Idee per arrampicare: 5 falesie laziali da non perdere

Da quali falesie partire per esplorare il Lazio arrampicando? Risponde a questa domanda Emanuele Avolio, autore, con Lorenzo Trento, di una nuova guida alle falesie. Con qualche "chicca" sui monotiri più belli

Non vi svolteremo la primavera o l'estate, ma sicuramente rimangono falesie da scoprire e visitare almeno una volta nella vita”. Parola di Emanuele Avolio, già autore del libro Apertura senza fine. Storia dell'arrampicata romana, e pronto stavolta, insieme a Lorenzo Trento, a dare alle stampe una guida che si annuncia mastodontica. 

Riassumere le tendenze arrampicatorie di una regione intera è una sfida enorme - dichiara infatti Avolio - soprattutto nel caso del Lazio, che non è una regione alpina ma che comunque ha in serbo delle perle davvero succulente”. A cominciare dall'Eremo dello Spirito Santo, falesia di recente sviluppo, chiodata principalmente da Cristian e Andrea Ruzza. Per non parlare della Parete del Chiromante a Sperlonga, una delle placche più belle del Lazio, e del settore dei Tetti Rossi, sempre a Sperlonga, la cui chiodatura è forse un po' da rivedere. Vi è poi ‘la Flatanger del Centro Italia’, ovvero la Grotta dell'Arenauta, ma anche la falesia del Ferentillo - dato che, come ci spiega Avolio, spesso è più rapido da Roma recarsi in Umbria che altrove nella stessa regione - vicino però alla ben rinomata ma in generale meno conosciuta Grotti.

Insomma, abbiamo cercato di raccogliere in questo articolo cinque preziosi suggerimenti per cominciare ad esplorare le pareti di questa straordinaria regione.

Falesia di Grotti

La falesia di Grotti (Grotti Alta) si trova ad una dozzina di chilometri da Rieti e offre un'arrampicata su calcare solido tendente al conglomerato, che necessita spesso di uno stile atletico e ‘violento’. L'esposizione è a sud-sud/est, ideale dunque nei mesi invernali, anche se nelle mezze stagioni tende ad andare comunque in ombra dopo le 14 e nei mesi più caldi è possibile scalarvi dopo le 17, ma in giornate non particolarmente umide, che sono da evitare.  

Fra i tiri da provare a lavorare si segnalano ‘Blob’ (7a+), ‘Requiem’ (7b+) e ‘Turbolenze stradali’ (7b).

Eremo dello Spirito Santo

L'Eremo dello Spirito Santo si trova ad una trentina di chilometri da Cassino, zona Gole del Melfa, e si tratta di una falesia tipicamente autunnale o invernale, sempre per via della sua esposizione a sud. Occorre però precisare che dal 31 dicembre al 31 luglio vige l'assoluto divieto di arrampicata su queste pareti, per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciate. 

Fra i tiri consigliati, ‘In ogni atomo’ (7b+/7c), che ha tante ripetizioni per essere un grado di questo tipo in una falesia non così nota ed è caratterizzato da uno strapiombo molto estetico ed ingaggiante, esemplificativo dello stile della falesia. Il più ripetuto, e raccomandato, resta tuttavia ‘Bordolinea’ (6a+).

Parete del Chiromante

La Parete del Chiromante è un settore della falesia di Sperlonga, pomeridiana in primavera e frequentabile ogni giorno d'inverno. Sembrerebbe configurarsi come il regno del sesto grado, anche se di tipo molto esigente. Una delle falesie più storiche e celebri della zona, può vantare un centinaio di vie, se consideriamo anche le multipitch.

Si consigliano la seconda lunghezza di ‘Flippaut’ (6a+), anche se il tiro-simbolo della falesia rimane 'Dov’è Mario Prelati?' (6b).

Tetti Rossi

Anche quella dei Tetti Rossi è una delle falesie più belle e storiche di Sperlonga e si trova sul monte Moneta, dietro il lungomare di Sant’Agostino. Le vie, in precedenza abbandonate per 20 anni, hanno subìto un processo di rinnovamento per certi versi tutt'ora in corso. La tipologia di calcare di cui è composta la roccia la rende poco ideale per le giornate umide, a maggior ragione a causa della vicinanza al mare e alla salsedine, mentre se ne consiglia caldamente la frequentazione in giornate soleggiate ma secche, come a principio di primavera.

Un progetto che vale la pena tentare è ‘Wodoo Child’ (7c+), chiodata da Andrea Di Bari.

Grottone dell'Arenauta

Il Grottone dell'Arenauta ha richiamato negli anni climbers del calibro di Adam Ondra e Stefano Ghisolfi, ma nonostante la tecnicità delle proprie pareti offre anche molti tiri di sesto davvero godibili. Si trova praticamente in riva al mare, ad appena 6 chilometri da Gaeta, ed è caratterizzata calcare di buona qualità. Il Grottone è di base in ombra tutto il giorno, ma per via dell'umidità è consigliabile arrampicare in giornate secche.

Fra i progetti consigliati ‘Is danzas’ (7b+) e ‘La fuga dei cavalieri’ (7c+).