Idee per arrampicare: Alto Adige, Diamant Marie al Pitl Ciampanil de Val

Armin Senoner e Ivo rannser hanno aperto una via di 240 metri, con difficoltà fino al VI+, sulla struttura rocciosa della Vallunga. "È una bella via che presenta difficoltà piuttosto omogenee"

 

La "premiata ditta" Armin Senoner-Ivo Rabanser propone una nuova via sulla parete sud del Pitl Ciampanil de Val. La formazione rocciosa si trova in Vallunga, una laterale della Val Gardena, in Alto Adige. Diamant Marie si sviluppa per 240 metri e 8 tiri, con difficoltà fino al VI+, tra fessure, diedri e placche. L'apertura risale a maggio 2025 ma, data l'esposizione, la via si presta alla scalata tutto l'anno. Anche in questo periodo, data la quota piuttosto modesta. Si tratta sicuramente di un itinerario “alternativo” alle mete più battute, ma che presenta un certo appeal per gli amanti del genere. 


Aperta con protezioni tradizionali, parte a sinistra della Carpe diem (180 metri, VII), tracciata dagli stessi due alpinisti sudtirolesi ormai un quarto di secolo fa.

Non solo ghiaccio

La Vallunga, o Langental, è ben nota agli scalatori su ghiaccio, ma offre anche una buona varietà di vie in un ambiente ritirato. Il fratello minore del più famoso Ciampanil de Val, con la sua parete sud di un giallo brillante, vanta una bella verticalità, anche se la qualità della roccia non è eccelsa. "La roccia in Vallunga richiede veramente tantissima pulizia, quindi spesso riuscivamo a fare al massimo uno o due tiri al giorno - ha spiegato Armin-. La nostra idea però non era quella di arrivare in cima il più velocemente possibile, ma di creare una bella via, che potessimo utilizzare anche noi come guide, con i clienti".

Un lavoro certosino

L'idea non era quella di cercare difficoltà estreme, ma piuttosto omogenee. "Il lavoro di pulizia è stato davvero enorme, perché la qualità della roccia in partenza era pessima. Durante l'apertura abbiamo dovuto anche modificare leggermente la linea di salita in alcuni punti, proprio per cercare sempre la roccia migliore. In questo Ivo è veramente un maestro, ha un gran occhio nel capire subito dove conviene passare".


 Date le condizioni trovate, non è stato possibile per i due alpinisti realizzare la libera durante l'apertura, con l'ultimo diedro di 40 metri che si è presentato piuttosto ostico e impegnativo da ripulire. "Alla fine secondo me è venuta fuori proprio una bella via. Adesso è stata pulita bene, non presenta più grossi problemi di roccia da disgaggiare e nel complesso ha difficoltà abbastanza omogenee".


 Per una ripetizione sono indicati una corda da 60 metri e 12 rinvii. La difficoltà massima di VI+ si raggiunge nel diedro prima dell'ultima lunghezza. I chiodi sulla linea sono una trentina, possibilità di integrare secondo necessità. La discesa avviene in doppia, a destra della via, faccia a monte.