Fuga dal caldo: cinque falesie per arrampicare nelle Dolomiti orientali

Alcuni spot storici, ma sempre attuali, per praticare arrampicata sportiva nelle valli dolomitiche del Triveneto, rimanendo in quota per sfuggire a temperature che continuano a essere elevatissime

Durante ogni stagione estiva, anno dopo anno le Dolomiti accolgono sempre più turisti: escursionisti, mountain bikers, arrampicatori e alpinisti, ma anche famiglie in vacanza, tanto italiane quando straniere. Non è un caso se quest’area – per quanto vasta – debba dare il meglio di sé dal punto di vista organizzativo per accogliere e ospitare un flusso turistico così importante: la bellezza dei suoi paesaggi è disarmante.

I profili delle montagne dolomitiche, protagoniste assolute di questo paesaggio, sono diventate iconiche delle diverse vallate da cui svettano. La roccia, che qui non manca in nessuna regione, ci regala massi, falesie e pareti dove ogni appassionato di montagna può trovare la propria dimensione. 

La roccia, naturalmente, è quasi sempre dolomia, caratterizzata da tacche e buchi su strutture verticali più o meno lisce o grandi strapiombi decisamente più lavorati. Le lunghezze sono estremamente varie e portano a vie dai tratti tipicamente boulderosi così come a viaggioni infiniti di continuità e resistenza.

Individuare cinque falesie da consigliare nei mesi estivi non è un’impresa propriamente facile: quella che vi proponiamo è una selezione basata sulla storicità delle falesie e sul loro carattere internazionale, naturalmente sull’esposizione e, non in ultimo, sulla bellezza a l’accessibilità anche a famiglie con giovani arrampicatori, sempre più numerose.

Abbiamo pensato a una falesia per ognuna delle principali vallate del versante orientale, tra Alto Adige, Trentino e Veneto, in modo da scremare le infinite possibilità che includono anche falesie più piccole e ancora meno conosciute, o che richiedono una camminata di avvicinamento più impegnativa. Per i settori qui presentati, quasi tutti i parcheggi sono a pagamento e a rischio di esaurimento posti.

Val Gardena: Città dei Sassi

La Città dei Sassi è un’immensa distesa di massi che è possibile individuare in lontananza già dalla macchina mentre si percorre la strada che porta al celebre Passo Sella. Formatisi dopo il crollo di una valanga, offrono possibilità di arrampicata sulle diverse facce delle strutture rocciose, dando la possibilità di cambiare esposizione a seconda dell’ora della giornata. Siamo comunque a una quota di 2200 metri di altezza, fattore che già di per fa di quest’area una meta prettamente estiva.

L’avvicinamento dipende dal masso che si sceglie di esplorare, ma si parte da un minimo di 5 minuti per le strutture più vicine ai parcheggi di riferimento, per arrivare a un massimo di 25 minuti. Per ora i sassi sono stati raggruppati in undici settori diversi, alcuni dei quali adatti nello specifico a un’esperienza “plaisir” o a muovere i primi passi sulla roccia (come il Sasso della Palestra). Le possibilità di queste strutture però non si possono ancora considerare esaurite, e ogni anni vengono aperte nuove linee di arrampicata. 

Le difficoltà sono tra le più varie in assoluto: si parte da vie di terzo e quarto grado per arrivare a difficoltà di 7b e 7c soprattutto sul Sasso delle Ortiche e sul Sasso Renato. Per quanto riguarda le falesie di monotiri, la Città dei Sassi resta una delle aree più frequentate della Val Gardena: non sarà quindi sicuramente la falesia più silenziosa che potrai trovare, ma la bellezza del posto ti farà godere appieno di una giornata in questo ambiente, al cospetto delle vette del gruppo del Sassolungo. 

Val Badia: Sass Dlacia

Restiamo sempre nelle Dolomiti dell'Alto Adige, ma spostandoci verso la Val Badia, caratterizzata dalle pareti del gruppo di Fanes e da paesaggi talmente iconici da essere, anche in questo caso, decisamente molto frequentati con le conseguenti difficoltà di mobilità e parcheggio. Ne vale comunque sempre la pena, sia per chi ama fare lunghe escursioni che per gli arrampicatori alla ricerca di settori estivi: qui troviamo numerose falesie esposte completamente a nord, perfette per quelle giornate dove le temperature non lasciano scelta, falesie per chi cerca l’alta e altissima difficoltà – come il Ciastlins che offre vie fino all’8c – e falesie dove chiunque può arrampicare, come Sass Dlacia.

Per quanto riguarda la Val Badia, Sass Dlacia rappresenta senza dubbio il non plus ultra per l’arrampicata in falesia: qui troviamo più di 250 tiri suddivisi su tutte le esposizioni, grazie ad alcuni massi – come Sorcini e Sorci Verdi, dove è possibile arrampicare su tutti e quattro i lati. L’altezza è di circa 1700 metri fattore che, unitamente alla presenza della vegetazione, la rende fruibile quasi esclusivamente in estate. 

Le falesie sono raggruppate in sette settori principali, alcuni dei quali hanno un carattere decisamente più storico, come Sorci Verdi, mentre altri sono stati valorizzati più recentemente. La lunghezza dei monotiri è anche molto varia e può raggiungere – in alcuni casi – i 35 metri: raccomandiamo la massima attenzione nella scelta della corda. 

Val di Fassa: Pian Schiavaneis

Siamo nelle Dolomiti Trentine, nella zona di Canazei: questa falesia ha tutto ciò che chi ama arrampicare in un bell’ambiente possa desiderare: avvicinamento di dieci minuti, quota di 1900 metri ma esposta a sud e, appunto, un paesaggio da cartolina. Per quanto ci sia qualche vie sul quinto o sesto grado, non è propriamente considerata una falesia per principianti: alcune sezioni strapiombanti rendono particolarmente impegnativo lo stile di arrampicata su questi muri.

Tra i diversi settori che compongono Pian Schiavaneis, offrendo un totale di quasi cento vie, consigliamo il settore Principale, con diverse vie di media e alta difficoltà e Placca, con vie non estreme ma decisamente tecniche. I tiri decisamente strapiombanti del settore Pirincipale aggiungono anche l’opzione “pioggia” alle tantissime possibilità che questa falesia offre: restando riparati per tutta la loro lunghezza, è possibile continuare ad arrampicare qui anche mentre il classico temporale pomeridiano arriva a rinfrescare le giornate più calde.

Agordino: Laste

Sulle Dolomiti del Trentino e dell'Alto Adige ci sarebbe ancora moltissimo da dire, ma anche in Veneto si ha l’imbarazzo della scelta per la quantità e la bellezza delle falesie che offre. Laste è probabilmente la falesia più emblematica delle Dolomiti Venete, caratterizzata questa volta da un calcare compatto che regala placche tecniche dove un sapiente uso dei piedi e una concentrazione di ferro sono elementi indispensabili per godersi la giornata.

Situata a 1500 metri di altezza, Laste è suddivisa in quattro settori che offrono esposizioni diverse: alcuni di questi settori sono ancora in fase di valorizzazione e presto il numero delle vie a disposizione di tutti sarà ancora maggiore. Nonostante sia una delle falesie più famose delle Dolomiti, non rappresenta un’ottima idea per chi arrampica da poco: le vie sono nel loro complesso impegnative e richiedono esperienza sia nella tecnica di arrampicata che nella corretta interpretazione dei movimenti.

L’arrampicata si sviluppa quasi sempre su pareti verticali, ma non mancano strapiombi o bombé ad aggiungere passi di boulder o vie di continuità dove una buona fisicità non può che aiutare. Qui comunque predominano le tacche, le vie di equilibrio e uno stile di arrampicata dove non potrai andare via solo di forza.

Cortina d’Ampezzo: le Cinque Torri

Chiudiamo in bellezza con uno dei luoghi più mitici di tutte le Dolomiti: le Cinque Torri. Come ogni luogo iconico, anche le Cinque Torri sono ricche di storia e di angoli semplicemente perfetti. Il paesaggio, la roccia, la luce del tramonto e il museo a cielo aperto che ci riporta alla Seconda Guerra Mondiale, contribuiscono a far sì che le Cinque Torri siano uno degli angoli più visitati di tutte le Dolomiti.

Anche dal punto di vista dell’arrampicata rappresentano un solido riferimento storico, inizialmente frequentate principalmente dagli alpinisti della zona di Ampezzo, poi man mano sempre più apprezzate da arrampicatori e alpinisti di ogni dove.

Qui troviamo più di 150 vie esposte in ogni direzione; i settori, piccoli ma estremamente numerosi, aiutano a distribuire la grande quantità di arrampicatori che ogni anno vengono a mettere le mani su questa roccia così celebre. Oltre ai monotiri, ci sono anche diverse possibilità per mettersi alla prova su vie lunghe estremamente emozionanti: anche se ci sono settori con tiri boulderosi di 8 metri, non mancano le multipitch che – con quattro meravigliose lunghezze – vi conducono fino alla cima delle Torri.

Anche la quota gioca il suo ruolo nel quadro complessivo di un’esperienza di arrampicata in questa zona: siamo a 2300 metri, in uno dei posti più belli delle Dolomiti, attorniati da bellezza assoluta.