È morto Sergio Longoni, l'imprenditore che amava la montagna

83 anni, aveva fondato un impero di punti vendita sotto i marchi Longoni Sport e DF Sport Specialist, ma il suo sostegno allo sport era a tutto tondo. Alberto Pirovano: "Ha fatto conoscere e supportato alpinisti famosi quando ancora non lo erano"

 

Il mondo della montagna piange Sergio Longoni: il celebre imprenditore brianzolo si è spento all'età di 83 anni dopo una malattia. Longoni non aveva solo creato un impero di punti vendita da cento milioni di fatturato, partendo dal negozio di calzature della madre e del padre, ma era un vero appassionato della montagna e di tutte le attività e gli sport a essa collegati. Importante anche il suo convinto sostegno alle iniziative del Club Alpino Italiano. Longoni vedeva nella montagna una forma di realizzazione che andava ben più in là rispetto all'imprenditoria, tanto che valori e passione si sono trasmessi con pienezza alla moglie Silvana e alle figlie Francesca e Daniela. 

 

I funerali si svolgeranno sabato 2 maggio alle 10.30, presso la chiesa parrocchiale di San Vito a Barzanò.

Una vita in Brianza, con lo sguardo verso l'alto

Il suo primo negozio lo aprì a Barzanò nel 1972, quindi un secondo a Cinisello Balsamo e via via altri nel Nord Italia e anche oltre confine, con i marchi Longoni Sport e DF Sport Specialist.

L'amore per l'alpinismo non si traduceva solo in una attenzione vera all'attività e al sostegno agli atleti che la praticavano ad alto livello, ma in un autentico desiderio di condividere la passione con la comunità. 

 

Alberto Pirovano, consigliere del comitato centrale di indirizzo e controllo del CAI: “Come tutti gli alpinisti lecchesi la mia conoscenza di Sergio arriva dal negozio: il primo, di via Garibaldi, quello storico. Il sabato pomeriggio diventava il punto di riferimento per tutte le attrezzature. Io ero un ragazzino e Sergio era al bancone, me lo ricordo con la fila di tutti che andavano a pagare, ma lui aveva questo modo di fare sempre disponibile, trovava sempre il tempo per gli alpinisti. Aveva la capacità di fare sembrare ogni cliente un cliente speciale, oltre l'aspetto commerciale. Tantissimi diventavano poi amici. Alle varie scuole del CAI, alla prima lezione sui materiali, mandavamo gli allievi da lui perché sapevamo che avrebbe fatto il possibile per venire loro incontro”.


Longoni, che era presidente onorario della sezione locale CAI di Barzanò, aveva una attenzione particolare per le montagne “di casa”, come testimonia il recupero del Bivacco Riva-Girani, dedicato a due amici, in località Comolli, verso il Brioschi. Grazie alla sua iniziativa, la baita fu ristrutturata e inaugurata nel 2010 - dotata di stufa, sala da pranzo, pannello solare e cinque posti letto - diventando un punto di riferimento per chi sale lungo la via invernale del Grignone.

 

Fatti, non parole

Longoni era uomo di poche parole ma di fatti concreti ed era tanto radicato al territorio, quanto capace di guardare lontano, con slanci importanti. Longoni ha reso possibile la riuscita di tante manifestazioni e eventi di vario genere, promossi dalle realtà associative del territorio. Alcuni notevoli alpinisti del territorio hanno trovato sostegno da lui quando ancora erano sconosciuti e alle prime armi.  “Effettivamente ha fatto conoscere e supportato alpinisti famosi quando ancora non lo erano, penso per esempio a Mario Panzeri - prosegue Pirovano-. Non solo o non tanto come contributo economico, ma come sostegno umano. Quasi si offendeva se non passavi da lui e penso che tutti i Ragni, per dire, abbiano avuto il suo supporto. Il logo Longoni significava avere un rapporto privilegiato, era sinonimo di appartenenza. Ha creato una comunità alpinistica. Prima che si inventassero i programmi di fidelizzazione, lui lo faceva in maniera naturale e spontanea. E poi era curioso di sapere, voleva che gli riferissi delle novità tecniche che vedevo in giro, era un vero innovatore”.

 

“Il logo Longoni significava avere un rapporto privilegiato, era sinonimo di appartenenza, ha creato una comunità alpinistica”. Alberto Pirovano

Un altro esempio sono le famose serate A tu per tu con i grandi dello sport, un appuntamento che ha visto prendere il microfono in mano ai più grandi alpinisti contemporanei - come Simone Moro, Hans Kammerlander o Krzysztof Wielicki, per citare l'ultimo appuntamento pubblico, il numero 300- chiamati a raccontare avventure capaci di contagiare tanta gente con la passione per la montagna, a partire dal 2004.

 

“Non importa quanto il cammino possa sembrare in salita, quello che conta è non fermarsi mai”. Sergio Longoni

Un ulteriore prova di grande volontà nel trasmettere la passione per la montagna lo troviamo nella realizzazione di una vera e propria rivista dedicata alla montagna. Uomini e Sport ha visto la luce a partire dal 2010. In un suo editoriale di dicembre 2024, Longoni scriveva così “La montagna rappresenta una parte fondamentale della mia vita: un luogo dove si viene costantemente messi alla prova, ma dove le ricompense sono immense”. E ancora, ad aprile 2025: “Questa esperienza mi ha insegnato una cosa importante: non importa quanto il cammino possa sembrare in salita, quello che conta è non fermarsi mai. Lottare per vincere, sempre”. Poche parole, ma che vanno dritte al punto.