Un esemplare di sciacallo dorato © Jan Ebr, wikicommons
Una coppia di sciacalli dorati © Andrei Prodan, pixabay
Uno sciacallo sull'argine di Campolongo al Torre © C. Bazzeo
Scatta l'allarme per un ferito, ma il "lamento" è dello sciacallo dorato. Fa sorridere il caso di cronaca legato a una attivazione notturna del soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia, risoltosi per fortuna solo con una serata lunga e movimentata e nessun escursionista da soccorrere.
La chiamata
La stazione di Trieste del soccorso alpino è stata attivata da Sores assieme ai vigili del fuoco a un quarto all'una della scorsa notte, presso il campeggio Obelisco, a Opicina (Trieste) da dove una persona di nazionalità inglese che dormiva in tenda nei pressi del limite del bosco aveva sentito dei lamenti, apparentemente di donna, provenire dal bosco stesso. L'uomo, preoccupato, ha chiamato il numero unico per le emergenze 112, temendo fosse una richiesta di aiuto.
L"audizione"
I soccorritori dei vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno fatto una prima perlustrazione senza tuttavia sentire nulla. All'arrivo del soccorso alpino, uno degli operatori, che è anche ricercatore scientifico, ha ipotizzato potesse trattarsi del verso di un animale selvatico e ha fatto ascoltare al chiamante, con il proprio cellulare, il verso di uno sciacallo dorato, animale che da qualche anno è entrato in Italia proprio dal Carso e che lo frequenta abitualmente. Il testimone ha quindi riconosciuto quel verso come molto simile al lamento che aveva sentito ma, per sicurezza, i soccorritori hanno comunque fatto una ulteriore perlustrazione, anche nel bunker vicino al campeggio. Le ricerche hanno dato esito negativo ed essendo cessato nel frattempo ogni rumore, le risorse attivate hanno di conseguenza concordato di sospendere le ricerche.
L'intervento si è quindi concluso intorno alle 1.30, in una serata dai risvolti fortunatamente scientifico-divulgativi, piuttosto che di stretta cronaca.
Lo sciacallo dorato
Lo sciacallo dorato è un canide di dimensioni intermedie tra quelle del lupo e quella della volpe, che fino alla fine del Novecento era segnalato solo nell’Europa orientale. La prima segnalazione per l'Italia è del 1988, in Veneto. L’animale si è quindi lentamente espanso un po' in tutto il nord-est del paese, tanto che attualmente è ben diffuso anche in Trentino. La sua diffusione si è quindi estesa dapprima a nord del Po, fino al Piemonte e a partire dal 2017 anche a sud del grande fiume, in Pianura Padana.
Un animale discreto
La specie condivide spesso l’habitat con il lupo, ma questo risulta essere dominante negli ambienti più integri, mentre lo sciacallo appare più adattabile in aree periurbane e ambienti di minore qualità. Generalmente si tratta di una specie molto difficile da osservare, che si muove prevalentemente di notte; tra le sue prede piccoli mammiferi, topi, arvicole, lepri, ma si nutre anche di carcasse che trova soprattutto lungo le strade e purtroppo, in ambienti antropizzati, di immondizia. La coda è più corta di quella di una volpe mentre le zampe sono più lunghe e può arrivare a pesare anche oltre 16 chilogrammi; è specie protetta da tutte le normative: comunitarie nazionali e regionali.
Vale la pena di specificare che non deve in alcun modo destare preoccupazione per le sue possibili interferenze con l’uomo e con le sue attività, per la sua taglia ridotta e le sue abitudini alimentari.