Le potenzialità del sito sono incredibili © Ragni di Lecco
© Le falesie sulle sponde della gola
Simone Pedeferri in arrampicata © Ragni di Lecco
I segni della guerra sono ancora ben evidenti © Ragni Lecco
La guerra è purtroppo uno scenario sempre più presente nel nostro quotidiano. Per il momento la distanza, per lo meno fisica, è ancora importante con i maggiori conflitti mondiali di cui sentiamo parlare nei telegiornali e la stragrande maggioranza della popolazione italiana, mano a mano che gli anni passano, fortunatamente non può più dire di averne fatta esperienza diretta. Ci sono zone in Europa dove tuttavia la guerra è ancora presenza tangibile, se non nella contemporaneità, per una pesantissima eredità che ha lasciato dietro di sé.
Un viaggio in un passato non concluso
I Ragni di Lecco, grazie all'iniziativa di Simone Pedeferri, hanno dato vita a un progetto denominato Discovery Tour, che da qualche anno propone un modo fresco e interessante di avvicinarsi alle nuove proposte in ambito alpinistico e arrampicatorio. Ne abbiamo parlato con l'alpinista lombardo anche in una recente chiacchierata, in cui Simone ci ha raccontato la sua passione per l'arrampicata, sempre alla ricerca di stimoli nuovi.
Il concetto, ridotto all'osso, è semplice: entrare in contatto con comunità di climber attive negli spot assolutamente poco noti al grande pubblico e ai praticanti in generale, organizzare un viaggio, chiodare e scalare in piena condivisione di culture, uniti dall'amore per l'arrampicata. Le mete toccate, anche di recente, sono le più varie: tra le altre Albania, Sicilia e Bosnia. Di ritorno da queste esperienze, tutto il bagaglio di esperienze raccolto entra a far parte di video sempre ben realizzati. Non fa eccezione la trasferta balcanica, che ha portato ad avere un film giostrato dall'occhio curioso e attento del regista Michele Caminati.
Dove le mine segnano il confine
La tappa bosniaca del Discovery Tour ci porta nei pressi della città di Bihać, in Bosnia Erzegovina, dove Ragni e Gamma si sono recati su invito di Francesco Bertelè, operatore di Mediterranean Hope a Bihać. La cittadina si trova sulla rotta balcanica, ultima tappa prima dell'Unione Europea per i migranti che affrontano respingimenti violenti al confine croato. In un territorio ancora segnato dalle mine della guerra degli anni '90, gli scalatori lavorano insieme ai giovani arrampicatori locali per chiodare nuove vie di arrampicata, contribuendo anche allo sviluppo della palestra indoor Flamingo Loophole, creata nell'ambito del progetto Balkan Rope.
La palestra qui non va intesa solo come un luogo dove andare ad allenarsi, ma un punto di aggregazione sociale e luogo di arrampicata terapeutica. L'iniziativa rappresenta un ponte tra comunità diverse, dove la scalata diventa strumento di coesione sociale e riqualificazione territoriale, coniugando passione sportiva, solidarietà umanitaria e recupero di spazi pubblici, in una terra che porta ancora i segni profondi del conflitto balcanico.
Il video si propone nel classico formato televisivo da 26', per un video che permette di riflettere, divertirsi e che ovviamente fa anche venire voglia di scalare!