Ferrata Bolver Lugli, recuperato escursionista bloccato a 2.600 metri

Il ragazzo di Cesena non riusciva più a scandere dopo una notte passata al bivacco Fiamme Gialle, per via della neve caduta nella notte. Numerosi i soccorsi in questi ultimi mesi, il Soccorso Alpino ribadisce la necessità di non sottovalutare l'alta quota
© Soccorso alpino Trentino

 

Sì è concluso nella tarda mattinata di oggi un intervento di soccorso per un escursionista rimasto bloccato lungo la ferrata Bolver Lugli a Cima Vezzana, nel gruppo delle Pale di San Martino. Il giovane, classe 2002 e residente a Cesena, si è trovato in dificoltà a quota circa 2.600 metri, mentre stava rientrando dal Bivacco Fiamme Gialle, dove aveva trascorso la notte. Il 24enne si è trovato impossibilitato a proseguire nella discesa a causa dell’ingente presenza di neve, caduta nottetempo. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 11.30.

 

Nessun trauma

La Centrale Unica di Emergenza ha chiesto l’intervento dell’elicottero mentre due operatori della Stazione di San Martino di Castrozza del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino si mettevano a disposizione in piazzola. L’elicottero ha fatto dunque base a San Martino, sbarcando l’equipe sanitaria in quanto l’escursionista risultava essere illeso. Hanno quindi atteso il diradarsi della nebbia per poter raggiungere l’uomo in quota. Intorno a mezzogiorno, l’elicottero ha potuto infine effettuare il sorvolo, recuperare l’escursionista ed elitrasportarlo a valle.

 

Bivacco non significa passeggiata

Lo stiamo ribadendo a più riprese e anche la settimana scorsa abbiamo pubblicato una intervista sul tema, con Luca Gibello, in cui si sottolineava che l'interesse per i bivacchi non può trasformarsi in uno spunto per una “gita” in montagna. I bivacchi non possono essere considerate mete di un escursionismo privo di difficoltà e che non richiede particolari e comprovate competenze. Talvolta si trovano su itinerari di facile approccio, in altri casi sono mete - se non punti di appoggio- pensati come ricovero per alpinisti in avvicinamento a itinerari specialistici, o comunque un passaggio su terreni impervi e in ambienti dove la meteo può cambiare repentinamente, con esiti che cambiano completamente faccia alla montagna.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino invita a prestare la massima attenzione nella pianificazione delle escursioni in quota. L’itinerario che conduce al Bivacco Fiamme Gialle, struttura recentemente rinnovata e diventata particolarmente attrattiva, è un percorso impegnativo che richiede adeguata preparazione tecnica, esperienza e attrezzatura idonea. Proprio in questa zona, negli ultimi mesi, si sono registrati diversi interventi di soccorso, un numero che non ha precedenti negli ultimi anni.

“Nella zona del bivacco Fiamme Gialle si sono registrati negli ultimi mesi diversi interventi di soccorso, un numero che non ha precedenti negli ultimi anni”.  Soccorso Alpino e Speleologico Trentino

È inoltre importante ricordare che, in questa stagione, la montagna presenta ancora neve in quota e le condizioni restano ben diverse da quelle estive. Prima di intraprendere escursioni di questo tipo è indispensabile informarsi sullo stato attuale del percorso rivolgendosi ai professionisti della montagna, come guide alpine e gestori dei rifugi, evitando di limitarsi a guardare video in internet o social, oltre che valutare con prudenza le proprie capacità.