Andare in montagna è una delle attività più complete che si possano praticare a contatto con la natura: si può fare sciando, con le ciaspole, camminando, arrampicando o pedalando. Ma la montagna richiede rispetto, sia per conservarne la bellezza sia per affrontarne in sicurezza i rischi, che non possono essere ignorati e devono quindi essere conosciuti.
È su queste basi che si è sviluppato il progetto Ambiente e sostenibilità – conoscere la montagna, realizzato nell’anno scolastico 2025/2026, da ottobre a marzo, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Raffaele Casimiri” di Gualdo Tadino.
Un progetto tra scuola e territorio
Il progetto, coordinato per l’Istituto dal professor Alessandro Di Cola e da Roberto Moscetti, è stato strutturato dai referenti della Commissione CAI Scuola della Sezione del Club Alpino Italiano di Gualdo Tadino. L’iniziativa ha coinvolto alcune classi dell’Istituto, accompagnate in un percorso di avvicinamento ai temi della montagna grazie al contributo di volontari esperti della Sezione. L’obiettivo è stato fornire agli studenti le conoscenze di base per frequentare l’ambiente montano in modo consapevole, introducendo non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli culturali e ambientali.
L’esperienza sul campo
Con gli zaini in spalla e le scarpe allacciate, gli studenti hanno affrontato un’escursione lungo il sentiero 223 del Sentiero Italia, nel tratto Passaiole – Monte Maggio, seguendo l’itinerario Valsorda – Passaiola Bassa – Troscia Valmare – Buca della Neve – Passaiola Alta – Valsorda.
Il percorso, classificato EE, si sviluppa in ambiente montano roccioso con tratti esposti, per una lunghezza di 7,1 chilometri, un dislivello di circa 200 metri e un tempo di percorrenza di circa quattro ore, comprese le soste e le lezioni didattiche sul campo.
Durante l’escursione sono intervenuti gli esperti CAI Marco Scassellati, Pierdomenico Matarazzi, Paolo Stella e Alice Delsante, insieme ai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Assisi. Per molti studenti si è trattato della prima esperienza in quota affrontata a piedi. Il riscontro è stato unanime: un’attività apprezzata, formativa e capace di creare un forte spirito di gruppo. La fatica, inevitabile, è stata percepita come parte integrante dell’esperienza, ampiamente compensata dalla bellezza del territorio.
Formazione in aula e cultura della sicurezza
Accanto all’uscita sul campo, il progetto ha previsto anche momenti formativi in aula, con tre incontri da due ore ciascuno, che hanno coinvolto complessivamente 138 studenti delle classi seconde, tra Polo Liceale e Tecnico-Professionale.
Gli incontri hanno avuto l’obiettivo di fornire le nozioni fondamentali per approcciarsi alla montagna in sicurezza, stimolando al tempo stesso la curiosità verso attività outdoor accessibili e calibrabili in base alle proprie capacità. Un aspetto particolarmente rilevante in un territorio inserito nella catena dell’Appennino Umbro-Marchigiano.
Sono intervenuti, per la Sezione CAI di Gualdo Tadino, Cesare Capoccia, già istruttore sezionale della Scuola intersezionale di alpinismo e sci alpinismo “G. Vagniluca”, Daniela Anastasi, consigliera di sezione e componente della Commissione CAI Scuola, Riccardo Serroni, addetto stampa e referente della Commissione Escursionismo, Pierdomenico Matarazzi, vicepresidente della Sezione e referente della Commissione Sentieristica, e Marco Scassellati, referente della Commissione Escursionismo.
Un investimento sulla cultura della montagna
A conclusione del progetto, il presidente della Sezione Franco Palazzoni e i componenti della Commissione CAI Scuola – Daniela Anastasi, Lucia Sabbatini, Riccardo Serroni e Claudio Parlanti – hanno espresso soddisfazione per il percorso svolto, ringraziando i docenti, tutti i partecipanti e la Sezione, che ha finanziato interamente l’iniziativa.
Un ringraziamento è stato rivolto anche al Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi, in particolare a Francesco Falcinelli e ai suoi collaboratori, per il contributo costante nelle attività didattiche legate alla botanica e alla tutela ambientale.
Il riscontro più significativo resta quello degli studenti, che al termine delle attività hanno manifestato entusiasmo per essere stati avvicinati alla cultura della montagna, confermando il valore di un progetto che mette al centro conoscenza, esperienza e consapevolezza.