© IG Matheu Maynadier
© IG Matheu Maynadier
© IG Matheu Maynadier
© IG Matheu Maynadier
La nuova leva degli alpinisti d'oltralpe rischia di far sembrare semplici anche progetti decisamente estremi. Non si era ancora spento l'eco per l'incredibile prima libera della Directe de l'amitié da parte di Esteban Daligault, Virgile Devin e Simon Martinet che Louna Ladevant e Mathieu Maynadier hanno chiuso addirittura la prima salita a vista di un itinerario che – ricordiamo- corre per oltre 1100 metri sulla nord delle Grandes Jorasses, con difficoltà fino a ED+ e M9+.
Tra l'altro, di Daligault e Devin abbiamo scritto solo due giorni fa per la nuova via sul Pré de Bar e non molto tempo prima avevamo dato notizia della nuovissima Jorassique Pâques di Arthur Pointdefert, Pierre Girot, Hugo Peruzzo e Kilian Moni, che attacca proprio tra la diretta dell'amicizia e la Bonatti-Vaucher.
A vista? Da non crederci
La cordata francese ha mostrato una confidenza incredibile non solo nella tecnica pura, ma anche nell'interpretare una linea complessa, in un ambiente severo. Louna Ladevant e Mathieu Maynadier hanno portato a termine una salita davvero da applausi: maestri con le picche in mano, hanno dato dimostrazione delle loro capacità: si tratta infatti della prima on-sight, della Directe de l'amitié (ED+, 1.100 m, M9+), una delle vie più iconiche delle Grandes Jorasses. Per la discesa, la cordata ha optato per la soluzione più “rapida”. Estratti i rispettivi parapendio dalle proprie sacche, hanno dispiegato le vele e si sono lanciati in volo. A quanto pare le condizioni non erano però delle migliori e si sono dovuti sbrigare, tanto da non fare nemmeno a tempo a togliersi il materiale d'arrampicata di dosso. U
Tre bivacchi e un decollo
Tanto tempo hanno speso in parete, con tre bivacchi – l'ultimo in vetta- tanto sono stati rapidi a scendere. Entrambi consapevoli, a quanto pare, di essere anche un po' matti. “È stata un'avventura folle – ha ammesso Maynadier-. 22 lunghezze, per lo più difficili, due bivacchi in in portaledge e uno in cima. Abbiamo fatto la scommessa di portarci le vele con il dolce sogno di decollare dalla vetta. Dopo che per 1100 metri ci siamo trascinati quel gran sacco di patate, con grande apprensione abbiamo tirato fuori le vele in un vento avverso, per decollare con tutto il nostro equipaggiamento ancora addosso. Abbiamo fatto il pieno di adrenalina ed emozioni, che abbiamo scaricato quando abbiamo messo piede in terra italiana alle 9 del mattino. Abbiamo pensato molto a Tristan, con cui il progetto era iniziato, ma che è stato costretto a rimanere a casa a causa della sua contusione alla caviglia. Siamo felici che tutto sia andato per il meglio. Dopo un bel po' di brutto tempo, alti e bassi, tanto impegno e soprattutto tanta energia per cercare di fare anche un film”.
“Con grande apprensione abbiamo tirato fuori le vele in un vento avverso, per decollare con tutto il nostro equipaggiamento ancora addosso”. Matheu Maynadier
Una salita da appuntarsi al petto
La Directe de l’amitié è considerata dagli alpinisti come una delle più difficili, se non la più difficile in assoluto, delle vie sulle Grandes Jorasses. Sale con decisione la Punta Whymper, fu aperta nel gennaio 1974 da Yannick Seigneur, Louis Audoubert, Michel Feuillerade e Marc Gally, in un’avventura epica, con ben nove bivacchi.
Nel corso degli anni, ha motivato intere generazioni di alpinisti e ha vissuto salite degne di nota come quella di Martín Elías e Korra Pesce nell’estate del 2014, o quella di Léo Billon, Seb Ratel e Benjamin Védrines, inserita nella loro trilogia invernale dell’inverno 2022. La prima ascesa completamente in libera è arrivata solo lo scorso novembre, per mano di Esteban Daligault, Virgile Devin e Simon Martinet.