Edu Marin, una big wall da 8a trad in Perù

Il climber catalano ha aperto nella Cordillera Blanca 'El Jardín del Edén' con Francesco Bosco e Cesar Vicuña. Sulla stessa parete ha lasciato incompiuta la prosecuzione 'El Fruto Prohibido', un progetto che porterebbe la via oltre i 1.100 metri, con difficoltà stimate fino a 8c+/9a trad.

 

Dopo 13 anni dall'ultima spedizione, Edu Marin è tornato in Perù per esplorare nuove pareti. In quasi quaranta giorni insieme a Francesco Bosco e Cesar Vicuña ha aperto El Jardín del Edén, 8a trad (A1). Si tratta di una via di 550 metri su una parete completamente vergine. "Credo che sia la più difficile del Perù" ha scritto il climber catalano, ex atleta di Coppa del Mondo e specialista delle grandi pareti ad elevate difficoltà.

"Credo che sia la più difficile del Perù"  Edu Marin

Marin ha parlato anche di un'altra via, iniziata ma non portata a termine. Il nuovo progetto si chiama El Fruto Prohibido e potrebbe raggiungere i 1.100 metri di sviluppo. La difficoltà, ancora da verificare, è stimata in 8c+/9a trad.

"Tornare dopo 13 anni ha significato molto di più che visitare un posto che conoscevo già. Si è trattato di esplorare, cercare nuovi obiettivi e riconnettermi con progetti reali, di quelli che richiedono tempo, pazienza e molta incertezza", ha scritto Marin.

Racconta inoltre di aver trovato la Cordillera Blanca profondamente cambiata: “In montagna il cambiamento si tocca con mano, i ghiacciai si stanno ritirando a velocità impressionanti e questo rende tutto molto instabile, e a volte pericoloso”. 

Un progetto incompiuto

Il climber di Barcellona è stato colpito dalla qualità della roccia di questa parete vergine: "Fessure infinite, enormi tetti, e importanti difficoltà nascoste: esplorazione e pazienza sono state fondamentali per trovare questa linea", ha commentato. 

Durante l'ultima giornata di spedizione in Perù, Marin è riuscito ad aprire due nuovi tiri su El Fruto Prohibido: uno di 8b trad, completamente clean, e un secondo valutato provvisoriamente 8c+/9a trad, anch'esso senza protezioni fisse. "Non siamo riusciti a finirla. Il tempo è scaduto prima che potessimo raggiungere la cima, ma forse è proprio questo che rende il progetto così speciale", ha scritto Marin. Restano infatti circa 600 metri da salire prima di raggiungere la vetta. Una grande cengia di circa 100 metri separa i primi 500 metri della parete, su cui corre El Jardín del Edén, dalla sezione superiore, dove la difficoltà dovrebbe aumentare e dove dovrebbe svilupparsi El Fruto Prohibido, come continuazione della via sottostante, per un totale di oltre 1110 metri. "Immaginare cosa ci sia sopra, con tutti quei tetti solcati da fessure, è semplicemente incredibile. Una vera gemma della natura, e chissà, forse una delle più dure e spettacolari big wall del mondo. Lascio il Perù con molte domande e un'enorme motivazione a tornare l'anno prossimo per finire quello che abbiamo iniziato".

"Immaginare cosa ci sia sopra, con tutti quei tetti solcati da fessure, è semplicemente incredibile".

Ha poi concluso ringraziando i compagni di viaggio: Francesco Bosco per la sua motivazione nell'aprire nuove vie, Cesar Vicuña per il supporto e l'idea di esplorare questa parete, Beto Pinto per averli aiutati nell'ottenimento dei permessi per il parco.