Il Rifugio Martellese sulla MaiellaI rifugi della Maiella cambiano volto. Strutture spesso non gestite, nate come punti d’appoggio essenziali per chi percorre sentieri e alte vie, che negli ultimi anni hanno mostrato sempre più chiaramente la necessità di interventi di recupero e adeguamento. Ora il Parco nazionale della Maiella ha avviato un programma di riqualificazione che coinvolge cinque tra rifugi e bivacchi, con l’obiettivo di rafforzare una rete strategica non soltanto per l’escursionismo, ma anche per la tutela ambientale e il presidio del territorio.
Il primo tassello è il rifugio Martellese, inaugurato il 15 luglio nella Riserva naturale statale “Feudo Ugni”, nel territorio di Pennapiedimonte, sotto l’Anfiteatro delle Murelle.
Accanto al Martellese, il programma riguarda il rifugio Capoposto sul Monte Morrone, a 1755 metri, per il quale sono previsti lavori per 300mila euro; il rifugio Manzini, nella Valle Cannella a 2522 metri, destinatario di un finanziamento di 250mila euro; il rifugio Fonte Tarì, a quota 1540 metri nel territorio di Lama dei Peligni, con un investimento di 300mila euro; e il bivacco Mario Pelino sulla vetta di Monte Amaro, a 2793 metri, completamente rinnovato con un intervento da 120mila euro.
Il nuovo Rifugio Martellese
Il recupero del Martellese è stato finanziato dalla Regione Abruzzo attraverso il Fondo Unico Nazionale per il Turismo 2022, per un importo di oltre 80mila euro. I lavori, iniziati nell’ottobre 2025 e conclusi nel novembre dello stesso anno, hanno riguardato il restauro e la valorizzazione della struttura, restituendo alla montagna un punto d’appoggio oggi nuovamente fruibile e accogliente.
Resta ora da compiere l’ultimo passaggio affinché il rifugio possa esprimere pienamente le proprie potenzialità: l’affidamento in gestione. Un passaggio particolarmente importante in un territorio come quello della Maiella, dove molte delle strutture d’alta quota sono tradizionalmente non gestite e dove la presenza di un custode può contribuire ad allungare la vita di queste strutture.
Il Martellese potrà infatti avere una funzione che va oltre quella di semplice riparo per gli escursionisti. Il Parco punta a farne anche un punto di riferimento per il monitoraggio e lo studio della biodiversità della Maiella.
“Non lo consideriamo solo un riparo per i camminatori, ma un avamposto scientifico: un laboratorio in quota che ci permetterà di monitorare da vicino la straordinaria biodiversità della Maiella”, ha spiegato il direttore del Parco e responsabile unico del procedimento Luciano Di Martino, sottolineando come l’intervento rappresenti anche un esempio di integrazione tra investimenti destinati al turismo, ricerca e tutela ambientale.
Una rete per i cammini e le alte vie
Il rifugio Martellese è raggiungibile attraverso due itinerari di particolare interesse naturalistico: il sentiero G5, che attraversa la Valle di Palombaro, e il sentiero G4, lungo il quale si incontrano anche il Rifugio Colle Strozzi e il Rifugio Ugni.
La riqualificazione delle strutture d’alta quota si inserisce così nel più ampio progetto di valorizzazione dei “Cammini del Parco” e delle “Alte Vie”, aumentando i punti di appoggio a disposizione degli escursionisti e migliorando allo stesso tempo la presenza sul territorio.
All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il sottosegretario regionale con delega al turismo Daniele D’Amario, la soprintendente per Chieti e Pescara Chiara Delpino, i sindaci di Pennapiedimonte Rosalina Di Giorgio e di Palombaro Rosalia Di Martino.
Presenti anche i carabinieri forestali, il Soccorso Alpino e Speleologico con il delegato alpino Massimo Angelilli e il Club Alpino Italiano Abruzzo con il presidente Francesco Sulpizio.