Hintertux, la stagione più corta di sempre. Il caldo non risparmia il Tirolo

Il comprensorio austriaco, rimasto l’unico a garantire un’apertura estiva prolungata su ghiacciaio, anticipa lo stop al 26 luglio: “Riapriremo in base alle temperature”

 

Lo sci estivo potrebbe essere vicino alla parola fine, almeno sul ghiacciaio dell’Hintertux. I gestori dei quasi 20 chilometri di piste del comprensorio estivo, infatti, hanno ufficializzato la data di chiusura della stagione estiva: sarà il 26 luglio 2026, mai così presto prima d’ora. A fare chiarezza sulle motivazioni, facilmente intuibili, sono stati gli stessi organizzatori: “È troppo caldo in estate, il ghiacciaio si scioglie”, hanno affermato una volta raggiunti telefonicamente, pur rassicurando gli appassionati di alta montagna: “In estate, il ghiacciaio è visitato principalmente da famiglie, escursionisti, freerider e turisti che rimangono un solo giorno. Per loro, funivie e seggiovie rimarranno aperte 365 giorni l’anno”.

Il boccone più amaro, sicuramente, lo dovranno buttare giù atleti in allenamento e appassionati di sci estivo, abituati – fino a pochi anni fa – a considerare l’Hintertux una vera e propria tappa fissa dello sci d’agosto. Che sia la fine dello sci 365 giorni l’anno, almeno alle nostre latitudini? Già negli anni scorsi, il ghiacciaio era andato incontro ad alcuni periodi di chiusura imprevisti anche a causa della pandemia. Nel 2019, infatti, il ghiacciaio rimase chiuso dal 13 marzo al 28 maggio, segnando la prima interruzione della “Ganzjahresskigebiet”, cioè un’area sciistica aperta tutto l’anno. 

Cambiamenti climatici, domanda turistica e la prima “Sommerpause”

La prima “Sommerpause” vera e propria, il periodo di pausa estiva di apertura delle piste, è avvenuta invece a partire dal 2024, dopo alcuni anni in cui erano state indette alcune chiusure sporadiche a causa delle temperature troppo elevate. La motivazione fornita alla stampa specializzata dagli organizzatori, in quel caso, riguardò non solo l’eccessivo scioglimento del ghiacciaio, ma anche una netta diminuzione della domanda di sci estivo da parte di ski club, maestri e turisti, descritta dagli organizzatori stessi come “estremamente bassa”.

Una versione confermata nuovamente anche nel 2026, con lo stop anticipato non più a metà agosto, come nel 2024 e nel 2025, ma addirittura al 26 luglio di quest’anno: “Garantiremo comunque la stagione sciistica più lunga di tutta l’Austria – afferma Ines Eberl, membro del team marketing del ghiacciaio – e riapriremo a settembre. Non sappiamo ancora quando, dipenderà dalle temperature e dalle condizioni meteo”. 

Le condizioni del ghiacciaio in estate

Lo scorso anno, ad esempio, la stagione sciistica su ghiacciaio è stata riaperta il 27 settembre, ma la coda lunga dell’estate ha lasciato evidenti segni sul ghiacciaio fino ad autunno inoltrato: “Abbiamo parlato con alcuni addetti agli impianti lo scorso novembre – riferiscono alcuni frequentatori del ghiacciaio – e ci hanno detto che le condizioni ad agosto non permettevano di sciare, il ghiacciaio si era sciolto troppo. Nella parte bassa del ghiacciaio i battipista dovevano fresare anche a novembre la neve ghiacciata ai lati, così da portarla al centro per coprire le lastre di ghiaccio, ma le piste erano complessivamente ben tenute. Purtroppo, anche nella parte alta è piovuto persino le ultime settimane di ottobre”. 

La zona sciabile del ghiacciaio va dai 1300 metri delle stazioni a valle degli impianti fino ai 3250 metri di quelle a monte, e anche nei mesi autunnali dello scorso anno presentava alcune zone di collasso della superficie del ghiacciaio. Una situazione comune per tutti i comprensori sciistici estivi oltre i tremila metri, che ormai si possono contare sulle dita di una mano in Europa e tra i quali figura, in Italia, unicamente lo Stelvio. Il Plateau Rosà, invece, si sviluppa in territorio svizzero ma è raggiungibile anche da Cervinia, mentre anche in Marmolada si è ormai rinunciato a garantire aperture estive.

Un cambiamento non solo climatico, ma anche culturale 

Lo sci estivo, ad ogni modo, continua a conservare un fascino unico per molti appassionati. Negli ultimi anni, però, questa pratica è diventata sempre più difficile da sostenere, sia per società sportive e turisti sia per i gestori stessi degli impianti, con costi di gestione e skipass in continuo aumento. Le alte temperature obbligano a continui interventi di preparazione della neve, mentre le finestre utili per sciare si riducono di anno in anno, come testimonia il caso dell’Hintertux. In questo contesto, riuscire a mantenere aperte le piste appare sempre meno sostenibile. La chiusura anticipata dell’unico ghiacciaio del Tirolo aperto tutto l’anno potrebbe rappresentare non soltanto un cambiamento organizzativo, ma il simbolo della fine di un’epoca per lo sci alpino estivo europeo.