Broad Peak, il recupero dei corpi e i dubbi sulle condizioni della montagna

Riportate a valle le salme di Nirmal Purja e altri tre alpinisti. Il dolore di Lhakpa Sherpa: "Le montagne dell'Himalaya sono diventate molto più instabili rispetto a un paio di decine di anni fa, non puoi prenderti il rischio se si tratta del meteo"

 

 

Dopo la cronaca della tragedia sul Broad Peak, mentre si sta completando il recupero dei corpi degli alpinisti coinvolti, è inevitabile che arrivi il tempo delle domande. Nel dolore per la perdita e nella difficoltà ad accettare quello che è successo, è inevitabile anche che alcuni interrogativi siano forzati, o semplicemente destinati a rimanere senza risposta.

Il recupero delle salme

I corpi di Nirmal Purja, Zhong Wang, Nima Sherpa e Kilu Sherpa sono stati trasportati con successo al campo base. Nonostante il recupero da poco completato in condizioni ambientali difficili, il club alpino pakistano ha ricordato che tre alpinisti restano formalmente dispersi [Sohail Sakhi, Mallory Geis e Nawang Thindu Sherpa, ndr], e che “non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno in piena sicurezza, le ricerche riprenderanno per consentire il recupero di chi manca ancora all’appello”.

 

"Non appena le condizioni lo permetteranno, le ricerche riprenderanno per consentire il recupero di chi manca ancora all’appello”. Club alpino pakistano

L'operazione è stata descritta come eccezionalmente difficile e tecnicamente estenuante, con i corpi dei quattro alpinisti che sono stati recuperati a una quota di oltre 5.000 metri e riportati al campo base. Le salme potranno ora “iniziare il loro viaggio finale verso casa, offrendo alle famiglie la possibilità di stringersi attorno ai propri cari e di dare loro l’ultimo saluto, con la dignità che meritano”.

 

 

 I dubbi sulla salita

In contemporanea alle operazioni sul campo, via social e attraverso il lavoro dei giornalisti emergono dubbi, si sollevano interrogativi e non mancano gli addetti ai lavori che hanno preso posizione. Era opportuno salire il Broad Peak in quel frangente?

 

Lhakpa Sherpa, nota su Instagram come Mountain Queen, è una alpinista nepalese che deve il suo appellativo al fatto di avere scalato per dieci volte l'Everest, la prima più di un quarto di secolo fa, diventando la prima donna nepalese a riuscirci. Lhakpa ha espresso un pensiero carico di dolore, accompagnato da una considerazione degna di nota. "Ho oltre 40 anni di esperienza in montagna. Voglio condividere alcuni miei pensieri. Le montagne dell'Himalaya sono diventate molto più instabili rispetto a un paio di decine di anni fa. Erano solite essere solide e ghiacciate, ora si disgregano molto di più, scaricano rocce. Non puoi prenderti il rischio se si tratta del meteo. Se le condizioni meteorologiche sono cattive, devi aspettare. Se sei testardo e cerchi di forzare la situazione, metti a grande rischio te stesso. Le montagne ci saranno sempre, puoi sempre tornare. Non c'è bisogno di avere fretta. Mi dispiace tanto per i dieci alpinisti che hanno perso la vita sul Broad Peak. Il mio cuore va alle loro famiglie. Erano tutti alpinisti più giovani di me, è come se avessi perso molti figli".

 

“Le montagne dell'Himalaya sono diventate molto più instabili rispetto a un paio di decine di anni fa. Se le condizioni meteorologiche sono cattive, devi aspettare” Lahkpa Sherpa

In un altro post, Lhakpa ha ricordato Purja e gli altri sherpa con cui aveva scalato: “Conserverò per sempre nel mio cuore i ricordi delle nostre scalate in montagna. Invio il mio affetto, i miei pensieri e le mie preghiere alle loro famiglie, alle squadre di soccorso e all'intera comunità degli alpinisti. Riposate in pace, fratelli e sorelle, non vi dimenticherò mai”.

 

David Klein, alpinista ungherese indipendente, è stato al Broad Peak con l'americano Ian Overton a partire da metà maggio, sono stati tra i primi a iniziare le rotazioni: il 24 di giugno, secondo quanto riportato da Explorersweb. Una settimana più tardi erano al campo 3 ed erano piuttosto ottimisti sulle condizioni della montagna, giudicate buone e con basso rischio di valanghe.

 

Successivamente però c'è stato un peggioramento delle condizioni meteo e - come dichiarato a National Geographic, hanno preso la decisione di rinunciare dopo un'importante valanga caduta il 22 luglio e due o tre giorni in cui le condizioni non erano chiare: "La neve deve rimanere attaccata o venire giù, una delle due cose". Quando, il 25 luglio, Klein e Overton hanno lasciato il campo base, solo pochi alpinisti erano rimasti ad aspettare. Tra questi, Nirmal Purja e le altre vittime del Broad Peak.