"Ho visto il sole dopo il crepaccio". Vincent Colliard precipita durante la traversata dell’Artico

L’esploratore francese cade in un crepaccio sull’Isola di Ellesmere. L’incidente non ferma il progetto "Ice Legacy": 1100 chilometri sul ghiaccio per raccontare il cambiamento climatico.
Vincent Colliar durante la traversata © Facebook Vincent Colliard

“È successo un casinoSon caduto in un crepaccio! Per miracolo, nessuna ferita o peggio”. Inizia così il post social dell’esploratore polare francese Vincent Colliard. “Un momento spaventoso in cui l’equilibrio della vita era sul filo del rasoio”.

Era il 26 maggio quando, durante la traversata scialpinistica dell’Isola di Ellesmere (Artico canadese) Colliard è precipitato in un crepaccio mentre usciva dalla calotta glaciale di Agassiz. Dopo l’incidente “ci siamo presi qualche giorno per riflettere e abbiamo deciso di essere trasparenti al riguardo. Abbiamo commesso grossi errori. Abbiamo abbassato la guardia perché eravamo stanchi (26 giorni di lavoro fisico intenso) e forse ci siamo comportati con troppa sicurezza in quello che stavamo facendo. Conosciamo bene le procedure: nodo di bloccaggio collegato alla parte posteriore delle slitte, massima tensione sulla corda e così via. Ora la guardia è tornata alta. Siamo ancora in cammino per tentare la traversata completa e non supportata dell’Isola di Ellesmere racconta Colliard. “È stato un momento magico rivedere la luce del sole, lontano dall’oscurità di quel buco”.

Nonostante la gravità dell'incidente Colliard, che è impegnato nella traversata con il norvegese Børge Ousland (questa traversata fa infatti parte del più ampio progetto Ice Legacy, ideato dai due), l’esploratore ha avuto la prontezza di documentare l’accaduto con un video. Nel video si vede Colliard intrappolato accanto alla sua slitta in un crepaccio stretto, con il cielo azzurro visibile in alto.

Il progetto Ice Legacy

Ripresosi dallo spavento, la spedizione sull'Isola di Ellesmere ha ripreso il suo ritmo. Un viaggio di oltre 1100 chilometri che fa parte dell'ambizioso progetto "Ice Legacy", ideato dagli stessi Colliard e Ousland. L'obiettivo è attraversare le 20 più grandi calotte glaciali del Pianeta in 10 anni, documentando gli effetti del cambiamento climatico e sensibilizzando l'opinione pubblica sulla rapida scomparsa dei ghiacci. Fino a oggi il duo ha completato 9 traversate.

"Ci sforziamo di dare una voce più forte al ritiro dei ghiacciai e alla fusione di queste immense distese di ghiaccio che continuano a regolare le temperature del nostro Pianeta" ha dichiarato Ousland in un'intervista.