Gli interventi notturni aggiungono complessità al soccorso © Soccorso AlpinoNella gran parte dei casi, gli interventi di soccorso riescono a concludersi nel migliore dei modi per le persone in difficoltà, tanto che il soccorritori stessi vengono considerati o definiti “eroi”: un termine che - pur con le migliori intenzioni- rischia di minimizzare la presenza di un rischio concreto anche per chi opera in montagna per lavoro o come volontario (come evidenziato anche nelle puntate del podcast La chiamata). Soprattutto se consideriamo la gran quantità di interventi che quotidianamente vengono svolti nel nostro Paese. Non sempre però tutto va bene.
Un intervento come tanti?
Nella notte di venerdì, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino è intervenuto nel gruppo dell'Adamello, per prestare assistenza a due escursionisti che si trovavano in difficoltà lungo la discesa da Cresta Croce, a circa 3.100 metri di quota, e non erano più in grado di proseguire verso il rifugio ai Caduti dell'Adamello. Di interventi simili ne scriviamo quasi tutti i giorni, ma questo non vuol dire che siano semplici o potenzialmente estranei a complicazioni.
Nel caso di Cresta Croce, la richiesta di aiuto al numero unico per le emergenze 112 è arrivata poco dopo le 22.00. Sul posto è stato inviato prontamente l'elicottero con a bordo un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, impegnato nelle operazioni di recupero con il verricello.
Condizioni difficili
Durante l'intervento, a causa di una folata di vento, il tecnico ha urtato alcune rocce, riportando la frattura della scapola e della clavicola. Il soccorritore è stato immediatamente recuperato e trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento per le cure del caso.
A seguito dell'infortunio e delle condizioni meteorologiche, il recupero dei due escursionisti non è stato più possibile nella notte. I soccorritori hanno quindi verificato che fossero adeguatamente equipaggiati e in condizioni di trascorrere in quota le ore che li separavano dall'alba. Alle prime ore di oggi, con il ritorno della luce, i due escursionisti hanno raggiunto autonomamente il rifugio ai Caduti dell'Adamello, senza riportare conseguenze.
Un pericolo evitabile?
L'intervento richiama ancora una volta l'importanza di pianificare con attenzione le escursioni in montagna, valutando tempi di percorrenza e margini di sicurezza, per ridurre il rischio di situazioni di pericolo sia per chi frequenta l'ambiente montano sia per il personale impegnato nelle operazioni di soccorso.