa con un margine di 50 metri, ma i dati disponibili vengono comunque resi consultabili sul sito florafauna.it del Museo di scienze naturali dell’Alto Adige solo tramite una griglia in cui vengono indicati solo i macro-quadranti in cui è stata rilevata la specie animale o vegetale: “Per proteggere le specie le cartine sono state realizzate con un livello di precisione inferiore, ma sono comunque ben aggiornate e vengono aggiornate mensilmente. In banca dati, poi, sono presenti i dati corretti”, afferma Bucher.
Cosa raccontano i numeri del progetto
I dati delle osservazioni raccolte dagli escursionisti, ad ogni modo, restituiscono un quadro tutt’altro che uniforme. Le specie che raccolgono più segnalazioni restano la pianella della Madonna (Cypripedium calceolus), passata da 30 osservazioni nel 2024 a 17 nel 2025, e la falena tigre (Euplagia quadripunctaria), scesa da 26 a 17. Crescono invece il cervo volante (Lucanus cervus), da 20 a 23 segnalazioni nei due anni, e il cerambice della quercia (Cerambyx cerdo), che triplica i ritrovamenti confermati passando da due a sei. Sostanzialmente stabile, invece, il quadro per farfalla apollo, campanula di Moretti, ululone dal ventre giallo e genziana maggiore.
Tra i dati spicca anche un’assenza, quella del Parnassius mnemosyne. Il lepidottero in questione, inserito tra le specie monitorate, non ha infatti raccolto alcuna segnalazione confermata in due anni di progetto. Un risultato che riflette anche le incertezze sulla sua effettiva presenza in Alto Adige e dimostra come il monitoraggio serva non solo a censire le popolazioni note, ma anche a verificare la distribuzione reale delle specie considerate di interesse. Dal 2025 sono entrate inoltre nel monitoraggio due piccoli roditori, il driomio e il topo quercino, che hanno fatto registrare rispettivamente due e una segnalazione valida. Il moscardino, invece, non è ancora stato osservato.
Il caso (particolare) dell'ibis eremita
Accanto alle specie al centro delle osservazioni prodotte dai cittadini, però, cresce anche il numero delle osservazioni che riguardano animali e piante fuori dall’elenco ufficiale del progetto: 31 nel 2024 e 38 nel 2025, quasi un terzo del totale. Anche queste segnalazioni vengono validate e archiviate nella banca dati, pur non contribuendo direttamente al monitoraggio previsto dalla direttiva habitat. Negli ultimi mesi, infatti, l'attenzione si è concentrata su una coppia di ibis eremita stanziale nei pressi dell'aeroporto di Bolzano, specie reintrodotta sulle Alpi dopo secoli di estinzione tramite un apposito progetto Life.
Nonostante l'interesse suscitato tra coloro che decidono di contribuire al progetto, dall’ufficio natura della provincia di Bolzano precisano: “L'ibis eremita non rientra tra le specie ricercate dal progetto di citizen science”, afferma Johanna Berger, della sezione educazione alla natura e all’ambiente. Una posizione ribadita anche da Bucher, che aggiunge: "Non è una specie che ci interessa dal punto di vista del monitoraggio, ma le segnalazioni che arrivano vengono comunque accettate se riconoscibili, ma non alimentano il report periodico”.
Un processo partecipativo che nasce da lontano
Il coinvolgimento dei cittadini, ad ogni modo, si innesta su un impianto scientifico preesistente e ben rodato. Il portale florafauna.it, infatti, è online dal 2014, e raccoglie oggi dati su oltre 4.000 specie di piante e animali. Il progetto che lo alimenta è definito "work in progress" fin dal 1992, e viene attualmente svolto in collaborazione con Eurac Research. Pur essendo chiaro il momento di origine del progetto, la data di conclusione - invece - appare ancora lontana: “Non esiste, a oggi, una scadenza per il progetto”, afferma Bucher, precisando che la prosecuzione dipenderà dalle risorse disponibili per sostenere un lavoro di validazione che resta interamente manuale, e che si complica man mano che crescono gli osservatori registrati. Nelle intenzioni dell'ufficio natura, però, l'iniziativa proseguirà almeno per la prossima stagione.